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Fastweb e NGI indagate per questioni di pirateria

16:44 - 13 luglio 2011 di Dario d'Elia

La Procura di Cagliari sta indagando sul comportamento di Fastweb e NGI, colpevoli di non aver inibito l'accesso a Btjunkie. La nota piattaforma dovrebbe essere inaccessibile da aprile a seguito dell'operazione Poisonous Dahlia.

Fastweb e NGI sono indagate dalla Procura di Cagliari per non aver inibito l'accesso a Btjunkie, uno dei più noti motori di ricerca per file Torrent. L'accusa è di favoreggiamento alla pirateria, poiché dal 21 aprile 2011 il sito in questione è soggetto a censura. 

Il provvedimento è stato assunto dallo stesso sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Giangiacomo Pilia, che in collaborazione con Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari aveva portato avanti l'operazione "Poisonous Dahlia". Btjunkie in pratica è stato oggetto di inibizione poiché consentiva (in modalità indiretta) l'accesso gratuito alle partite di calcio trasmesse dal canale DTT Dahlia e il dowloading di contenuti pirata.

Un garbato esempio di garantismo

Secondo gli inquirenti i due noti provider non avrebbero bloccato l'accesso alla piattaforma, violando di fatto il divieto del procuratore Pilia. In una nota Fastweb ha fatto sapere che si è verificato un problema tecnico, le cui motivazioni sono ancora sotto analisi. Il blocco comunque adesso è attivo.

A onor di cronaca bisogna ricordare che ad aprile, pochi giorni dopo l'inibizione, i gestori del sito riuscirono a essere di nuovo accessibili affidandosi a proxyitalia (BtJunkie è di nuovo online: blocco subito aggirato). Magari NGI e Fastweb sono state colte in contropiede proprio da questa strategia...

Da sottolineare comunque il piglio "garantista" della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) che ha deciso di approfittare dell'occasione con le solite dichiarazioni incendiarie. "La federazione dell’industria musicale italiana, FIMI, ha accolto positivamente l’iniziativa della Procura di Cagliari nei confronti di alcuni ISP italiani che non hanno ottemperato al blocco del sito pirata BtJunkie, ordinato dal magistrato qualche mese fa", si legge nel comunicato ufficiale.

"L’offerta illecita da parte di siti pirata collocati all’estero, è una spina nel fianco delle piattaforme legali di musica e va colpita con determinazione, sorprende la posizione di noti provider di consentire il collegamento ai propri utenti in contrasto con quanto ordinato dall’autorità giudiziaria", ha commentato Enzo Mazza, Presidente di FIMI.

"Riteniamo l’azione promossa dalla magistratura di Cagliari molto importante  per dare un segnale che l’illegalità non può essere tollerata ne favorita in alcun modo, soprattutto da parte di aziende che offrono servizi di telecomunicazione, il cui ruolo è determinante nel porre fine alle violazioni come previsto dalla direttiva sul commercio elettronico".

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Commenti

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1/3 avanti    
PacK8) 13/07/2011 17:09
 
"i gestori del sito riuscirono a essere di nuovo accessibili affidandosi a proxyitalia (BtJunkie è di nuovo online: blocco subito aggirato). Magari NGI e Fastweb sono state colte in contropiede proprio da questa strategia..."

Oppure erano andati in vacanza...Mah! Comunque morto un papa...
BlackF1re 13/07/2011 17:15
 
+13 
Ma questi credono esista solo BTJunkie ???
fluidman 13/07/2011 17:16
 
+21 
Fastweb è indagata perchè non avrebbe inibito l'accesso a Btjunkie? Allora la Volvo dovrebbe essere indagata perchè non mi ha impedito di uscire di strada a 140 all'ora?
Secondo me sono discorsi del cavolo; non si cerca mai di risolvere un problema (o presunto tale) ma ci si preoccupa sempre e solamente di trovare dei capri espiatori per qualsiasi cosa.
Sbabba 13/07/2011 17:40
 
+10 

 Originariamente inviata da fluidman

Fastweb è indagata perchè non avrebbe inibito l'accesso a Btjunkie? Allora la Volvo dovrebbe essere indagata perchè non mi ha impedito di uscire di strada a 140 all'ora?
Secondo me sono discorsi del cavolo; non si cerca mai di risolvere un problema (o presunto tale) ma ci si preoccupa sempre e solamente di trovare dei capri espiatori per qualsiasi cosa.




Guarda io legalizzerei il file sharing di qualsiasi forma e colore, e odio la fimi, ma è LAMPANTE il fatto che se la magistratura impone il blocco di un sito, e gli isp italiani non provvedono, questi non stanno rispettando una sentenza di un tribunale, ergo violano la legge.


E' inutile arrampicarsi sugli specchi con fantasiosi esempi, qui si dice a Tizio di fare una cosa, e Tizio fa orecchio da mercante, fine del discorso.

Il tutto, ripeto, schifando la sentenza in questione.
gigiobis 13/07/2011 17:49
 
+16 

 Originariamente inviata da BlackF1re

Ma questi credono esista solo BTJunkie ???




shhhhh! non dirglielo!
Atarugolan 13/07/2011 17:50
 
-2 

 Originariamente inviata da Sbabba

Guarda io legalizzerei il file sharing di qualsiasi forma e colore, e odio la fimi, ma è LAMPANTE il fatto che se la magistratura impone il blocco di un sito, e gli isp italiani non provvedono, questi non stanno rispettando una sentenza di un tribunale, ergo violano la legge.


E' inutile arrampicarsi sugli specchi con fantasiosi esempi, qui si dice a Tizio di fare una cosa, e Tizio fa orecchio da mercante, fine del discorso.

Il tutto, ripeto, schifando la sentenza in questione.


Son pienamente d'accordo, una società non può fare queste cose, se è una sentenza e quindi legge non deve assolutamente provare ad andarci contro, poi il privato da se potrà a suo rischio cercare le soluzioni, ma loro devono seguire la legge.
Chinasky 13/07/2011 17:58
 
A onor di cronaca bisogna ricordare che ad aprile, pochi giorni dopo l'inibizione, i gestori del sito riuscirono a essere di nuovo accessibili affidandosi a proxyitalia

.

Ne parlate al passato come se oggi sempre con proxy Italia non fosse possibile l'accesso.... A me risulta che stia tutto ancora così.
<:-)>
il_CBR 13/07/2011 18:01
 
+1 
'sta cosa fa ridere, visto che esiste una certa KAD ed una versione di emule AD HOC (e non dico altro).............
fluidman 13/07/2011 18:09
 
+1 

 Originariamente inviata da Sbabba

Guarda io legalizzerei il file sharing di qualsiasi forma e colore, e odio la fimi, ma è LAMPANTE il fatto che se la magistratura impone il blocco di un sito, e gli isp italiani non provvedono, questi non stanno rispettando una sentenza di un tribunale, ergo violano la legge.


E' inutile arrampicarsi sugli specchi con fantasiosi esempi, qui si dice a Tizio di fare una cosa, e Tizio fa orecchio da mercante, fine del discorso.

Il tutto, ripeto, schifando la sentenza in questione.



Concordo con te su tutto ma la mia domanda è: Se tutti gli ISP avessero rispettato la sentenza, con chi se la sarebbe presa la FIMI? (visto che, comunque, il sito in questione e decine di altri sarebbero stati comunque accessibili in qualche modo)
Il problema vero (al di là del mio esempio stupido) è che questi tizi (magistratura compresa) probabilmente non si rendono conto che stanno lottando contro i mulini a vento!
guglielmone 13/07/2011 18:18
 
+1 
credo che pretendessero anche il blocco a livello IP (probabilmente avevano bloccato *solo* a livello DNS)

infatti adesso: o che pianto! o che disperazione! non ci posso accedere se non uso un proxy! :-)

questo poi è un sopruso: visto che un motore di ricerca torrent è diverso da google solo perché quest'ultimo non può essere bloccato dati i disastri che ne deriverebbero
1/3 avanti    
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