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Dipendente Google contro Google+, un fallimento

12:31 - 13 ottobre 2011 di Roberto Caccia

Un ingegnere di Google ha criticato le strategie dell'azienda riguardanti Google+ e crede che sia la dirigenza sia gli impiegati abbiano fallito nel capire il concetto di piattaforma, a differenza di Facebook. La lunga lamentela scritta proprio su Google+ era destinata a rimanere interna, ma l'ingegnere l'ha inavvertitamente resa pubblica, e ha fatto rapidamente il giro del Web.

Steve Yegge, un ingegnere di Google, sta godendo di un momento di notorietà sul Web a causa delle pesanti critiche rivolte al suo datore di lavoro e a Google+. Secondo Yegge, l'azienda di Mountain View si sarebbe gettata nella competizione contro Facebook senza capire la vera essenza del concetto di piattaforma.

Il problema è che l'ingegnere credeva di aver scritto le sue lamentele su Google+ in un post interno destinato alla sua cerchia di Google. In realtà il suo lunghissimo discorso è finito nella sezione pubblica del suo profilo ed ha fatto rapidamente il giro del web.

Yegge ha così espresso pubblicamente i suoi complimenti a Facebook, capace di ottenere successo grazie a "un'intera costellazione di prodotti che permettono ad altre persone di lavorarci". Il riferimento è alla mancanza di API, un problema che ha caratterizzato il debutto di Google+.

"Google+ è un perfetto esempio del nostro completo fallimento nel capire le piattaforme, dai più alti livelli della dirigenza fino all'ultimo degli impiegati. Tutti quanti non l'abbiamo capito", critica Yegge facendo perfino il nome dei fondatori dell'azienda e di altri dirigenti di primo piano.

La cosa che fa riflettere è che anche se il messaggio era originariamente destinato soltanto alla cerchia interna di Google si tratta in ogni caso di una critica pesante, soprattutto nei confronti dei vertici.

La pagina di Google+ di Steve Yegge mostra un nuovo messaggio dai toni più pacati - Clicca per ingrandire

Sembra assurdo che un ingegnere di Google non sappia usare correttamente Google+ e infatti ci sono diverse speculazioni sulle vere intenzioni del suo gesto. Attualmente il post è stato cancellato e al suo posto è comparso un messaggio dai toni più pacati.

"Ho pubblicato una lunga lamentela sul fatto che Google potrebbe fare un lavoro migliore pensando più in termini di servizi che di prodotti. Purtroppo, era destinato a essere un post interno, ma era mezzanotte e non sono quello che chiamereste un utente esperto di Google+", scrive Yegge.

L'ingegnere prosegue spiegando di aver rimosso il post precedente di sua spontanea volontà e di avere il supporto dei PR di Google, che si sono dimostrati comprensivi. "Mi hanno aiutato a capire di lavorare in un'azienda dove l'opinione degli impiegati conta e non viene censurata", spiega Yegge che ha concluso l'incidente con un nuovo post dove ammette la sua relativa "ignoranza" sull'azienda.

"Anche se lavoro qui da sei anni conosco molto poco di Google. È un'azienda enorme che fa molte cose e io lavoro in un piccolo angolino, che mi dà una visione limitata di qualsiasi altra cosa succeda qui dentro".

Una giustificazione che tuttavia non cancella le critiche espresse da quello che è giustamente considerato un punto di vista molto vicino all'azienda. Chiacchere che sono riuscite ad oscurare il recente annuncio del debutto della ricerca in tempo reale e dei miglioramenti degli hashtag in Google+.

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Commenti

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1/5 avanti    
panattan 13/10/2011 12:35
 
+23 
Google+ è carino, na ormai stanno tutti su Facebook.
Bakust 13/10/2011 12:37
 
+11 
Ha la faccia da psicopatico

Comunque google+ imho è più raffinato
Tsaeb 13/10/2011 12:37
 
+1 
uso Google+ da day one e diciamocelo chiaramente, fa veramente schifo se confrontato con Facebook. Mi spiace per Big G ma è la verità.
pierozona 13/10/2011 12:40
 
-28 
google + è un plagio di facebook.
A causa dei voti negativi ricevuti dagli utenti, questo commento non è visibile. Clicca qui per leggerlo.
demon77 13/10/2011 12:41
 
+3 
Boh.. per me non è questione di "tecnica".
Google+ è praticamente un clone del faccialibro.. Big G ci ha provato in tutti modi a proporsi nel settore social per competere con facebook.

Il fatto è che è vermente una battaglia difficilissima.
non è tanto questione di contenuto ma è questione di DIFFUSIONE.
Facebook è unico e solo perchè è stato il primo ed ha avuto successo!
Buttarlo giù dal trono ADESSO è veramente dura.. persino per Google.
grng 13/10/2011 12:42
 
+10 
Sono arrivati troppo tardi, tutto sommato g+ è carino ma hanno sbagliato la tempistica di lancio.
Poteva avere un senso 3 anni fa, ormai...
SansSerif 13/10/2011 12:45
 

 Originariamente inviata da demon77

Boh.. per me non è questione di "tecnica".
Google+ è praticamente un clone del faccialibro.. Big G ci ha provato in tutti modi a proporsi nel settore social per competere con facebook.

Il fatto è che è vermente una battaglia difficilissima.
non è tanto questione di contenuto ma è questione di DIFFUSIONE.
Facebook è unico e solo perchè è stato il primo ed ha avuto successo!
Buttarlo giù dal trono ADESSO è veramente dura.. persino per Google.



permettimi di correggerti, facebook non è stato il primo, non ricordo chi sia stato veramente il primo, ma myspace nacque prima, ad esempio
Sjaak Waggelen 13/10/2011 12:48
 
+5 
Anche Facebook, sebbene le enormi potenzialità, fa schifo.
Potrebbe offrire qualcosa di molto più professionale, recensioni di luoghi, impressioni su prodotti, una lista di eventi intorno a te ordinata, un modo ordinato per organizzare vacanze, la possibilità di discutere di argomenti specifici con gente interessata.

In realtà se non hai millemila amici il sito fa pena perché non ne sfrutti le potenzialità; io tenendo solo amici veri per esempio non conosco assolutamente gli eventi intorno a me, che invece vorrei sapere. :|
AurZero 13/10/2011 12:49
 
+3 
Proprio ieri ho letto che il traffico di dati generato dalle connessioni verso il sito Google+ nelle ultime settimane è sceso di circa il 60% dati presi partendo dal giorno dell'apertura pubblica. Non poco direi.
Lybra 13/10/2011 12:53
 
-12 
Abbastanza seccante questi continui dipendenti che si sentono dei piccoli amministratori delegati in erba e tramite le loro strampalate lamentele su internet chissà che cosa vorrebbero ottenere (anzi lo sanno benissimo).

Sono loro i primi a non credere in quello che fanno, come pretendono che l'zienda per cui lavorano e i prodotti siano validi se neanche loro ci credono veramente?

Va bene non mettersi a 90° davanti al datore di lavoro ma questa anarchia di dipendenti anche all'interno di grandi gruppi é lesiva per l'azienda IMHO
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