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Firenze adotta l'open source per risparmiare

11:56 - 21 gennaio 2010 di Dario D'Elia

Il Comune di Firenze ha approvato a Bilancio il progetto di migrazione da piattaforme proprietarie a soluzioni open source: in tre anni si risparmieranno 200mila euro.

Il Comune di Firenze ha deciso di sposare la causa open source per alleggerire il bilancio. Il progetto di migrazione di Eros Cruccolini, esponente di Sinistra Ecologia Libertà, è stato approvato dalla Commissione Bilancio di Piazza della Signoria. Secondo il documento presentato si potrebbe ottenere "nel triennio (2009-2012) un risparmio fino a 200mila euro paragonato all'aggravio dovuto alla regolarizzazione delle licenze Microsoft".

Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze


Insomma, una buona notizia per tutti i fiorentini e per la comunità open source - che vede finalmente riconosciuto il suo impegno. "La precedente amministrazione aveva già fatto degli sforzi per mettere in campo una migrazione. È importante che anche la nuova rinnovi questo impegno nella forma e nella pratica: oggi in Commissione si è discusso di come portare avanti il lavoro e coinvolgere i settori tecnici responsabili", ha spiegato Leonardo Maccari del Gruppo Cultura fiorentino di SEL.

Insomma, si tratta di un altro passo verso "l'indipendenza da qualsiasi piattaforma proprietaria [...], l'attivazione di un'economia locale per lo sviluppo e la gestione dei sistemi, la possibilità di introdurre collaborazioni virtuose tra amministrazioni locali".

Per prima cosa, strada aperta a Open Office: ogni ufficio può iniziare a usarlo senza bisogno di richiedere tecnici o specialisti.

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Commenti

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1/3 avanti    
stratx 21/01/2010 12:04
 
hanno fatto i conti senza l'oste...
ora arriverà la SIAE a dire che con open office si possono aprire e copiare opere dell'ingegno umano coperte da diritti perciò faranno una tassa su ogni carattere utilizzato. Le virgolette costeranno il doppio...
HL2 21/01/2010 12:06
 
bella la mia città!! (con tutti i suoi altri problemi..)
Dottor_Jim 21/01/2010 12:15
 

 Originariamente inviata da stratx

hanno fatto i conti senza l'oste...
ora arriverà la SIAE a dire che con open office si possono aprire e copiare opere dell'ingegno umano coperte da diritti perciò faranno una tassa su ogni carattere utilizzato. Le virgolette costeranno il doppio...


Non dirlo che poi lo faranno veramente
RUDOLF 21/01/2010 12:32
 
questa si che è una buona idea
Jimmy 21/01/2010 12:50
 

 Originariamente inviata da stratx

hanno fatto i conti senza l'oste...
ora arriverà la SIAE a dire che con open office si possono aprire e copiare opere dell'ingegno umano coperte da diritti perciò faranno una tassa su ogni carattere utilizzato. Le virgolette costeranno il doppio...



ahahahahah

Sta buono che quella è la nuova frontiere per dare da mangiare agli artisti italiani (i ragazzi del grande fratello avranno pure diritto a un paio di scarpe firmate!)

Ciao!

ArTiKO 21/01/2010 12:52
 
mmm open source non significa gratis. Sono sicuri che nessuno gli chiede soldi per qualcosa?

Dietro a passaggi ad altre piattaforme ci sono dei costi, molto alti.
Vardar 21/01/2010 12:53
 
Questa è una buona notizia... era ora che le amministrazionio pubbliche si svegliassero. Non ho mai capito, infatti, perchè negli uffici pubblici si pagassero licenze su licenze microsoft per software assolutamente standard, oramai, come programmi di videoscrittura o simili.
Posso capire quegli enti che usano dei software creati appositamente per loro e che, quindi, sono obbligati ad usare Windows. Ma dove si usa solo office e programmi analoghi, viva il mondo dell'open source.

 Originariamente inviata da ArTiKO

mmm open source non significa gratis. Sono sicuri che nessuno gli chiede soldi per qualcosa?

Dietro a passaggi ad altre piattaforme ci sono dei costi, molto alti.



Be', chiaramente dovranno pagare le aziende che gli fanno assistenza per l'installazione ma quella, immagino, la pagavano anche prima.
Se il software è quello scaricato dalla rete è assolutamente gratis, se invece devono farsi fare delle personalizzazioni apposta quelle ovvio che le devono pagare.
Tra l'altro la combinazione linux-open office richiede prestazioni hardware inferiori rispetto a windows-office, quindi questa manovra può consentire anche a pc più vecchi di funzionare ancora bene, anzichè sostituire le macchine. E questo è un altro risparmio.
DarkRadeon 21/01/2010 12:56
 
il problema ora sarà la distribuzione che andranno ad adottare di linux.. anche qua in alto adige si usa dove possibile linux e openoffice, peccato che la distribuzione scelta (fuss) è *** pura, creata ad hoc da amichetti di durnvalder-imperatore-luis e fa letteralmente schifo, pur essendo basata su debian (peggio persino di ubuntu, il che può solo farvi immaginare di quanto faccia schifo fuss)..
Kralin 21/01/2010 13:03
 

 Originariamente inviata da ArTiKO

mmm open source non significa gratis. Sono sicuri che nessuno gli chiede soldi per qualcosa?

Dietro a passaggi ad altre piattaforme ci sono dei costi, molto alti.



costi una tantum...
dst 21/01/2010 13:11
 
bravi!
1/3 avanti    
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