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DigiNotar ha perso 531 certificati SSL, altro che 200

16:49 - 5 settembre 2011 di Dario d'Elia

Il caso DigiNotar si fa sempre più grave. I certificati digitali trafugati superano quota 500 e sono correlati ai Microsoft, Yahoo, Skype, Facebook, Twitter, Windows Update, CIA, MI6 e Mossad. Si cerca di correre ai ripari con gli aggiornamenti dei browser.

Il caso dei certificati digitali trafugati dalla compagnia olandese DigiNotar diventa sempre più preoccupante. Se inizialmente si parlava di pochi certificati SSL (secure socket layer) adesso pare che il numero abbia raggiunto quota 531. Gervase Markham, uno degli sviluppatori Mozilla che si sta occupando di aggiornare Firefox per far fronte al problema, ha confermato che si tratta di certificati correlati non solo a Microsoft, Yahoo, Skype, Facebook, Twitter e Windows Update ma anche alla CIA, MI6 e Mossad. 

"Adesso che qualcuno (presumibilmente in Iran) ha ottenuto un certificato HTTPS legittimo per CIA.gov, mi domando se il governo statunitense presterà attenzione a questo pasticcio", ha dichiarato l'analista Christopher Soghoian.

Certificati SSL a rischio

In queste ultime settimane non a caso Trend Micro ha scoperto che il dominio validation.diginotar.nl, che viene usato dai browser Internet per controllare l'autenticità dei certificati SSL emessi dalla Diginotar, è stato oggetto di un volume di traffico iraniano quanto mai anomalo

"Queste statistiche aggregate, estratte dallo Smart Protection System di Trend Micro, indicano chiaramente come gli utenti Internet iraniani siano stati esposti a un attacco MITM di grandi dimensioni che ha permesso a qualcuno di decifrare il traffico SSL crittografato. Per esempio, qualcuno è stato probabilmente in grado di leggere tutte le comunicazioni scambiate da un utente iraniano attraverso il suo account Gmail", sostiene Trend Micro nel suo comunicato ufficiale.

"Un'analisi più approfondita dei dati rivela una situazione ancora più allarmante: abbiamo notato come i proxy di uscita di un software anti-censura sviluppato in California inviassero richieste relative a validation.diginotar.nl ai cloud server di Trend Micro. Molto probabilmente i cittadini iraniani che utilizzavano quel particolare software anti-censura sono stati vittime dello stesso attacco MITM. Il software avrebbe dovuto proteggerli, ma in realtà le loro comunicazioni cifrate sono state probabilmente intercettate da qualcun altro".

DigiNotar ha già confermato di aver revocato tutti i certificati fraudolenti, ma sembra non essere abbastanza perché l'allarme mondiale non è ancora rientrato. Il pericolo di attacchi "man-in-the-middle" è ancora alto: nello specifico si parla del rischio di accedere a siti rilevati come legittimi dai browser e in verità trappole per l'intercettazione di dati.

Google e Mozilla hanno reagito prontamente bloccando subito i certificati SSL trafugati, ma dei 200 della settimana scorsa adesso se ne sono materializzati altri 331. E la situazione in Olanda è talmente delicata che il Ministro degli Interni ha dichiarato che il Governo al momento non può garantire la sicurezza dei propri siti per quanto avvenuto

Stando a quanto riporta Johnathan Nightingale, responsabile di Firefox engineering, DigiNotar ha commesso una serie di errori e leggerezze senza precedenti. Non ha coinvolto subito gli sviluppatori di browser, non ha individuato esattamente i certificati fraudolenti e sopratutto ha tentato sempre di minimizzare.

Non si esclude però che la società olandese sia stata colpita da ben due attacchi che hanno avuto effetto in momenti diversi: il primo a luglio, il secondo successivamente – ecco quindi una potenziale spiegazione per l'incremento di certificati fraudolenti.

La nota di colore è che DigiNotar è praticamente data per spacciata come azienda. Secondo WhiteHat Security tutto quel che sta succedendo è a tutti gli effetti "una sentenza di morte per le sue attività". E senza neanche tirare in ballo la compromissione del suo sistema di sicurezza avvenuta nel maggio 2009, scovata in questi giorni da F-Secure.

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Commenti

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1/2 avanti    
redeemer 05/09/2011 17:17
 
+2 
Che cialtroni.
AurZero 05/09/2011 17:29
 
Menomale che esistono esperti di sicurezza come quelli della mozilla e compagnia bella.
Non avremmo saputo nulla se non avessero indagato per conto loro ...
ALEX3ME 05/09/2011 17:34
 
Questo testimonia quanto la rete sia ancora fragile.
Prima che tutto si affidi al cloud ne passerà di acqua sotto i ponti!
Sbabba 05/09/2011 17:36
 
Prevedo un fallimento in grande stile per DigiNotar
oMaRcOo 05/09/2011 18:17
 
Gran bel pasticcio!
Elnotaro 05/09/2011 18:17
 
in effetti da qualche tempo accedendo a servizi come google, facebook ogni tanto compariva la scritta "certificato scaduto".
Demanor43 05/09/2011 18:57
 

 Originariamente inviata da AurZero

Menomale che esistono esperti di sicurezza come quelli della mozilla e compagnia bella.
Non avremmo saputo nulla se non avessero indagato per conto loro ...



Il primo ad identificare il problema fu Google, il 29 Agosto.
Sbabba 05/09/2011 19:27
 
+1 

 Originariamente inviata da Demanor43

Il primo ad identificare il problema fu Google, il 29 Agosto.



Penso che Google faccia parte di "e compagnia bella"
AurZero 05/09/2011 19:35
 

 Originariamente inviata da Demanor43

Il primo ad identificare il problema fu Google, il 29 Agosto.


 Originariamente inviata da Sbabba

Penso che Google faccia parte di "e compagnia bella"



Tu dici che si è offeso, moh che devo fa edito il post?
Il post era generico, citavo la mozilla visto che qui c'è una news di uno di loro.
::neo:: 05/09/2011 21:49
 
scusate ragà non riesco a capire:a che serve rubare il certificato di cia.gov quando nei server dns l' ip associato all' host è sempre quello?

poi come si fa a decifrare il traffico ssl crittografato se la chiave pubblica cambia da sito a sito, non è unica per ogni certificato e il server deve usare la chiave privata per decrittografare?

poi che signifca "Un'analisi più approfondita dei dati rivela una situazione ancora più allarmante: abbiamo notato come i proxy di uscita di un software anti-censura sviluppato in California inviassero richieste relative a validation.diginotar.nl ai cloud server di Trend Micro"?
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