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Cyber-attacco al Trivulzio: il ripristino dati procede

09:01 - 29 agosto 2011 di Dario d'Elia

I servizi informatici del Pio Albergo Trivulzio saranno completamente ripristinati questa settimana. L'attacco informatico di qualche settimana fa non ha intaccato il sistema di backup. Polizia e specialisti IT indagano.

L'attacco informatico subito dal Pio Albergo Trivulzio (PAT) non è riuscito nel suo intento: entro la fine di questa settimana tutti i dati cancellati saranno ripristinati. Il responsabile informatico della struttura, Enrico Giovanardi, ha confermato che l'incubo è finito. "La settimana prossima (questa, NdR) il sistema sarà pienamente operativo, con tutti i dati recuperati nelle memorie di sicurezza. Impossibile che il pirata non abbia lasciato tracce, e io sono molto ottimista sulla possibilità che la polizia postale possa individuarlo". 

Pio Albergo Trivulzio

Il cyber-attacco ha mandato in panne il sistema e cancellato l'archivio, ma a quanto pare i servizi di backup hanno funzionato: "posta elettronica, contabilità e gestione del patrimonio sono nuovamente operativi". In questo momento Kroll, una delle società leader nel settore della sicurezza, si sta occupando non solo delle indagini, insieme alla Polizia, ma anche del potenziamento delle difese. Si stima che le operazioni costeranno complessivamente 200mila euro.

"Se abbiamo informato Comune e Regione quattro giorni dopo il danno è perché gli inquirenti ci avevano invitato alla riservatezza. È un errore di cui ci scusiamo", ha aggiunto Giovanardi.

"Già domenica 14 agosto abbia iniziato a riscontrare i primi malfunzionamenti al sistema, quindi l’hacker deve essere entrato in azione nella notte precedente", ha raccontato alla stampa Giovanardi. "Avevano dei sistemi di protezione piuttosto sofisticati ma lui è riuscito ad aggirali. Credo che il responsabile possa essere cercato nell’ambito del Pat composto da dipendenti, 1600, ospiti, 1.500, fornitori e appaltatori e le loro famiglie: oltre 10 mila persone". 

"E come quando si entra in una casa per rubare, una traccia la si lascia sempre e io credo che il nostro pirata un errore possa averlo commesso e che con questo la Polizia riuscirà a individuarlo".

Insomma, si presume che l'azione possa essere stata compiuta da un dipendente o un ex dipendente coinvolto in qualche appalto pilotato o nel caso Affittopoli. 

L'hacker ha cancellato tutti i dati senza però riuscire a incidere sul backup, oppure semplicemente voleva tutto l'archivio del Trivulzio per ricattare magari qualcuno?

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Commenti

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rappre 29/08/2011 09:22
 
+3 
ottimo.. chissà se ripristineranno TUTTI i dati o se sparirà qualcosa di scomodo.

Mi sa tanto di "... eh mi dispiace signor finanziere, ma sa com'è le fatture le tenevamo in cantina e s'è rotto un tubo dell'acqua ehh che disastro..."
xhogan89x 29/08/2011 09:23
 
200.000 EURO Per potenziare la sicurezza D: manco la sony ha pagato cosi tanto per ripristinare il psn XDD
ZEB-DEMON 29/08/2011 09:37
 
+2 

 Originariamente inviata da xhogan89x

200.000 EURO Per potenziare la sicurezza D: manco la sony ha pagato cosi tanto per ripristinare il psn XDD



ahah magari gli sparano prezzi alti (magari giustificati eh) e gli accollano roba di cui non hanno nemmeno bisogno.. ma tanto con quello che ci capiscono..

in questi casi potrebbero chiederti 100.000 euro per sistemare il tubo dell'acqua che ha bagnato i faldoni come diceva l'utente di prima magari corredato da sistema di telecamere per monitorare in tempo reale lo stato del tubo e dei faldoni.. oltre ad un misuratore di umidità, ovviamente il tutto coperto con un contratto almeno decennale di garanzia/manutenzione sul tubo.
grng 29/08/2011 09:39
 
Troppi condizionali nel suo discorso...vedremo nelle prossime settimane se ricaveranno qualcosa
tizbac 29/08/2011 11:34
 
-12 
200.000 € ? io glie ne offro 10k e ci metto linux e risolto ogni problema *** , questi già lo vedo , spendono 200 -300k € ci rimettono quello che c'era sicuramente ovvero windows server senza usare ne virtual machine ne altro , e si fanno inculare di nuovo
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DrakeVanCaster 29/08/2011 12:30
 
+4 

 Originariamente inviata da tizbac

200.000 € ? io glie ne offro 10k e ci metto linux e risolto ogni problema *** , questi già lo vedo , spendono 200 -300k € ci rimettono quello che c'era sicuramente ovvero windows server senza usare ne virtual machine ne altro , e si fanno inculare di nuovo

meno male che ci sei tu
vbs 29/08/2011 13:06
 
+1 
La prima domanda che mi sorge è: con quale cadenza erano stati impostati i backup? Mi spiego: Se i back-up venivano fatti ogni giorno, ok, non ci sono problemi, ma se per caso i back-up avvenivano una volta a settimana mi sa che i casi sono:
1. L'"hacker" ha attaccato nel weekend per coprire qualche vicenda di venerdì
2. L'"hacker" è stato pagato da "qualcuno" nel tentativo di quest'ultimo di farla franca nei processi (attenzione: non ho detto né dx, né sx - quindi astenersi dai discorsi politici)
3. Come già detto nell'articolo, l'"hacker" ha lucrato ai fini di estorsione

Sul fatto che esso sia uno facente parte del Pat ho i miei dubbi...potrebbe essere facilmente una figura esterna a cui è stato "permesso" dall'amico di turno di mettere mani all'interno...oppure ha portato l'attacco dall'esterno (ma non ci credo - per quello che ho capito l'archivio non è disponibile online).

IMHO, ovviamente
campari 29/08/2011 13:43
 
Ci vorrebbe un Lebowski...
   
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  Categoria: Sicurezza
  Tag: Italia, Sicurezza E Networking