Anche gli editori italiani si schierano contro l'accordo tra Google e gli editori statunitensi, giusto in tempo, perché oggi è l'ultimo giorno per farlo ufficialmente.
"Siamo di fronte a un regime speciale di gestione dei diritti a favore di una singola impresa. […] le eccezioni del diritto d’autore sono sempre stabilite invece dalla legge e a favore del pubblico, non di un singolo". Si legge nel comunicato stampa.
Se ci fossero altri concorrenti, sostiene IAE, questi dovrebbero prima ottenere il permesso dal proprietario del copyright, e poi pubblicare il libro online. Per Google le cose vanno al contrario, e c'è chi vorrebbe che l'accordo fosse esteso a chiunque, così tutti potrebbero pubblicare tutto e aspettare che gli interessati si facciano vivi.
I libri elettronici sono la prossima terra dell'oro, e tutti vogliono una concessione.Per l'AIE, gli editori tedeschi, Microsoft, Yahoo, Amazon, diversi gruppi indipendenti e numerosi avvocati, c'è un vero e proprio rischio di monopolio, al quale si aggiunge il pericolo della discrezionalità, perché Google potrebbe decidere arbitrariamente se escludere o meno un libro, o usare il ruolo della ricerca online per avvantaggiarsi sugli altri. Infine ma non ultimo, anche la privacy degli utenti sarebbe a rischio, ma questo è ormai un leitmotif, quando si parla di rete.
La AIE, infine, è stata incaricata dagli editori europei di indagare su Google Books: è giunta alla conclusione che si tratta di uno strumento imperfetto, che può portare a grandi errori per quanto riguarda la disponibilità commerciale di un testo. Qualche dubbio su di chi sia la colpa, in quest'ultimo caso, è legittimo.
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Commenti dei lettori (11)
...l'italia non s'è desta... XD
la colpa di google in tutto questo è... essere andata più veloce della concorrenza? O_o
Gilberto
Ho iniziato la mia avventura nel mondo dell'informatica con un sinclair spectrum ... quanti bit sono passati sotto i ponti da allora? tempo 10 anni e un pc avra' 100Tb di hard disk, e una potenza paragonabile a 100 quad core attuali: se anche un decimo di questa potenza diventa "portatile" ... aivoglia a leggere o stampartelo, se vuoi tagliare quale albero in piu' del necessario. Secondo me il pc potra' anche trovare tutti i riferimenti e/o confutare qualche scemenza appositamente pagata.
Io invece pretenderei per legge di avere una copia in pdf di ogni libro pubblicato, con un CRC depositato, anticontraffazione! a questo punto basterebbe fare una query ad una libreria statale per avere un riscontro.
Se potessi dare 10 centesimi all'autore di ogni libro che leggo, sarei STRAFELICE, invece devo dare 10 euro all'editore, che non e' la stessa cosa: il diritto e' degli autori - non degli editori!
La digitalizzazione di cui si parla in questo caso si aggiunge alla copia cartacea, ma questa rimane esattamente com'era prima, non viene mica distrutta.
Gli editori, quelli che ogni anno ti obbligano ad acquistare un nuovo libro di matematica/storia/geografia/italiano,ecc ovvero tutte materie che evolvono rapidamente (ma de che?), stanno copiando i colleghi delle compagnie discografiche; come loro non vogliono modificare il modello di business per non perdere i consistenti guadagni.
Il Mondo cambia, ma questi tizi che possiedono una posizione privilegiata, invece che evolvere anche loro, preferiscono opporsi e lasciare tutto com'è.