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Editori in guerra, gli e-book sono cosa nostra

09:35 - 29 luglio 2010 di Dario d'Elia

Si accende il confronto tra gli editori e superagente Andrew Wylie che vuole più e-book su Amazon. Al centro del dibattito le misere royalty previste per il digitale. Gli autori però rischiano il boicottaggio sul cartaceo.

Il mercato e-book è diventato il teatro militare dell'ultimo confronto tra editori e scrittori. Ad accendere la miccia la querelle tra il superagente Andrew Wylie e il colosso editoriale Random House. Wylie ha siglato recentemente un accordo con Amazon per la distribuzione degli e-book dei suoi assistiti (oltre 700 fra autori e detentori di diritti). 

La comodità prima di tutto, con gli e-book

L'Odyssey Editions avrebbe dovuto infatti aggirare tutte le restrizioni che stanno impedendo alla letteratura classica e contemporanea di sbarcare sul digitale. "I diritti di quegli ebook ci appartengono", ha dichiarato al Corriere il portavoce della Random House, Stuart Applebaum. "Per proteggerli preferiremmo trovare un accordo amichevole, ma siamo pronti a intraprendere le vie giudiziarie. In futuro. Rifiuteremo qualsiasi tentativo di venderci separatamente i diritti ebook e cartacei di nuovi libri".

Il rischio per gli autori della fronda è di non essere più pubblicati sul cartaceo "finché il contenzioso non verrà risolto". Tutti gli editori più importanti infatti si sono praticamente coalizzati.

La questione ovviamente riguarda gli introiti generati dalle vendite. "Gli editori si sono dati la zappa sui piedi: si ostinano a volerci dare misere royalties del 25 per cento per gli ebook, invece del 50 per cento da sempre in vigore nel mondo della carta stampata", si legge nel comunicato della Authors Guild, l'organizzazione che cura gli interessi degli autori. Odyssey Editions non a caso riconosce il 63 per cento dei profitti agli autori.

A questo punto la palla passerà agli studi legali. Andrew Wylie sembra essere in vantaggio poiché numerosi vecchi contratti non prevedono i diritti sugli e-book. Come ha stabilito la Corte Suprema nel 2001 in questo caso "tale diritto resta in esclusiva allo stesso autore o ai suoi eredi. Che possono disporne come meglio credono".

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Commenti

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1/3 avanti    
Merluz 29/07/2010 10:00
 
la foto vale più di 1000 parole
mouseymikiller 29/07/2010 10:13
 
bha per me agli autori dovrebbero dargli il 75% delle royalties, sopratutto perché l'ebook non ha costi elevati come quelli della copertina rigida e della carta! Sono digitali! Dannazione! già i prezzi dei libri sono a prezzi esorbitanti, qui in italia in primis, poi si lamentano che la gente non legge.. ma 20€ per 100 pagine è veramente troppo, ben vengano gli ebook! O un ribasso dei prezzi!
Zorinik 29/07/2010 10:27
 
25%? O_O Ma sono gli autori, per diamine! L'hanno scritto loro il libro... gli editori sono solo vampiri; e si lamentano, anche =_="
M@ttia 29/07/2010 10:29
 
Ma con gli eBook le case editrici cosa diamine fanno? Mettono su un server per il download dei pdf/pub/... ? Costo di gestione: 1000$ all'anno? Se fossi un autore gli eBook me li venderei da solo al 100% del guadagno (immaginiamoci www.danbrown.com/ebookstore coi libri a 3$ : chi avrebbe bisogno di passare dalle case editrici?). Servirebbe un App store come quello di Android o Apple per gli eBook reader, dove ogni programmatore (qui autore) vende la sua "app" (qui PDF).
JOHNNYMETA 29/07/2010 10:47
 
Per me gli autori dovrebbero prendersi almeno il 95% sui loro libri, altro che il 25%. E questo lo penso anche per i libri cartacei figuriamoci per ebook digitali a costo zerovirgolazerozero1 per l'editore. Tutti questi editori devono solo vergognarsi.
alfaumi 29/07/2010 10:50
 
@Mattia:
Davvero brillante il tuo commento. Io credo che nel prox futuro se l'e-book prenderà piede sul serio nasceranno dei siti "appositi" dove un autore mette on line il proprio libro (a prezzi bassi suppongo) ed ognuno scarichi come meglio crede quello che l'interessa. Per ora le case editrici hanno il potere del "NOME" che ancora è impresso nella mentalità di molti di noi, quando ci si svincolerà da questo dovranno cambiare o dovranno morire.
Ruges 29/07/2010 10:57
 

 Originariamente inviata da M@ttia

Ma con gli eBook le case editrici cosa diamine fanno? Mettono su un server per il download dei pdf/pub/... ? Costo di gestione: 1000$ all'anno? Se fossi un autore gli eBook me li venderei da solo al 100% del guadagno (immaginiamoci www.danbrown.com/ebookstore coi libri a 3$ : chi avrebbe bisogno di passare dalle case editrici?). Servirebbe un App store come quello di Android o Apple per gli eBook reader, dove ogni programmatore (qui autore) vende la sua "app" (qui PDF).



Condivido le tue parole..
Dario D'Elia 29/07/2010 10:58
 
parlate come se il lavoro di una casa editrice fosse inutile...

ma state scherzando, o credete veramente che un libro sia solo un rilegato di pagine con sopra caratteri stampati?

d.
M@ttia 29/07/2010 11:05
 
@alfaumi
Grazie
Già le case editrici attualmente hanno 3 vantaggi dalla loro con la quale ricattano:

1) Se non vi vendi i diritti esclusivi per la versione eBook, io (e tutti i miei colleghi) mi rifiuto di stampartelo in versione cartacea. Così facendo un autore dovrebbe vivere solo della versione digitale, che al giorno d'oggi non è sufficiente per molti/tutti gli autori.

2) eBook Reader come il Kindle di Amazon possono basarsi su un loro store, il quale può esigere il 75% come una casa editrice (esattamente ciò che accade con l'app store, solo con % inferiore di profitto): l'app store andrebbe fatto in modo "decentralizzato"...

3) Molta gente non va a cercare in giro, ma o lo trova in libreria cartaceo (vedi punto 1) o su grandi siti come Amazon, ecc., quindi se ogni autore si aprisse il proprio store sarebbe solo un enorme caos...


Insomma, il futuro offre molte possibilità, ma quando ci sono interessi economici di queste dimensioni in gioco, le case editrici sanno difendere bene i propri interessi "ricattando" e volendo la loro fetta di torta, a scapito di noi utenti finali...
Xanaphia 29/07/2010 11:39
 
Partendo dal presupposto che come il libro cartaceo al momento non c'è nulla che possa paragonarsi come sensazioni, e dando per scontata l'assoluta comodità di portarsi in giro una piccola biblioteca con migliaia di libri offerta dagli eBook Reader, la domanda che mi sento di porgere è: che diritto ha una casa editrice di decidere cosa deve essere publicato e cosa no; dobbiamo tutti uniformarci alle scelte di qualche simpatico essere umano che, statistiche alla mano, pretende di imporci cosa dobbiamo leggere; tutto questo in nome del "dio denaro" (discorso che può essere generalizzato anche nella distribuzione di film e musica). Quindi ben vengano store di qualsiasi tipo in cui un autore pubblica la sua opera e poi sarà il pubblico a scegliere se veramente merita di vivere scrivendo o se deve fare un lavoro diverso.
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