Commissione UE: super licenze musicali e ceffoni alla SIAE

di Dario d'Elia - pubblicato giovedì 12 luglio 2012 alle 07:25

La Commissione UE vuole snellire la concessione di licenze per le opere musicali nel mercato unico. Inoltre parla di una maggiore trasparenza e migliore governance delle società di gestione collettiva. Il caso negativo della SIAE è eclatante: ne parla anche il New York Times.

Ieri la Commissione europea ha presentato una serie di proposte che consentiranno la creazione di un mercato unico europeo delle licenze per le opere musicali. In questo modo l'industria non sarà più costretta a contrattare con ogni singola società di gestione collettiva, come ad esempio la SIAE, per inaugurare nuovi servizi online. Il boom della domanda non conosce frontiere né restrizioni nazionali, ma alcune "società di gestione collettiva faticano ad adattarsi alle esigenze imposte dalla gestione dei diritti per l'utilizzo online delle opere musicali, in particolare in un contesto transfrontaliero" - come sottolinea il documento ufficiale UE.

Di fatto la Commissione propone uno standard comune per le licenze multiterritoriali, al fine di agevolare i fornitori di servizi e per garantire che i compensi siano riscossi correttamente e distribuiti in modo equo a compositori e parolieri. Oggi nell'Unione Europea si contano 250 società che gestiscono entrate pari a circa 6 miliardi di euro l'anno.

SIAE

"Più in generale, le società di gestione collettiva, indipendentemente dal settore in cui operano, dovranno rispettare gli standard europei che stabiliscono un miglioramento della gestione e una maggiore trasparenza nello svolgimento delle loro attività", sottolinea la Commissione. "Il cambiamento di alcune pratiche adottate dalle società di gestione collettiva è orami impellente, come dimostrano i recenti casi in cui le royalty incassate per conto dei titolari di diritti sono andate perdute a causa di errate politiche di investimento o di lungaggini nel versamento delle royalty ai titolari di diritti".

Da rilevare ad esempio proprio il comportamento della SIAE, che è commissariata dal 2011, ha un debito nei confronti di autori ed editori di circa 800 milioni di euro e infine (come ha ricordato il New York Times) nel 2008 è riuscita a indebitarsi per ulteriori 35 milioni di euro a causa del fallimento della Lehman Brothers.

"È necessario dare vita a un mercato unico digitale europeo che sia al servizio di autori, consumatori e fornitori di servizi. Il miglioramento delle società di gestione collettiva permetterebbe ai fornitori  di proporre nuovi servizi a livello internazionale, a beneficio sia dei consumatori europei che della diversità culturale", ha dichiarato Michel Barnier, commissario per il Mercato interno e i servizi.

 

La proposta ha quindi due obiettivi complementari:

- Promuovere una maggiore trasparenza e migliorare la governance delle società di gestione collettiva, introducendo obblighi di informazione più rigorosi e rafforzando il controllo delle loro attività da parte dei titolari di diritti, in modo da incentivare l'offerta di servizi migliori e più innovativi.

- Partendo da questa base, incoraggiare e agevolare le concessioni di licenze di diritti d'autore multiterritoriali e multirepertorio per l'impiego di opere musicali online nei paesi UE/SEE.

"I titolari dei diritti potrebbero intervenire direttamente nella gestione dei loro diritti ed essere remunerati più rapidamente. Inoltre, verrebbe sancita dalla legge la loro possibilità di scegliere la società di gestione collettiva più adatta ai loro fini. In questo modo gli interessi dei titolari di diritti sarebbero più tutelati e i consumatori avrebbero accesso a contenuti culturali più ricchi", si legge nel comunicato della Commissione.

 
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Commenti dei lettori (33)

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1/4 avanti   
degac 12/07/2012 07:46
+15
Ci sono solo 250 enti che gestiscono le entrate in tutta Europa?
Solo per il copyright?

Quasi quasi ne apro una anch'io...
Dprgi_Robocop 12/07/2012 08:02
+1
Sarebbe troppo bello se, purtroppo, troveranno sicuramente un cavillo per tener vivo il "cancro siae" ed obbligare gli autori a transitare attraverso lei pena pesanti sanzioni. Speriamo non sia così.
MotoreAsincrono 12/07/2012 08:36
+4
ci guadagneranno tutti e ci sara' vera innovazione nel settore, niente sprechi e maggiori introiti. Insomma tutte cose che non possono accadere in italia. Speriamo l'europa li obblighino
majowski86 12/07/2012 08:52
+23
Poco importa cosa decida l'unione europea, tanto in italia si fa come c***o si vuole.. Vedere per esempio (solo per citarne uno) il caso di Europa 7..
Mortimer86 12/07/2012 09:12
+1
Certo, la creazione di un ente unico europao sarebbe auspicabile (anche per molti altri settori, oltre a quello dei copyright), ma poi come fanno le famigghie(Si, considero il comportamento parassitario di certe società al pari della mafia) dei 250 enti che verranno a mancare?

P.S: la seconda immagine potrebbe essere associata a qualunque ente governativo italiano.
Soul91 12/07/2012 09:17
+35
La SIAE deve scomparire. Punto
Reevy 12/07/2012 09:18
+7
Se quei enti sono ladri diventerà un unico ente pieno di ladri oltre che un modello antiquato.
Intanto leggetevi pure qua che non vi fa male.
http://www.nocensura.com/2012/07/la-grande-famig lia-dei-dipendenti-siae.html
Zeta 12/07/2012 09:37
0
Ho letto l'articolo segnalato da Reevy (fonte Corriere.it), sono sempre più convinto di quello che dice Soul91: "La SIAE deve scomparire. Punto" !!!
aderfy 12/07/2012 09:42
+14
"SIAE, che è commissariata dal 2011, ha un debito nei confronti di autori ed editori di circa 800 milioni di euro <...> è riuscita a indebitarsi per ulteriori 35 milioni di euro a causa del fallimento della Lehman Brothers"

Poi gli "artisti" vengono a lamentarsi che il P2P sottrae guadagni....

Non ho parole!
Ricky99 12/07/2012 09:52
0
La SIAE e' dura a morire...perche' ha ADEPTI COMPIACENTI tra i politici nostrani.
Sapete, quelli che il piu' pulito ha la rogna? Ecco..loro.
L'ultima volta sono stati salvati ma con questa mossa, forse, ce ne libereremo una volta per tutte.
Non resta che sperare...visto che nemmeno raccogliendo delle firme o facendo referendum ci considerano quei venduti.
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