
Il cyber attacco che ha portato al furto dei dati di circa 78 milioni di utenti PSN e Qriocity (Furto sul Playstation Network: 70 milioni di utenze!) e quello a Sony Online Entertaiment che ha fatto livetiare il numero fino a toccare circa i 100 milioni di dati trafugati, potrebbero costare a Sony molto più del previsto. L'agenzia di assicurazioni Zurich American, sulla quale contava l'azienda nipponica per non dover sostenere le spese processuali e i rimborsi chiesti dagli utenti, non ha intenzione di farsi scucire un dollaro.
Zurich Americans sostiene che l'assicurazione sottoscritta da Sony non copra il furto di dati digitali
Secondo l'agenzia assicurativa, infatti, la polizza sottoscritta da Sony coprirebbe solo infortuni, danni alla proprietà e pubblicitari. Insomma, tutto tranne le 55 class action avviate dagli utenti lesi sia negli Stati Uniti sia in Canada. Per tutelarsi, infatti, l'azienda nipponica aveva istituito, subito dopo l'accaduto, un servizio di protezione finanziaria che doveva avere la finalità di coprirà le spese sostenute per il ripristino dell’identità interessata dalla frode (Furto d'identità PSN: Sony vi protegge per un anno).
Una delle agenzie d'assicurazioni con cui Sony aveva sottoscritto una polizza era Zurich American, ma per tutta risposta l'assicuratore ha depositato presso il tribunale di New York un documento nel quale chiede l'ufficializzazione della sua estraneità alle class action e la sua assoluzione da qualsiasi dovere relativo agli indennizzi da capogiro che vengono richiesti dagli utenti, e che Sony potrebbe verosimilmente essere condannata a pagare.
Negli Stati Uniti e in canada sono state avviate 55 class action contro Sony
L'azione preventiva di Zurich non lascia spazio a fraintendimenti, perché chiede anche al tribunale di mettere in chiaro quali siano le condizioni previste dalle altre polizze assicurative sottoscritte da Sony con Mitsui Sumitomo, AIG e ACE, per assicurarsi che la sua assistita non cerchi un appiglio legale per dimostrare che il furto dei dati digitali di cui è stata vittima rientri in quelli che il contratto identifica come danni alla proprietà.
Zurich chiede altresì che la certificazione della corte non sia relativa solo ai procedimenti in essere, ma anche a quelli che in futuro potrebbero essere presentati da qualsiasi procuratore generale, di qualsiasi Stato. In realtà il cyberinsurance è un argomento di grande dibattito nel settore assicurativo, dove sono molte le aziende che cercano di proteggersi ma poche le assicurazioni che sono disposte a pagare.
Sony, che a maggio aveva detto di dormire sonni tranquilli perché i costi delle class action sarebbero stati coperti dalle assicurazioni, ora è destinata a notti insonni nella ricerca di un modo per pagare gli utenti senza far arrossire troppo i bilanci, sempre che il giudice decida di condannarla. Prima dell'abbandono di Zurich, l'azienda giapponese aveva calcolato che il furto dei dati avrebbe avuto sulle casse aziendali un impatto pari a 14 miliardi di yen (178 milioni di dollari), comprensivi delle spese necessarie per adeguare le misure di sicurezza (Sony non proteggeva i server, ed era stata avvisata). Ovviamente il conteggio non teneva conto degli eventuali rimborsi agli utenti.
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Originariamente inviata da pasqu0
e così le assicurazioni non pagano...strano non mi suona per niente nuovo!
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