
Il 15° Censimento nazionale indetto dall'Istat è partito davvero con il botto: il primo giorno il servizio di compilazione online è andato in tilt. Nessuno sembrava aver previsto il picco di traffico, che dalle prime ore del mattino del 9 ottobre ha raggiunto i 500 mila collegamenti contemporanei.
"Questo di Internet, è un punto interrogativo. Non sappiamo quale percentuale userà il Web. Noi stimiamo il 40%, speriamo si arrivi al 50%. Per questo abbiamo potenziato le infrastrutture così da reggere l'impatto, soprattutto quello iniziale", aveva dichiarato all'ANSA il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, sabato scorso. E dire che questo è considerato il primo Censimento di una nuova era poiché "armonizzato a livello europeo".
Beh, speriamo di no
Ma cosa esattamente non ha funzionato? Difficile dirlo al momento, l'unica certezza è che "Telecom è già al lavoro per aumentare la potenza del sistema installato". Quel che sappiamo che il referente tecnico per WebHosting, Disaster Recovery e altri servizi cloud è l'ex-monopolista e che forse ha sbagliato qualche calcolo. Case study da dimenticare per la Nuvola Italiana.
Online in queste ore è facile imbattersi in giornalisti e blogger più o meno famosi che raccontano la vicenda. "C'ero anch’io tra gli zelantissimi aspiranti compilatori del fantomatico cyber censimento. Non certo perché volessi fare il primino della classe tra i miei condomini, ma sicuramente perché, come altre migliaia d’italiani, sono stato contagiato da quella che la comunità scientifica chiamerà la sindrome del 9 ottobre", scrive Gianluca Nicoletti di Radio 24.
"Vi assicuro che è stata peggiore dell'influenza stagionale, è apparentemente asintomatica, ma alla fine della giornata vi lascia con un senso profondo di frustrazione per avere, almeno una volta, cercato di fare i solerti cittadini e non esserci riusciti per colpa di un server sovraccarico".
La testa fra le nuvole
E anche sulla nostra pagina Facebook crescono i post al riguardo. "5 ore per riuscire a compilarlo, buttava fuori ogni volta e ho dovuto loggarmi diecimila volte. Mai visto un servizio così schifoso", scrive Rosalba. "Ma così tanta fretta? c'è tempo fino a novembre...", ricorda Andrea.
"Sono rilevatore per il mio comune, vi dico solo che il sistema informatico per noi doveva essere attivo dal 20 settembre e ancora non si riesce ad entrare... Ma negli ultimi 10 anni cos'han fatto?!", dice Alberto.
Per chi non lo sapesse il Censimento è obbligatorio e l'ultima data utile per la consegna dei plichi o compilazione online è il 20 novembre. Dopodiché i rilevatori incaricati dal Comune inizieranno a contattare le famiglie per il ritiro.
Personalmente mi ha fatto sorridere questa vicenda: sabato in poco più di dieci minuti ho sbrigato la pratica in punta di penna. Utopico pensare che il nostro paese si faccia trovare puntuale agli appunti tecnologici: non lo dico io, ma la cronaca quotidiana.
L'ultima nota riguarda gli errori tattici e di comunicazione commessi dall'Istat. In pratica hanno attivato il servizio online di sabato, rischiando picchi di traffico fuori norma e sopratutto capacità di reazione dei tecnici ridotta. Inoltre sui plichi hanno comunicato in maniera evidente solo le sanzioni e non la data ultima per la consegna.
Aggiornamento. Le scadenze per le consegne stabilite dall'Istat sono un po' creative. Anche dopo l'attivazione dei rilevatori comunali sarà possibile restituire i plichi spontaneamente entro il 23 dicembre 2011, 31 gennaio 2012 e 29 febbraio 2012 a seconda dei comuni di residenza.
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Originariamente inviata da checo
mio papaà l'ha fatto ieri pomeriggio senza problemi, solo 2 3 volte lo ha buttato fuori.
io l'ho fatto stamattina, una volta entrato tutto liscio.
Originariamente inviata da Ilruz
Il giorno del lancio non c'era nessuno da contattare, nessun tecnico? ma siamo pazzi?
Originariamente inviata da Ilruz
Dilettanti, come al solito - e ho letto che fare il censimento costera' all'italia 590 milioni di euro; la solita bazzecola.
Ogni volta che c'e' un progetto che copre l'utenza nazionale, qui in Italia non reggono il carico. Mai, non ce la fanno mai, ormai e' una certezza, vuoi l'host, vuoi le linee, vuoi la fame/il sonno/le feste/la partita.
Ma perche' non affidarsi a strutture sicuramente dimensionate, come Google/Amazon/Ebay? hanno avuto 500.000 accessi simultanei e sono crollati? e come fanno allora i siti dei quotidiani, che hanno anche cinque/sette milioni di accessi unici al giorno?
Il giorno del lancio non c'era nessuno da contattare, nessun tecnico? ma siamo pazzi?
Dilettanti allo sbaraglio, come sempre.
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