Con il Raspberry Pi si può proprio fare tutto, anche un supercomputer. I vari esperimenti con il mini computer da 35 dollari fatti finora impallidiscono davanti a quello condotto dal professor Simon Cox e da un team di ingegneri dell'università di Southampton.
Soprannominato "iridis-Pi", questo singolare server è collegato a un unico connettore principale da 13 Ampere e sfrutta MPI (Message Passing Interface) per mettere in comunicazione i nodi attraverso la connessione Ethernet. Iridis Pi sfrutta in totale 64 processori e 1 Tb di memoria, ripartiti in 64 schede SD da 16 GB ciascuna, una per ogni Raspberry Pi montato nella complessa architettura.
Il supercomputer con i Raspberry Pi è stato progettato con i Lego
Il partecipante più piccolo è stato James Cox, il figlio di sei anni del capo progetto, che insieme a Richard Boardman, Andy Everett, Steven Johnston, Gereon Kaiping, Neil O'Brien, Mark Scott e Pergamena Oz ha assemblato quello che probabilmente potrebbe essere il supercomputer più economico della storia: 2500 sterline escluso lo switch.
L'unico ostacolo che hanno dovuto superare Cox e soci è stato reperire un numero sufficiente di Raspberry Pi, come molti dei nostri lettori sanno bene. Una volta risolto in problema il team li ha collegati tra loro e ha "installato tutto il software necessario, che è stato sviluppato internamente partendo da una distribuzione Debian Wheezy" come ha spiegato il professor Cox. Tutti i passaggi sono pubblicati su un'apposita pagina web in modo che chiunque voglia cimentarsi possa replicare l'esperimento o migliorarlo.
Il professor Cox e il figlio James
Qualcuno si starà chiedendo quale sia stato l'apporto del piccolo James: è stato fondamentale, perché con i suoi Lego ha costruito il progetto dell'assemblaggio seguendo le linee guida stabilite con il padre. Inoltre Simon e James si sono cimentati durante l'estate con i linguaggi di programmazione Python e Scratch per i test preliminari. In particolare, per lo sviluppo del codice è stato usato il plugin gratuito Python Tools for Visual Studio.
Il professor Cox ha spiegato nel comunicato ufficiale che il suo gruppo vede "questo sistema a basso costo come punto di partenza per stimolare gli studenti e al contempo di consentire loro di usarlo per eseguire calcoli ad alte prestazioni e gestire dati".
Il più entusiasta dei partecipanti è stato senza dubbio James, che ha definito il Raspberry Pi "molto divertente" e gli sembra incredibile che un bambino della sua età possa usarlo, compilare programmi per computer o usarlo per giocare". Tutti a comprare scatole di Lego e via con la progettazione!

Commenti dei lettori (37)
Non lo so a me queste cose non mi convincono, più che altro a livello pratico che scopo ha? Non vedo il senso di spendere 2500 STERLINE per questa cosa, si potrebbe investirle molto meglio.
CMQ ognuno fa dei suoi soldi quello che vuole.
La scienza è come il sesso, può avere risultati pratici ma non è per quelli che si fa.
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