Firma digitale unica per tutta l'Unione Europea

di Pino Bruno, martedì 05 giugno 2012 alle 13:25

Un progetto europeo prevede l'introduzione di una firma digitale valida in tutta la Comunità. Sarà possibile firmare documenti, richiedere informazioni, ottenere assistenza medica, iscriversi a scuola e partecipare a concorsi senza doversi muovere solo per mettere una firma.

Grazie a un'iniziativa europea la burocrazia nel Vecchio Continente potrebbe diventare presto molto più semplice. L'idea è di creare un sistema di firme elettroniche riconosciute in tutti gli stati membri, che permettano d'interagire con le istituzioni a distanza, da casa propria verso altre nazioni e viceversa.

Succede grazie alla firma digitale che diventa europea. Gli studenti potranno iscriversi online all'università in un altro Paese senza fare inutili viaggi solo per gli adempimenti burocratici. Le imprese potranno partecipare ad appalti pubblici online in tutta l'Unione e potranno firmare, datare e sigillare elettronicamente le offerte senza stampare e inviare tramite corriere le numerose copie cartacee delle offerte.

Firma digitale

Tramite Internet gli imprenditori potranno costituire una società in un altro Paese dell'Unione europea e trasmettere online senza problemi le relazioni annuali. Chi ha bisogno di assistenza medica all'estero potrà consultare in tutta sicurezza la cartella clinica o autorizzare un medico a fare altrettanto. Solo qualche esempio, per comprendere la portata della proposta della Commissione Europea per consentire transazioni elettroniche transfrontaliere sicure in Europa.

"Occorre che i cittadini e le imprese – sostiene la vicepresidente della Commissione europea, Neelie Kroes – possano trattare nell'ambito di un mercato unico digitale senza frontiere, perché è questo il valore di Internet. Anche la certezza del diritto e la fiducia sono essenziali e per questo occorre un regolamento più completo sulle firme elettroniche e sull'identificazione elettronica".

"Questa proposta consente ai cittadini che dispongono di una eID di trarne il massimo vantaggio. Grazie al riconoscimento reciproco delle eID nazionali e alle norme comuni per i servizi fiduciari e le firme elettroniche, possiamo evitare una segmentazione di Internet e dei servizi pubblici online in compartimenti nazionali e facilitare la vita di milioni di imprese e di un numero ancor maggiore di cittadini."

Il regolamento proposto – dice la UE – garantirà che i cittadini e le imprese possano utilizzare i loro regimi nazionali di identificazione elettronica (eID) per accedere ai servizi pubblici negli altri paesi dell'UE in cui la eID è disponibile.

Crea inoltre un mercato interno per le firme elettroniche e i servizi fiduciari online connessi, che opereranno così attraverso le frontiere con il medesimo valore legale dei processi tradizionali su base cartacea. Così si darà pieno effetto ai notevoli risparmi potenziali consentiti dagli appalti pubblici online.

La proposta rispetta pienamente sia i sistemi nazionali di identificazione esistenti che le preferenze degli Stati membri che non hanno un regime nazionale di identificazione. Inoltre consente ai paesi che possiedono una eID di aderire al regime europeo o di rimanerne al di fuori. Uno Stato membro che ha notificato l'intenzione di aderire al regime paneuropeo deve offrire lo stesso accesso ai servizi pubblici via eID che già offre ai propri cittadini.

Il regolamento proposto invece:

  • non obbligherà gli Stati membri ad adottare – o i singoli a procurarsi – carte d'identità nazionali, carte d'identità elettroniche o altre soluzioni eID;
  • non introdurrà una eID europea o una banca dati europea di qualsiasi tipo;
  • non consentirà o richiederà la condivisione di informazioni personali con altri soggetti.

I due elementi del regolamento – identificazione elettronica e firme elettroniche – permetteranno di creare un quadro normativo affidabile per garantire interazioni elettroniche sicure e continue tra imprese, cittadini e autorità pubbliche, migliorando l'efficacia dei servizi online pubblici e privati, dell'eBusiness e del commercio elettronico in Europa.

L'approccio adottato per le firme elettroniche, basato sull'attuale direttiva in materia (Direttiva 1999/93/CE), ha portato un certo livello di armonizzazione alle prassi in uso in Europa.

Firma digitale

"Tutti gli Stati membri dell'UE dispongono di quadri normativi per le firme elettroniche, che però divergono fra loro e rendono di fatto impossibile condurre transazioni elettroniche transfrontaliere. Lo stesso vale per i servizi fiduciari come l'orodatazione, i sigilli elettronici, il rilascio elettronico e l'autenticazione dei siti web, che non sono interoperabili a livello europeo. Di conseguenza il nuovo regolamento propone regole e prassi comuni per questi servizi".

Per la eID, il regolamento introduce la certezza giuridica attraverso il principio del riconoscimento e dell'accettazione reciproca, in base al quale gli Stati membri accettano le eID nazionali che sono state ufficialmente notificate alla Commissione. Gli Stati membri non hanno l'obbligo di registrare le loro eID nazionali, ma la Commissione auspica che decideranno di farlo.

La Commissione e gli Stati membri dell'UE hanno dimostrato che il riconoscimento reciproco transfrontaliero dell'identificazione elettronica funziona, attraverso il progetto STORK, che conta con la partecipazione di 17 Stati membri.

Ringraziamo Pino Bruno per l'articolo.

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Commenti dei lettori (11)

1/2 avanti   
Noidi 05/06/2012 14:11
0
A dire la verità esistono delle firme digitali a standard europeo (lo uso per lavoro). O sono io che non ho capito qualcosa?
the-smoker 05/06/2012 14:16
+1
che cosa è la PEC in questo contesto ?
alfa33 05/06/2012 14:31
0

 Originariamente inviata da the-smoker

che cosa è la PEC in questo contesto ?



Non e' la posta certificata? Credo che sia appunto certificata tramite l'uso di firma digitale, no?
caedar 05/06/2012 14:34
0

 Originariamente inviata da the-smoker

che cosa è la PEC in questo contesto ?


Una cosa inutile italiana.
Ciò che serve è la firma digitale. Questa è garanzia che il file prodotto è stato realizzato dalla persona/società/istituzione che detiene lo strumento di firma digitale autenticato e garantisce altresì che non è stato manomesso.
La regolamentazione italiana in tal senso è una tra le più avanzate in Europa.
caedar 05/06/2012 14:38
+3

 Originariamente inviata da alfa33

Non e' la posta certificata? Credo che sia appunto certificata tramite l'uso di firma digitale, no?



La posta certificata certifica che il mittente sia effettivamente quello indicato dalla mail, altresì sostituisce la raccomandata con ricevuta di ritorno, visto che certifica non solo l'avvenuta ricezione del messaggio, ma anche la sua lettura.
Ciò però non garantisce per nulla il cittadino circa i documenti allegati al messaggio. Per essere certi che siano stati redatti da un determinato soggetto serve la sua firma digitale.
In analogico: la PEC è la raccomandata con A/R, la firma digitale è la firma autografa davanti ad un teste qualificato apposta ad un documento.
Haylander 05/06/2012 14:57
+1

 Originariamente inviata da caedar

La posta certificata certifica che il mittente sia effettivamente quello indicato dalla mail, altresì sostituisce la raccomandata con ricevuta di ritorno, visto che certifica non solo l'avvenuta ricezione del messaggio, ma anche la sua lettura.
Ciò però non garantisce per nulla il cittadino circa i documenti allegati al messaggio. Per essere certi che siano stati redatti da un determinato soggetto serve la sua firma digitale.
In analogico: la PEC è la raccomandata con A/R, la firma digitale è la firma autografa davanti ad un teste qualificato apposta ad un documento.


Aggiungerei anche che il sistema pec è ben visto fuori dall'italia. Alcune Aziende estere vorrebbero un account pec ma seconda la regolamentazione, non possono prenderlo. Perchè l'intestatario deve avere un indirizzo civico di riferimento Italiano. E' un peccato. Le aziende italiane avrebbero un bel vantaggio qual'ora il sistema pec si potesse diffondere su tutto il suo Europeo ed Extra-Europeo.
Noidi 05/06/2012 15:59
0

 Originariamente inviata da Haylander

Aggiungerei anche che il sistema pec è ben visto fuori dall'italia. Alcune Aziende estere vorrebbero un account pec ma seconda la regolamentazione, non possono prenderlo. Perchè l'intestatario deve avere un indirizzo civico di riferimento Italiano. E' un peccato. Le aziende italiane avrebbero un bel vantaggio qual'ora il sistema pec si potesse diffondere su tutto il suo Europeo ed Extra-Europeo.



Come non quotarti. Poco tempo la ditta per cui lavoro qui in Germnaia dovette fare un'offerta a Trenitalia. Abbiamo usato la cosidetta "firma digitale", e dopo alcuni problemi iniziali (vedi "standard italiani") ha funzioanto tutto molto bene. Il sito di Trenitalia devo ammettere che è ben fatto e usa standard che sono europei (parlo almeno del portale acquisti). Quindi se si vuole si può fare. Il probelma è "volere".
meltingshell 05/06/2012 16:07
+1
Non avete proprio idea di cosa sia una firma digitale a giudicare dalle due foto! :o

Quelle sono firme "analogiche" digitalizzate che non c'azzeccano un bel niente con una firma digitale, penso non abbiano neppure valore legale!
Noidi 05/06/2012 16:55
0

 Originariamente inviata da meltingshell

Non avete proprio idea di cosa sia una firma digitale a giudicare dalle due foto! :o

Quelle sono firme "analogiche" digitalizzate che non c'azzeccano un bel niente con una firma digitale, penso non abbiano neppure valore legale!



Quoto. Per la firma digitale ci vuole un lettore di carta ed una carta con Chip che viene rilasciata tramite un sistema descritto in un post prima. Qui in Germania bisogna andare in posta e consegnare documenti (passaporto o carta d'identità) e firmare davanti all'addetto che certifica l'identità del firmatario. Dopo di che in 2-3 giorni si riceve il lettore e la carta. La firma digitale si usa per "firmare", tramite carta con Chip, documenti che si caricano in portali o si allegano alle E-Mail. Al momento dell'apertura del documento, tramite apposito Software, si può vedere da chi è stato spedito / "firmato" il documento. Il tutto ha validità legale. Se non vado errato si può anche criptare il documento e mandare la chiave di decriptazione in un messaggio a parte, se mpre se non sbaglio. Io lo uso per caricare documenti tramite un determinato portale, come ho già detto.
meltingshell 05/06/2012 17:25
0

 Originariamente inviata da Noidi

Quoto. Per la firma digitale ci vuole un lettore di carta ed una carta con Chip che viene rilasciata tramite un sistema descritto in un post prima. Qui in Germania bisogna andare in posta e consegnare documenti (passaporto o carta d'identità) e firmare davanti all'addetto che certifica l'identità del firmatario. Dopo di che in 2-3 giorni si riceve il lettore e la carta. La firma digitale si usa per "firmare", tramite carta con Chip, documenti che si caricano in portali o si allegano alle E-Mail. Al momento dell'apertura del documento, tramite apposito Software, si può vedere da chi è stato spedito / "firmato" il documento. Il tutto ha validità legale. Se non vado errato si può anche criptare il documento e mandare la chiave di decriptazione in un messaggio a parte, se mpre se non sbaglio. Io lo uso per caricare documenti tramite un determinato portale, come ho già detto.



Esattamente, da noi in alto adige viene fornito dal comune un lettore per usare la tessera sanitaria per accedere ai servizi della pubblica amministrazione e generare documenti firmati appunto con la chiave privata contenuta nella tessera.
1/2 avanti   
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