Europeana sgambetta Google Books: colpo di genio

di Elena Re Garbagnati, mercoledì 12 gennaio 2011 alle 14:27

La Commissione Europea ha proposto di limitare la licenza d'uso preferenziale per le opere pubbliche coperte da diritto d'autore a un massimo di 7 anni. Google Book si ritroverebbe a rinunciare ai diritti, che Europeana sarebbe pronta ad accaparrarsi.

L'ambizioso progetto di Google Books (Google eBooks, libri nella nuvola per sfidare Amazon) di digitalizzare e raccogliere tutti i libri delle principali biblioteche mondiali, per consentirne a titolo esclusivo la consultazione agli utenti, potrebbe andare in fumo. La Commssione Europea, infatti, vorrebbe che i beni culturali e intellettuali fossero più accessibili al pubblico, compresi quelli non più coperti da diritto d'autore. Per ottenere questo scopo la Commissione di Bruxelles ha proposto un tetto massimo di 7 anni per l'uso "preferenziale" accordato ai privati. 

Europeana

Google Books (Google Books salva anche i libri di Firenze) al momento starebbe, invece, sfruttando le opere per 15 anni, secondo le informazioni rilasciate dal commissario europeo per l'istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou. Concorde con la proposta di stabilire un limite settennale è anche Neelie Kroes, commissario europeo per l'agenda digitale.

Se questa proposta dovesse concretizzarsi sarebbe un duro colpo per Google Books, perché i contenuti digitali passerebbero nelle mani di altri concorrenti, in primis Europeana (Europeana: la cultura europea in bit), che negli ultimi due anni ha già archiviato oltre 14 milioni di opere fra testi, audio, immagini e video.

Nel 2010 la Commissione Europea si era già occupata della digitalizzazione dei contenuti, nello specifico chiedendo garanzie a Google (Google firma con Mondadori per una libreria di autori) sul rispetto dei diritti d'autore. L'azienda di Moutain View aveva in quell'occasione rassicurato sul fatto che sta digitalizzando esclusivamente materiale di pubblico dominio per quanto riguarda il Vecchio Continente, ossia realizzato prima del 1870.

Il progetto online Europeana in ogni caso è ancora in Beta.

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Commenti dei lettori (13)

1/2 avanti   
il Custode 12/01/2011 15:18
+1
Non mi sembra troppo un problema. In un progetto simile quello che conta per avere successo non è tanto avere l'esclusiva ma l'avere la collezione di libri più vasta e completa.
Con le sue strutture Google è sicuramente in grado di proporre un servizio più completo di qualunque concorrenza gestita da una società minore o creata ad hoc.
ciscu 12/01/2011 15:43
+4
fatemi capire:
google sta digitalizzando tutti i libri non coperti da diritto d'autore GRATUITAMENTE, e alla Commissione europea non va bene perché Google non è abbastanza accessibile(chi è più accessibile di google?!?), e affida quindi il gravoso compito a un altra azienda probabilmente super sovvenzionata dalle casse europee

ma siamo matti?!??
aafranki 12/01/2011 15:54
+3
Vai a capire quello che c'è dietro... Google ha sicuramente una scelta di letteratura molto più ampia e un sistema di ricerca di un'efficienza unica, per cui arrivi addirittura alle singoli parole e citazioni all'interno dei libri... Forse è un'altro tentativo, tipico per UE, di stroncare la concorrenza al di fuori dei certi cartelli...
Androidiano 12/01/2011 16:41
-3
L'europa ha proprio rotto i c...
mail9000 12/01/2011 17:12
+4

 Originariamente inviata da Androidiano

L'europa ha proprio rotto i c...



non credo tu non abbia capito il problema legato alla "licenza d'uso preferenziale".

Io li interpreto così.

Google ha scannerizzato per prima un'opera.
Questo significa che lei (e solo lei) ha acquisito il diritto di mostrare questa opera on-line. Se un'altro individuo scannerizza nuovamente la stessa opera NON può renderla disponibile in internet.

Non si tratta di impedire a google di rendere pubblica disponibile on-line l'opera in questione (i cui diritti di autore risultano scaduti) ma di regolamentare nel tempo il suo diritto (legato al lavoro di raccolta) preferenziale nella divulgazione delle stessa in rete.

IMHO. Io l'ho capita così.
guglielmone 12/01/2011 17:29
+1
Ormai il giornalismo è fare da cassa di risonanza per qualsiasi sciocchezza scritta da altri e ripresa dai GGIORNALISTI

spero di non leggere più la STRONXATA (forse dietro c'è un disegno oscuro di disinformazione) che SOLO le opere PUBBLICATE prima del 1870 sono di DOMINIO PUBBLICO

Nessun giornalista (e infatti sembra che informarsi non rientri fra i loro compiti) ha capito che il 1870 è stato scelto da google come data prudenziale limite perché:

70 + 70 =140

ovvero, sono sicuri che nessuno verrà a rompergli le scatole e possono tranquillamente autorizzare la visualizzazione completasenza la necessità dell'intervento umano che riservano per i libri pubblicati dopo, valutando data di morte dell'autore secondo la legislazione dei vari paesi

è per queso che si possno visualizzare su googlebooks anche libri del 1900, 1920 e oltre, perché lo stato di pubblico dominio viene calcolato di volta in volta e autorizzata la visualizzazione e conat quando è morto l'autore

Veniamo ora ai luoghi comuni ( fomentati dai detrattori ad arte di google)

Google ha permesso ai libri di uscire dagli scaffali dove nessuno li consultava e lo ha fatto adottando una superba tecnica di scansione (fotocamere all'infrarosso e compressione mista di jbig2 per il bianco e nero + jpeg 2000 per le immagini a colori)

le BIBLIOTECHE invece?

- segregano i libri
- se li scansionano li scansionano male (tranne la BNF)
- se li scansionano bene, non li mettono a disposizione
- se pure li mettono a disposizione, cercano con ogni mezzo di impedirne lo scaricamento totale, quasi che fossero libri sotto copyright

ma imparate a fare il giornalismo...
guglielmone 12/01/2011 17:34
+2

 Originariamente inviata da mail9000


IMHO. Io l'ho capita così.


Io penso male e la interpreto in questo modo: Sono incacchiati Neri perché ora come ora, se una biblioteca digitalizza un libro ed ha la malsana idea di far pagare per accedervi, cercando su googlebooks si può magari trovare gratis, come deve essere la stessa opera, allora devono prevenire tale eventualità sennò non possono lucrare sul PUBBLICO DOMINIO

A proposito, voi sapete come contribuisce l'Italia a EUROPEANA? coi libri interi? Nooo! fornisce solo (in dimensioni francobollo) l'immagine della prima pagina, e ha il coraggio di chiamarle digitalizzazioni!

alle biblioteche, quand'anche fossero in buonafede, manca proprio il bagaglio tecnico, il know how per le digitalizzazioni di massa
guglielmone 12/01/2011 17:40
0

 Originariamente inviata da mail9000

IMHO. Io l'ho capita così.


questa è la prova che o ci sono o ci fanno

la licenza d'uso dei libri scansionati da google, CONSIGLIA non OBBLIGA a:

- non utilizzare le scansioni per scoi commerciali
- mantenere la filigrana di google

infatti, aziende al limite della legalità come la kessinger publishing, stanno facendo man bassa delle scansioni di googlebooks per ristamparle e rivenderle

ma queste cose i legali o non lecapiscono o lecapiscono ma vogliono soffiare fumo negli occhi alla gente
guglielmone 12/01/2011 17:57
+1

 Originariamente inviata da mail9000

non credo tu non abbia capito il problema legato alla "licenza d'uso preferenziale".


quelli dell'unione euroea, politici e dunque sensibili alle mazzette, l'hanno capito però: notate la dicitura "licenza d'uso preferenziale" che oggi non esiste (benché tentino di dipingerci googlebooks come un orco cattivo, ma cattivo per il loro lucro)

ebbene, con questa: "licenza d'uso preferenziale" che potrebbe succedere? chi digitalizza un libro, invece di mostrarlo come googlebooks, può sfruttarlo per interessi di lucro per ben 7 ANNI!

Ecco dunque che si deline ail quadro: accusare qualcuno di un reato inesistente per far passare una norma a proprio vantaggio

non c'è nessuna: "licenza d'uso preferenziale", leggete voi stessi, e non andate dietro ai giornalisti che fanno soo dacassa di risonanza per chi scrive le notizie da diffondere con chiari intenti disinformativi
ice_v 12/01/2011 18:34
+2
interessanti interventi da parte di guglielmone...vorrei che la redazione di tom's tenesse d'occhio questo particolare scenario e a approfondisca meglio il discorso, in futuro, magari con un bel articolo.
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