Sandro Bondi, Ministro per la Cultura, ha placidamente ammesso che l'Italia seguirà il "modello francese" per la lotta al P2P illegale. L'aspetto divertente della questione è che la settimana scorsa, con la presentazione del nuovo Comitato anti-pirateria, sembrava che fosse stata scelta la via della collaborazione (con ISP e consumatori), della potenziale autoregolamentazione e della trasparenza.
Mauro Masi, coordinatore della commissione, incalzato dai giornalisti sulla strategia Sarkozy aveva infatti messo le mani avanti. "Metteremo tutto in rete, siamo disposti ad ascoltare tutti. Siamo aperti ad approfondire il tema e vedere cosa succede. Davvero siamo aperti a tutto, il risultato non deve essere per forza una proposta di tipo normativo, può essere anche un sistema di autoregolamentazione", aveva sottolineato l'ex commissario SIAE.
Ieri, invece, grazie a fonti straniere come The Hollywood Reporter e TorrentFreak, si è scoperto che Bondi ha siglato un accordo con emissari francesi per cooperare sul fronte anti-pirateria. Immediatamente dopo il Ministro avrebbe confermato l'obiettivo di "seguire il modello francese" per proteggere ogni contenuto soggetto a copyright.

Commenti dei lettori (76)
Ecco, sempre dagli altri dobbiamo sapere le notizie di casa nostra.....
lla serie il canone che paghiamo servirà a pagare anke le senzaioni che santoro o fazio si sono beccati...
che paese di merXXa..
si vendevano ormai pochi CD/DVD copiati sulle bancarelle
con il blocco del P2P ....
"gli amici" di silvio torneranno a fare profitti
come la storia delle droghe leggere daltronde
a pensar male spesso ci si azzecca
hehe
però sono ottimista, e credo nel fallimento dello Stato (stile Argentina 2001) entro la fine del 2009.
VAFFANCULO !!!