
Facebook ha attivato per tutti gli utenti il riconoscimento dei volti delle fotografie. Nota come "riconoscimento facciale" (facial recognition) questa tecnologia permette di riconoscere le persone presenti in un'immagine, e assegnare automaticamente un nome ai volti presenti.
Zuckerberg: l'ansia da privacy sta sparendo
Molti di voi avranno familiarità con questa tecnologia, presente nelle varie applicazioni per la gestione delle librerie fotografiche come Picasa, iPhoto o Windows Live Gallery (Riconoscimento facciale, tecnologia a portata di mano). Facebook però fa un passo ulteriore, attivando l'etichettatura automatica sul social network.
In altre parole, se un utente carica un'immagine dove comparite voi, Facebook proporrà automaticamente di inserire i tag. L'utente può decidere se annullare l'operazione, cancellare solo alcuni dei tag proposti, accettare tutto o correggere eventuali errori.
Il Social Network lavora a questa possibilità dal lontano 2009, anno i cui fece la sua comparsa l'applicazione di Face.com Photo Tagger, azienda poi acquistata dalla stessa Facebook poco tempo dopo.
Puntale e inevitabile, è già cominciato il carosello di polemiche sul sempre attuale tema della privacy. Ad aprire le danze ci ha pensato Sophos, azienda del settore Sicurezza. Come fa notare Graham Cluley sul blog dell'azienda, c'è un doppio problema: già è negativo il fatto che Facebook consenta di taggare un'altra persona senza chiedere l'autorizzazione, salvo poi permettere a quella stessa persona di rimuovere il tag; e oggi il tag si può inserire in modo del tutto automatico, così chi carica la foto non deve nemmeno perdere qualche minuto a domandarsi se sia o meno il caso d'inserire l'etichetta.
Facebook: impostazioni privacy - Clicca per ingrandire
Al solito, le impostazioni predefinite prevedono che tutto si possa fare. Chi non è d'accordo, deve attivamente accedere alle impostazioni della privacy e modificarle. Una situazione difficile da accettare - anche per i meno sensibili all'argomento - che ha spinto Sophos a pubblicare una lettera aperta a Facebook. Iniziativa che, a quanto pare, è caduta nel vuoto.
La novità odierna tuttavia innalza ulteriormente il livello d'allarme. Basti pensare che un paio di settimane fa Eric Schmidt, ex AD e attuale dirigente di Google, ha definito questa tecnologia "troppo pericolosa", e spiegato che Google ce l'ha a disposizione, ma usarla andrebbe ben oltre la linea che teoricamente rende una compagnia "cattiva". Considerato che Google è stata più volte ripresa per come affronta la privacy, oggi le parole di Schmidt suonano sibilline, e la scelta di Facebook radicale.
Chissà, però, che Schmidt non stesse pensando proprio a Facebook, e che quelle dichiarazioni fossero un tentativo calcolato di amplificare i problemi di Zuckerberg. Quest'ultimo d'altra parte pochi giorni fa ha dichiarato che "l'ansietà da privacy sta scomparendo", spiegando che in verità la gente tende a lamentarsi delle novità, ma poi ci si abitua.
Facebook: impostazioni privacy - Clicca per ingrandire
"La gente mi dice quanto apprezzi il ruolo che ha giocato Facebook nella primavera araba, ma anche che c'è qualcosa d'inquietante nella condivisione e nella raccolta d'informazioni sulle persone" ha dichiarato in un'intervista al Guardian, in occasione dell'eG8. "Ma è difficile avere una cosa senza l'altra", conclude.
Per disabilitare il riconoscimento automatico delle fotografie su Facebook, dovete agire sulle impostazioni Privacy, disponibili in alto a destra. Da qui selezionate la scheda "Personalizzata", e poi il piccolo link "personalizza impostazioni". A questo punto cercate la voce "suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io", e cliccate su "Modifica". Selezionate "no" e premete OK.
Se non altro la possibilità dell'etichettatura automatica è disponibile solo agli amici, e non a chiunque carichi un'immagine, dove magari compariamo per caso sullo sfondo. Almeno per ora.
Aggiornamento (11.47): una portavoce di Facebook ha ammesso, parlando con i redattori di The Register, che ci sarebbe voluta una maggior chiarezza su questa funzione. è stato anche aggiornato uno dei blog aziendali per spiegare che questa funzione si sta diffondendo per utenti di tutto il mondo.
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Originariamente inviata da Human_Sorrow
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