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Email wireless rubata? Sei big hi-tech in tribunale

07:03 - 10 luglio 2010 di Manolo De Agostini

Apple, Google, HTC, LG, Microsoft e Motorola sono state denunciate da NTP Incorporated per aver infranto 8 brevetti riguardanti l'invio di email in modalità wireless.

La sconosciuta NTP Incorporated - fondata nel 1992, detentrice di circa 50 brevetti - ha depositato una denuncia presso la Corte del Distretto Est della Virginia contro Apple, Google, HTC, LG, Microsoft e Motorola per la violazione di 8 brevetti relativi all'invio di posta elettronica (email) attraverso sistemi di comunicazione wireless (senza fili).

Secondo il comunicato stampa diramato da NTP Incorporated, "ognuno degli accusati è un produttore o sviluppatore di dispositivi portatili wireless o applicazioni software usate per l'invio di email attraverso sistemi di comunicazione senza fili".

"L'uso delle proprietà intellettuali di NTP senza licenza è semplicemente ingiusto verso NTP e i propri clienti. Sfortunatamente, la denuncia è il nostro unico mezzo per garantire un riconoscimento equo e ragionevole all'inventore della tecnologia sulla quale è basata l'email wireless, Tom Campana, e agli azionisti di NTP per il loro investimento e lavoro innovativo. Abbiamo intrapreso le azioni necessarie per proteggere le nostre proprietà intellettuali", ha dichiarato Donald E. Stout, cofondatore di NTP.

Inviare le email via etere, a quanto pare, non è così facile come si crede

NTP ha già avuto un lungo contenzioso con Research in Motion (RIM), produttore degli smartphone BlackBerry, iniziato nel 2001. Tale controversia si è risolta nel 2005 favorevolmente per NTP, che dopo un appello favorevole ha ottenuto da RIM la somma di 612,5 milioni di dollari per bloccare ulteriori strascichi legali.

Dopo questa vittoria NTP ha portato in tribunale anche Palm, AT&T, Sprint Nextel, T-Mobile e Verizon Wireless. Nel mentre di questi procedimenti l'ufficio dei brevetti statunitensi (US Patent and Trademark Office - USPTO) ha invalidato - dopo un'indagine preliminare - i brevetti di NTP. Sul finire dello scorso anno, in seguito a un appello, l'USPTO ha affermato che 67 affermazioni contenute in quattro dei brevetti NTP erano valide. NTP sta ancora lottanto con l'USPTO per ottenere "soddisfazione" su tutti i brevetti al vaglio.

NTP Incorporated è vista nell'ambiente come un cosiddetto patent troll, ovvero un'azienda che ha delle proprietà intellettuali e le usa con l'unico intento di ricavare denaro attraverso risoluzioni consensuali o dopo processi. Chiarito questo aspetto, è altrettanto corretto ricordare che un'azienda ha tutta la facoltà di proteggere le proprie proprietà intellettuali.

A ogni modo, negli anni abbiamo capito una cosa che ciclicamente ci tocca ripetere: il sistema brevetti statunitense va riformato. Così non funziona.

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Commenti

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1/2 avanti    
DeDDoCS 10/07/2010 09:44
 
Beh se il brevetto c'è e le aziende pagano per usarlo, ntp non porta nessuno in tribunale.
Se invece con la scusa che è piccola e "sconosciuta" tutti usano le sue proprietà intellettuali a scrocco, è ovvio che l'unico modo che ha è farsi pagare prima di un processo oppure avviare un processo!
makrov 10/07/2010 10:01
 
ma che brevetto è?? email via wireless??? brevetti così generici non dovrebebro essere riconosciuti, sarebbe come brevettare la suola di una scarpa!
GOOOOGLE 10/07/2010 10:16
 
bellissima l'immagine..

il sistema di brevetti americano va proprio riformato non aggiungo altro..
NNN 10/07/2010 10:19
 
Solitamente citate almeno i titoli dei brevetti coinvolti, è perché si sa ancora poco o perché sono proprio ridicoli?
Marco90 10/07/2010 10:22
 

 Originariamente inviata da makrov

ma che brevetto è?? email via wireless??? brevetti così generici non dovrebebro essere riconosciuti, sarebbe come brevettare la suola di una scarpa!



La suola della Geox è brevettata eh

Mi sembra strano che questa azienda fantasma si faccia sentire solo adesso..
NNN 10/07/2010 10:38
 

 Originariamente inviata da Marco90

Mi sembra strano che questa azienda fantasma si faccia sentire solo adesso..


Invece i patent troll fanno proprio il gioco attendista della presa di mercato: quando le loro proprietà intellettuali sono spopolate in tutto il mondo fanno i soldi con la causa, infatti vige un principio di risarcimento proporzionale all'impiego della proprietà intellettuale nell'attività commerciale. (ergo, se brevetto qualcosa che viene sfruttato senza mia concessione su 1 solo device al mondo i danni che ne subisco sono miseri, al contrario se questa cosa ha diffusione globale c'è di che pretendere $$$)
andreakk73 10/07/2010 11:31
 
alla faccia di patent troll...se rim le ha dato 600 e passa milioni qualcosa di vero ci dovrà essere...
fpg_87 10/07/2010 11:56
 

 Originariamente inviata da andreakk73

alla faccia di patent troll...se rim le ha dato 600 e passa milioni qualcosa di vero ci dovrà essere...


Il problema è il sistema di brevetti Americano!!! Ogni strumento che va in internet potrebbe essere illegale allora.
Non ha senso una cosa del genere... come l'effetto audio del girare pagina della Microsoft!!! Baggianate!!!!
Von_Neumann 10/07/2010 12:15
 

 Originariamente inviata da GOOOOGLE

bellissima l'immagine..

il sistema di brevetti americano va proprio riformato non aggiungo altro..


Più che riformato, l'ufficio brevetti dovrebbe evitare di accettare richieste di brevetti tipo questo...
miroku79 10/07/2010 12:34
 
Io invece concordo con la piccola società. E' stata fondata nel 1992 (quindi ben prima che iniziasse la pratica del patent trolling), come molte società campa solo con i know-how, cedendo i propri brevetti in licenza. Tantissime aziende italiane per esempio campano solo grazie a brevetti e licenze in ambito industriale.

Il fatto che sia piccola non vuol dire che non ha diritto a risarcimenti per violazione di brevetti. Le aziende che vogliono vendere un prodotto, PRIMA di metterlo sul mercato, dovrebbero controllare all'ufficio brevetti se non ne viola qualcuno, il tempo e i mezzi per farlo li hanno.

Al massimo dovrebbero imporre un limite temporale per rivendicare le violazioni di un brevetto, del tipo 1-2 anni dalla messa in vendita del prodotto incriminato, per tenere al riparo le aziende dai veri patent troll.
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  Categoria: Smartphone