Perché la nuova normativa AGCOM sul copyright è un pericolo per i diritti digitali degli italiani? La risposta è articolata e certamente non alla portata di tutti. Per questo motivo ho scandagliato il Web e fra tutte le analisi ho individuato quella di Juan Carlos De Martin, docente del Dipartimento di Automatica Informatica del Politecnico di Torino, co-fondatore di del Centro Nexa e membro dell'Institute of Electrical and Electronic Engineers (IEEE). Insomma, un'eminenza grigia capace di fare divulgazione senza dimenticare la sintesi.
Juan Carlos De Martin
Ecco, il problema di questa normativa è proprio quello di assestare spallate ai diritti costituzionali senza che nessuno se ne accorga (Censura online in Italia: 10 giorni e sarà fatta). Il primo punto chiave infatti riguarda la possibilità per l'AGCOM di valutare la liceità delle pubblicazioni online. Come può un'istituzione amministrativa arrivare a tanto?
"L’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario", scrive Juan Carlos De Martin in un suo recente articolo pubblicato su La Stampa.
"Anche ammettendo che l’Agcom abbia tali poteri sanzionatori su questa specifica materia – e ci sono esperti che lo dubitano – e trascurando per il momento gli aspetti pratici (è in grado l’Agcom di gestire potenzialmente migliaia di richieste di intervento?), concentriamoci sulla modalità - amministrativa invece che giudiziaria. Perché il passaggio da un giudice, in pieno contraddittorio e con tutte le garanzie del caso, è indispensabile?".

Commenti dei lettori (35)
Legge antiblog, legge bavaglio, questa porcata qua...tutti (maldestri) tentativi di imbrigliare un mezzo che, per sua natura, tende a sfuggire al controllo cui finora erano soggetti gli altri media.
Queste pratiche di softpower possono e devono essere contrastate. Le prime due che mi vengono in mente sono la via legale oppure il "ddos": fare così tante segnalazioni da ingolfare la macchina e costringerli a rinunciare.
Se dalla classe dirigente non mi aspetto più nulla di buono spero che almeno dai cittadini (o da quella parte che ancora ragiona) possa venir fuori un'opposizione organizzata per contrastare questo genere di iniziative.
EDIT:
Per quanti volessero ho buttato giù una mail da girare agli amici/parenti/conoscenti per sensibilizzarli sull'argomento ed, evenualmente, invitarli a partecipare alla sottoscrizione segnalata da Dario.