Articoli e news    Prezzi

Dipendenza e videogiochi, il problema siamo noi

12:37 - 30 agosto 2011 di Elena Re Garbagnati

Una storia come tante altre riapre il dibattito sulla dipendenza da videogiochi, che non è una patologia medica riconosciuta ufficialmente. Un ex maniaco di World of Warcraft però assolve il gioco: se fa parte di una vita equilibrata non fa male a nessuno.

Si può essere World of Warcraft dipendenti? A quanto pare sì, stando al racconto di Ryan Van Cleave, un professore universitario che in sette anni di passione per questo gioco è arrivato a non riuscire a staccarsi dal PC per 60 ore alla settimana, farsi licenziare perché l'impiego toglieva tempo al suo avatar e a ricrearsi una vita virtuale talmente piacevole da vedere quella reale come qualcosa di avverso.

Anche se in occasione di eventi di cronaca particolarmente cruenti i media tendono ad addossare sempre più di frequente la colpa ai videogiochi, in realtà sono come sempre l'eccesso e un problema di difficoltà di adattamento alla vita sociale a creare problemi, quindi World of Warcraft non ha certo colpe. E, per la cronaca, gli esperti non sono nemmeno d'accordo sul fatto che i videogiochi possano creare dipendenza, anche se ci sono cliniche contro questa "presunta" patologia.

World of Warcraft

Jackson Toby, professore di sociologia alla Rutgers University del New Jersey, sostiene che non si può parlare di dipendenza, ma semmai di tentazioni, rese forti dalla memoria dell'esperienza piacevole che lasciano nel giocatore. Inoltre, la stessa American Psychiatric Association (APA) non intende inserire i videogame nella lista delle dipendenze dell'edizione 2012 del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. In realtà, infatti, si può essere dipendenti da Internet, da Facebook e da una miriade di applicazioni legate al mondo PC, ma non significa che queste siano dannose o da reputarsi potenzialmente tali.

Lo stesso Ryan Van Cleave nel raccontare la sua storia, che è simile a quella di moltissime altre, ammette che per lui non era facile vivere nel mondo reale, dove si sentiva impotente e il più piccolo intoppo nella vita quotidiana, come la batteria del telefonino che si scaricava o il bambino che piangeva, lo faceva sentire profondamente demoralizzato. Da qui è nata la sua passione per World of Warcraft, che a sua detta lo faceva sentire "divino" in quanto aveva "il massimo controllo" e poteva fare quello che voleva con poche ripercussioni reali.

Ryan Van Cleave

Rifugiarsi nella realtà virtuale è stata quindi la scelta più facile, tanto da mangiare davanti al PC con cibi che potevano essere consumati usando una sola mano per poter continuare a giocare, arrivare tardi all'ecografia del suo primo figlio perché era maledettamente impegnato a giocare, e farsi detestare dalla moglie per avere scelto "una famiglia virtuale anziché quella reale". 

Alla fine, poco prima di tentare il suicidio, ha capito qual era il problema e ha cancellato il gioco dal computer. Non solo: Van Cleave oggi riconosce che "i giochi vanno bene se fanno parte di una vita equilibrata". Lunga vita a World of Warcraft e ai suoi appassionati quindi, e ricordate che i giochi sono sì un bel passatempo e non c'è nulla di male a coltivarlo, ma non l'unico.

Condividi:   

Commenti

Aggiungi un tuo commento
1/6 avanti    
Artic 30/08/2011 12:59
 
+2 
Cè un limite a tutto,,
BillJobs 30/08/2011 13:03
 
+7 
gli eccessi di qualunque cosa sono dannosi, non puntiamo subito il dito ai video games !
aToMe 30/08/2011 13:04
 
-6 

 Originariamente inviata da Artic

Cè un limite a tutto,,


...tranne ai limiti...
A causa dei voti negativi ricevuti dagli utenti, questo commento non è visibile. Clicca qui per leggerlo.
ZEB-DEMON 30/08/2011 13:04
 
+21 

 Originariamente inviata da Articolo


Dipendenza e videogiochi, il problema siamo noi



Pensavo VOI di tom's

Cmq anche io ultimamente ho abbandonato tutti gli MMORPG perkè ho notato che mi portavano via tantissimo tempo (non è difficile raggiungere 60ore settimanali) e non potevo seguire nessun progetto diverso dall'avatar. è inutile dire "mi limito" se non sei un casual gamer, ci ricaschi sempre perkè vuoi "giocare bene" e quindi ti servono ore e ore di gioco.. quindi niente rinnovo account e via.. si ritorna alla programmazione, droga quanto mai benefica e produttiva (la quale mi permette anche molte + ore di letto per i diversi utilizzi, la consorte ringrazia)
dan91 30/08/2011 13:07
 
+2 
Conosco un ragazzo che ha cenato alle 4:30 di notte perché giocava a WOW. E' capace di superare le 13-14 ore al giorno di gioco tanto da non uscire per mesi interi da casa...
A voi sembra normale? Questi giochi creano dipendenza in alcuni, meno in altri. Un altro mio amico dopo aver giocato a WOW per un 2-3 mesi se ne è stancato e non ci ha giocato mai più. Dipende anche dal videogiocatore oltre che dal gioco.
Markk117 30/08/2011 13:09
 
+14 
invece che giocare con i mmorpg giocate di ruolo al tavolo con gli amici oppure buttatevi sul gioco di ruolo dal vivo, perchè stare chiusi in casa?
Pier de Notrix 30/08/2011 13:11
 
-3 
Beh, raga, fa male sì:

"un ragazzo di 26 anni è morto nel corso di una lunghissima sessione videoludica."

" Un giovane coreano muore d’infarto dopo aver passato più di due giorni ininterrotti davanti allo schermo di un computer"
ZEB-DEMON 30/08/2011 13:12
 
+17 

 Originariamente inviata da Pier de Notrix

Beh, raga, fa male sì:

"un ragazzo di 26 anni è morto nel corso di una lunghissima sessione videoludica."

" Un giovane coreano muore d’infarto dopo aver passato più di due giorni ininterrotti davanti allo schermo di un computer"



anche fumare fa male..

anche bere fa male..

no anzi, gli abusi fanno male.

quindi non demonizziamo l'atto ma evitiamo l'abuso.

bastano già i puritani a fare discrosi idiori trita e ritrita.
plocri 30/08/2011 13:13
 
+1 
come si dice... tutto cum grano salis
pasqu0 30/08/2011 13:19
 
+2 
non e' la dipendenza che creano ma il modo in cui sono strutturati i MMORPG per cui devi passare ore davanti al PC per fare le cose + banali.
Gli hardcore gamers piu' disperati di FPS raramente toccano le 60 ore settimanali ed anche se sei ad un livello Top End Competitivo ti bastano 15/20 ore settimanali per mantenerti in allenamento e non perdere la mano.
Con un MMORPG semplicemente non puoi...per fare la cosa piu' stupida 3 ore di tempo, basti pensare al tempo perso per viaggiare da a-b o ai tempi per fare crafting (3/4 sec per cose ripetitive fatte 100 volte???)
e' la struttura stessa dei giochi a renderli di per se addictive specialmente per chi non e' un casual gamer...
Per questo io aspetto un bel MMOFPS che abbia una bella base social e un sistema FPS
1/6 avanti    
Accedi o  registrati.
Nome utente:
Password:
Segnala TomsHW

Correlazioni

  Categoria: Giochi per PC
  Tag: MMORPG