
Il Commissario alla Giustizia e Libertà, Viviane Reding, è decisa a far cambiare la legislazione sulla protezione dei dati personali entro il 2011 – considerando tutti i problemi relativi alla privacy sorti dopo la nascita dei social network.
Viviane Reding
Gli utenti di Facebook e degli altri social network hanno il diritto di scomparire, e senza lasciare alcuna traccia, dalle piazze virtuali che hanno abitato con un proprio profilo. La Commissione europea lo chiama diritto all'oblio digitale e, negli auspici, andrebbe applicato a tutti gli utenti di internet, per consentire loro di cancellare gli account in modo permanente. Oggi, si sa, è quasi impossibile far dimenticare il proprio passaggio nei siti sociali.
"Controllare le tue informazioni in qualunque momento, avere accesso ai tuoi dati e poterli modificare o cancellare sono diritti fondamentali nel mondo digitale. Dobbiamo aggiornare le nostre leggi per adattarle alle nuove tecnologie", ha detto Viviane Reding, nel presentare la nuova strategia per la revisione della direttiva sulla privacy.
Ecco gli obiettivi chiave della Commissaria Viviane Reding per modernizzare il quadro giuridico dell'UE sulla protezione dei dati personali:
La revisione della Commissione servirà da base per la successiva discussione e valutazione. La Commissione invita tutte le parti interessate e i cittadini ad esprimere la propria opinione sulla proposta entro il 15 gennaio 2011, sul sito ufficiale.
Sulla base di tutti questi elementi, nel 2011 la Commissione presenterà le sue proposte per un nuovo quadro giuridico generale sulla protezione dei dati che dovrà essere negoziato e adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
La Commissione prenderà in considerazione anche altre misure, come la promozione di campagne di sensibilizzazione sul diritto alla protezione dei dati e possibili iniziative di autoregolamentazione delle imprese.
Le norme di protezione dei dati dell'UE (direttiva 95/46/CE sulla protezione dei dati del 1995) perseguono lo scopo di proteggere i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla protezione dei dati, e la loro libera circolazione. Questa direttiva a carattere generale è stata integrata da altri strumenti giuridici, come la direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche per il settore delle comunicazioni. Sono inoltre in vigore norme specifiche per la protezione dei dati personali nell'ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale (decisione quadro 2008/977/GAI).
Il diritto alla protezione dei dati personali è esplicitamente riconosciuto dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dal trattato di Lisbona. L'articolo 16 del trattato fornisce la base giuridica per le norme sulla protezione dei dati per tutte le attività rientranti nell'ambito di applicazione del diritto dell'UE.
Nel 2009 la Commissione ha avviato la revisione dell'attuale quadro giuridico sulla protezione dei dati, che ha avuto inizio nel maggio 2009 con una conferenza di alto livello cui hanno fatto seguito una consultazione pubblica, conclusasi alla fine del 2009, e consultazioni mirate delle parti interessate, organizzate nell'arco del 2010. In un discorso del gennaio 2010 la Vicepresidente Viviane Reding, allora Commissaria per la società dell'informazione, aveva annunciato l'intenzione della Commissione di modernizzare le norme europee di protezione dei dati.
ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione
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