
La nuova normativa AGCOM (398/2011) sul copyright sarà pronta per novembre: il termine per la consultazione pubblica è scaduto ieri 14 settembre. La lettera recapitata dalle associazioni dei consumatori al Garante è molto dura, ma come abbiamo già anticipato in passato le critiche sono puntuali.
"Con l’appello lanciato lo scorso 31 gennaio le scriventi associazioni hanno ritenuto opportuno rivolgersi all’opinione pubblica e al Parlamento indicando i gravi rischi insiti nel procedimento sommario a tutela del diritto d’autore [...] ove definitivamente approvato in queste forme, introdurrebbe meccanismi tali da consentire all'Autorità di impedire - in modo pressoché automatico e prescindendo da qualsivoglia requisito di colpevolezza accertato dell'Autorità giudiziaria - l'accesso a contenuti sospettati di violare il diritto d'autore", si legge nella lettera firmata Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, ASSONET-confesercenti, Assoprovider Confcommercio e Studio Legale Sarzana.
Cara AGCOM ti scrivo
La richiesta di moratoria promossa dall'iniziativa "sitononraggiungibile" è stata accolta e condivisa in sede parlamentare da un’interpellanza presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 16 febbraio (capitanata da Roberto Cassinelli) e da una mozione presentata al Senato della Repubblica il 23 febbraio (a firma Belisario, Giambrone , Bugnano, etc.)
"Riteniamo ingiusto, inopportuno e inappropriato che l'Autorità possa pretendere di regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario, che in altri Paesi dell'Unione europea sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari e con un approccio che [...] in sede comunitaria è stato nettamente rigettato", continua la lettera.
Fondamentalmente si chiede di mettere sullo stesso piano misure di enforcement e rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini prima ancora che dei consumatori ed utenti. "Sarebbe infatti opportuno individuare un modello di regolazione che poggi sull’attribuzione del giusto valore anche ai diritti dei consumatori di accedere ai contenuti online, contestualmente però, va da sé, sostenendo gli autori e le associazioni rappresentative dei loro interessi e i soggetti che veicolano i contenuti sul web", sottolinea la lettera.
Calabrò (p.remoto)
"In sostanza l'Autorità si sta arrogando un potere enorme, senza alcun presupposto normativo. Se il testo passa così com'è, AGCOM potrebbe di fatto diventare arbitro della partita che si giocherà nei prossimi mesi tra televisione e web, senza rispondere a nessuno", spiega l'avvocato esperto in IT Fulvio Sarzana a L'Espresso. "Ma questo potere, per il settore di Internet, non è previsto né dalla legge istitutiva dell'Autorità né dal codice delle comunicazioni elettroniche".
E si parla di multe salate: ben 250mila euro se non si rispetta l'ordine del garante di rimuovere file protetti o link illegali. Certamente la difesa è contemplata, ma l'ultima parola spetterà non a un giudice ma un ente amministrativo qual è l'AGCOM.
L'accusa più imbarazzante però riguarda l'istituzione di un fantomatico tavolo tecnico che praticamente esclude le associazioni dei consumatori e lascia all'industria diritto decisionale su tutto. "E' facile prevedere le decisioni di questo tavolo tecnico ed è facile ipotizzare che non verranno tutelate in alcun modo le istanze del semplice navigatore telematico", ha aggiunto Sarzana.
Non resta che attendere il commento del presidente Corrado Calabrò. Lui che inizialmente sosteneva che l'AGCOM avesse pieno potere su mandato di Romani, poi che dovesse intervenire il Parlamento per razionalizzare le norme sul copyright e infine l'esigenza di un ulteriore rafforzamento dei poteri del Garante.
Chiaramente trattasi di uomo giusto al posto giusto.
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Originariamente inviata da Lettera
«Viene voglia di venire sotto palazzo Madama e Montecitorio e spararvi all'interno i nuovi lacrimogeni in dotazione, così si coglierebbero due piccioni con una fava: si otterrebbe lo sgombero immediato di certi ristoranti da politici mediocri e si testerebbero su questi ultimi gli effetti dei nuovi artifici lacrimogeni in dotazione alle forze di polizia.».

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