Chip cinese con backdoor in dispositivi militari USA

di Dario d'Elia, martedì 29 maggio 2012 alle 13:31

Un team di ricercatori della Cambridge University ha scoperto un chip cinese "backdoor" utilizzato in alcuni dispositivi militari USA. I rischi sono notevoli per la sicurezza, ma un esperto del settore sostiene che in questo caso è difficile credere che un produttore si sia spinto a tanto.

I ricercatori della Cambridge University hanno scoperto in una linea di chip cinesi, utilizzati in apparecchiature militari statunitensi, una sorta di backdoor che potrebbe compromettere la sicurezza. La questione è delicata perché gli allarmismi della prima ora sono ancora tutti da dimostrare. Il timore è che questo "cavallo di Troia" hardware possa consentire in remoto spegnimenti, riprogrammazione o comunque interventi diretti al boicottaggio delle apparecchiature.

"La scoperta di una backdoor in un chip di livello militare solleva seri interrogativi sulla sicurezza hardware nel settore dei semiconduttori", sostiene Sergei Skorobogatov, il ricercatore che ha compiuto la scoperta. Nello specifico si tratterebbe di un chip ampiamente utilizzato sia in ambiente militare che industriale, che potrebbe favorire il "furto di proprietà intellettuale, frode e reverse engineering del design".

Chip backdoor?

La curiosità che avvolge questa vicenda riguarda anche la modalità in cui è stata scoperta l'anomalia, ovvero durante una serie di test che prevedevano l'utilizzo di una nuova tecnica per estrarre codici di crittazione dai chip. Si è scoperto un "bug" e questo era il chip stesso, non il firmware installato sul dispositivo. 

Robert Graham, consulente della Errata Security per l'Esercito USA, ha risposto alla scoperta con perplessità. Nella lettera diramata ieri alla stampa ha spiegato che difficilmente il chip è stato messo a punto con secondi fini. Probabilmente la "route" di codice scoperta da Skorobogatov non è altro che uno strumento di debugging installato direttamente dal produttore

"È lontanamente possibile che il produttore cinese abbia aggiunto la funzionalità, ma altamente improbabile. È di una difficoltà proibitiva cambiare il design di un chip per aggiungere funzionalità di tale complessità", sostiene Graham. 

Per quanto riguarda la preoccupazione "militare" l'esperto ha ricordato che negli ambienti militari si fa un ampio uso di prodotti consumer. Insomma le preoccupazione forse sono un po' ingiustificate. In ogni caso questo argomento non andrebbe sottovalutato: una backdoor può consentire un'agevole sottrazione di dati, anche se protetti da codice codificato.

La sensazione è che i ricercatori della Cambridge University abbiamo scoperto un rischio noto agli addetti ai lavori. Ora si cerca di gettare acqua sul fuoco ma il problema sussiste.

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Commenti dei lettori (40)

1/4 avanti   
Ilruz 29/05/2012 13:46
+15
O'Rly?

Tempo fa avevano scoperto dei router CISCO *completamente taroccati* di fabbricazione cinese ... saro' un complottista, ma credo che nel mondo un certo numero di chip abbia una bella antennina satellitare in grado di attivare funzioni nascoste.

E non sono solo i prodotti cinesi ad averli ... si diceva che durante la guerra del golfo alcuni network militari iraqeni fossero stati messi ko da delle "innocue" stampanti, acquistate in tempi non sospetti.

Vox Populi, Vox Dei.
Ricky 29/05/2012 13:47
+14
I cinesi si preparano alla terza guerra mondiale. :O
sopaug 29/05/2012 13:50
0
eh ieri se la prendono con il dumping di zte e huwei, oggi con gli oem... protezionismo, niente di piu'
dejv 29/05/2012 13:57
+15
certo che usare qualsiasi cosa prodotta in un'altra nazione per scopi militari non ha molto senso... per come la vedo io un paese dovrebbe riuscire ad essere autosufficiente...

con questa globalizzazione del piffero sono andati perduti quelli che dovrebbero essere i veri obiettivi di ogni nazione, cioè essere i migliori e produrre le cose migliori, hanno affidato tutto in mano dei cinesi/coreani che fino a qualche decennio fa erano i nemici giurati
cedivad 29/05/2012 14:02
+1
Hai delle fonti irluz? Sia sulle stampanti che sui ruoter... Sono argomenti bellissimi
g.dragon 29/05/2012 14:04
+1

 Originariamente inviata da sopaug

eh ieri se la prendono con il dumping di zte e huwei, oggi con gli oem... protezionismo, niente di piu'


nella notizia di ieri era la UE, non gli USA.
gtangari 29/05/2012 14:04
+4
Condivido l'opinione di dejv! E' incredibile che neanche nel settore militare (della "più grande" potenza tra l'altro) si riesca a produrre tutto in casa.
wolfmother 29/05/2012 14:05
+2
In effetti, per quanto remota, l'ipotesi di spionaggio è credibile.
Siamo o non siamo nell'epoca di spyware, keylogger & co.?
Ma i vari soldatini di piombo di ogni nazione hanno sempre e solo brillato per arroganza... ben gli sta.
La cina è già oggi padrona del mondo e senza necessità di guerra alcuna, i paesi occidentali gli si sono proprio consegnati...
ZEB-DEMON 29/05/2012 14:18
+15
Te piace comprà in Cina? Mo t'attacchi...

P.S.
E tiri forte pure..
Talos 29/05/2012 14:20
0
Errata security , gia dal nome promette bene...

Scherzi a parte , credo sia difficile se non impossibile controllare ogni singolo chip che utilizzano , ma almeno nei sistemi più importanti dovrebbero portare i controlli al limite dell'immaginabile.
O quantomeno accertarsi che la compagnia da cui acquistano non gli rifili cose del genere.
1/4 avanti   
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