Censura online italiana: ecco gli errori dell'AGCOM

di Dario d'Elia, 28 giugno, 2011 08:53  , Fonte: clicca qui

La nuova normativa AGCOM sul copyright rischia di ridimensionare i diritti digitali degli italiani, ma per quali motivi? Grazie a Juan Carlos De Martin, docente del Dipartimento di Automatica Informatica del Politecnico di Torino, li scopriamo in sintesi.

 

Perché la nuova normativa AGCOM sul copyright è un pericolo per i diritti digitali degli italiani? La risposta è articolata e certamente non alla portata di tutti. Per questo motivo ho scandagliato il Web e fra tutte le analisi ho individuato quella di Juan Carlos De Martin, docente del Dipartimento di Automatica Informatica del Politecnico di Torino, co-fondatore di del Centro Nexa e membro dell'Institute of Electrical and Electronic Engineers (IEEE). Insomma, un'eminenza grigia capace di fare divulgazione senza dimenticare la sintesi.

Juan Carlos De Martin

Ecco, il problema di questa normativa è proprio quello di assestare spallate ai diritti costituzionali senza che nessuno se ne accorga (Censura online in Italia: 10 giorni e sarà fatta). Il primo punto chiave infatti riguarda la possibilità per l'AGCOM di valutare la liceità delle pubblicazioni online. Come può un'istituzione amministrativa arrivare a tanto?

"L’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario", scrive Juan Carlos De Martin in un suo recente articolo pubblicato su La Stampa.

"Anche ammettendo che l’Agcom abbia tali poteri sanzionatori su questa specifica materia – e ci sono esperti che lo dubitano – e trascurando per il momento gli aspetti pratici (è in grado l’Agcom di gestire potenzialmente migliaia di richieste di intervento?), concentriamoci sulla modalità - amministrativa invece che giudiziaria. Perché il passaggio da un giudice, in pieno contraddittorio e con tutte le garanzie del caso, è indispensabile?".

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Commenti dei lettori (35)

1/4 avanti   
cioma2 28/06/2011 09:03
+58
Ecco l'errore dell'AGCOM: ESISTERE!
faber80 28/06/2011 09:08
+3
uno degli ultimi regali dell'attuale cricca politica (senza distinzioni di partito), sempre + impegnata a difendersi dal popolo che a lavorare x esso. Controllando interamente il settore televisivo/giornalistico/radiofonico/editoriale, l'unico a sgusciare ancora dalle dita è Internet, ma considerando l'alta inefficienza, per non dire analfabetismo informatico, che regna nel nostro mondo politico, e l'imminente e oceanica mole di ban prevista (e quasi sempre di conseguenti proteste, ricorsi, denunce, ecc) si ritroveranno in un ingorgo tale da chiudere la questione in poco tempo. La loro incapacità rimedierà a questi flaccidi tentativi di controllo extragiudiziario.
Davide Olianas 28/06/2011 09:19
+7
grazie per l'articolo chiarificatore, comunque è abbastanza ovvio capire chi lo prende dietro quando si tratta di diritti...
white wolf 28/06/2011 09:21
+2
L'AGCOM ha già più volte dimostrato parzialità nei suoi (pochi) interventi. Figuriamoci come garantirebbe il consumatore con questa normativa. Immagino che Confindustria e produttori ringrazieranno munificamente.
alexhdkn 28/06/2011 09:28
+8
la costituzione non è la prima volta che la calpestano in italia, vedi la legge è uguale per tutti.. SVEGLIATEVI GENTE
zesto 28/06/2011 09:31
+9
I due documenti (grazie a Dario per averli aggiunti all'articolo) sono una sfilza di bla bla bla, in cui la tutela del guadagno è l'unico filo conduttore. Quando si parla di ngn lo si fa solo dalla prospettiva di chi deve vendere servizi e prodotti. Uno schifo veramente.

Legge antiblog, legge bavaglio, questa porcata qua...tutti (maldestri) tentativi di imbrigliare un mezzo che, per sua natura, tende a sfuggire al controllo cui finora erano soggetti gli altri media.
Queste pratiche di softpower possono e devono essere contrastate. Le prime due che mi vengono in mente sono la via legale oppure il "ddos": fare così tante segnalazioni da ingolfare la macchina e costringerli a rinunciare.

Se dalla classe dirigente non mi aspetto più nulla di buono spero che almeno dai cittadini (o da quella parte che ancora ragiona) possa venir fuori un'opposizione organizzata per contrastare questo genere di iniziative.


EDIT:

Per quanti volessero ho buttato giù una mail da girare agli amici/parenti/conoscenti per sensibilizzarli sull'argomento ed, evenualmente, invitarli a partecipare alla sottoscrizione segnalata da Dario.
Tsaeb 28/06/2011 09:34
+10
è incostituzionale, quindi dovrà passare sotto l'esame della corte costituzionale che spero annulli questa ennesima porcata.
Davitux_85 28/06/2011 09:39
+12
Lo sapete qual'è il guaio più grave? E' che la stampa italiana guarda la Cina quasi con sdegno per la repressione culturale e per il controllo che il governo applica sui mezzi di comunicazione, quando poi in questo paese vengono, subdolamente, applicati i stessi mezzi.
Zarbon 28/06/2011 09:53
+1
Tsaeb guarda che il csm non centra proprio un bel niente... forse volevi dire corte costituzionale... sono 2 cose per fortuna molto diverse...
FuSioNmAn 28/06/2011 09:57
+7
Oh ma ci fosse mai una cosa utile per la popolazione! Ma che CAXXO!!! E basta!! Ma li buttiamo tutti a mare o no?!
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