Giochi Steam su Linux sia un male che un bene per Stallman

di Manolo De Agostini - pubblicato lunedì 30 luglio 2012 alle 07:08

Richard Stallman commenta la notizia dell'arrivo dei giochi Valve e di Steam su Linux. Secondo il guru questa novità apre la possibilità di liberare tanti utenti da Windows, ma al tempo stesso mina la libertà della piattaforma. Vendere l'anima o restare intonsi?

L'arrivo dei giochi Valve su GNU/Linux, Ubuntu nello specifico, è sia una buona sia una cattiva notizia secondo il guru del software libero Richard Stallman. In un post abbastanza conciso intitolato "Non free DRM'd Games on GNU/Linux: Good or Bad?", Stallaman ha affrontato il tema da più sfaccettature.

"Presumo che la disponibilità di programmi popolari non liberi su GNU/Linux possa aumentare la diffusione del sistema. Il nostro obiettivo però va oltre quello di rendere questo sistema un successo; il suo scopo è portare libertà agli utenti. Perciò la questione è capire come questo sviluppo incida sulla libertà degli utenti". "I giochi non liberi (come altri programmi) sono immorali perché negano la libertà ai loro utenti […]. Se volete la libertà, una condizione per averla è non avere programmi non liberi sul vostro computer. Questo è chiaro".

"Se però vorrete usare questi giochi, è meglio farlo su GNU/Linux piuttosto che Microsoft Windows. Almeno avrete evitato il danno alla vostra libertà che Windows vi avrebbe perpetrato. Perciò, in termini pratici, questo sviluppo può essere sia un male che un bene. Potrebbe incoraggiare gli utenti GNU/Linux a installare questi giochi, e convincere chi gioca a rimpiazzare Windows con GNU/Linux".

"Ritengo che l'effetto benefico diretto sarà più grande del danno. C'è però un risvolto indiretto: cosa insegna l'uso di questi giochi alle persone della nostra comunità? Insegnerà agli utenti che il punto non è libertà. Il software non libero in GNU/Linux va contro l'obiettivo della libertà. L'integrazione di questi giochi in una distro potrebbe aumentare quell'effetto".

Indicaci la via

Insomma il guru si trova in una posizione intermedia: aprire ai giochi per combattere il nemico - in questo caso Microsoft e il suo software proprietario - oppure continuare a essere puri, pochi e isolati? Un tema che sicuramente farà discutere nella comunità, dove non mancano di certo tesi differenti, dalle più aperte a quelle più estremiste. Qual è la vostra posizione?

 
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Commenti dei lettori (91)

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1/10 avanti   
elect 30/07/2012 08:00
+33
Concordo sostanzialmente con questa frase

"Ritengo che l'effetto benefico diretto sarà più grande del danno."

Sottolineando che libertà vuol dire anche aver la possibilità di installare software closed.
Edheldui 30/07/2012 08:08
+21
A me stallman sembra un folle. Perchè non trovare un equilibrio tra software libero e non? Gli eccessi non mi sono mai piaciuti. Non esistono solo i pensieri di Stallman e di Apple, ci sono anche vie di mezzo.

Detto questo, io mi fido più dei programmatori di valve che della comunità, anche perchè avere i giochi senza DRM porterebbe la comunità a sviluppare più di un client, ognuno con la propria comunità.
Il vantaggio di steam, oltre ai prezzi vantaggiosi, è rappresentato dall'organizzazione dei giochi nella libreria e dalla possibilità di dialogare con gli amici anche se si è impegnati in differenti giochi.
tuningale93 30/07/2012 08:10
+1
Sicuramente è una possibilità in più per gli utenti linux, poi ognuno è libero di scegliere se installare o no software closed ma almeno non si è costretti ad acquistare una licenza Windows solo per qualche ora di divertimento con il titolo del momento.
Mi chiedo solo se questi giochi saranno sviluppati per bene o saranno dei semplici porting di quelli per Windows, che spesso e volentieri sono a loro volta dei porting di quelli per consolle e questo non giova di certo agli utenti
VITRIOL 30/07/2012 08:17
+1
Ahahah! Indicaci la via! Siete dissacranti!
SFINGEMORTA 30/07/2012 08:20
+2
Speriamo bene per i giochi : porting da windows a loro volta porting da console : PORTING SU PORTING, MINORITY rePORTING
Filarono 30/07/2012 08:23
+9
Se davvero inizieranno i porting verso Linux, le vendite di Windows inizieranno davvero a calare.
AurZero 30/07/2012 08:25
+2

 Originariamente inviata da Edheldui

A me stallman sembra un folle. Perchè non trovare un equilibrio tra software libero e non? Gli eccessi non mi sono mai piaciuti. Non esistono solo i pensieri di Stallman e di Apple, ci sono anche vie di mezzo.

Detto questo, io mi fido più dei programmatori di valve che della comunità, anche perchè avere i giochi senza DRM porterebbe la comunità a sviluppare più di un client, ognuno con la propria comunità.
Il vantaggio di steam, oltre ai prezzi vantaggiosi, è rappresentato dall'organizzazione dei giochi nella libreria e dalla possibilità di dialogare con gli amici anche se si è impegnati in differenti giochi.


Si certo ormai un client lo crei dall'oggi al domani senza protocolli per interfacciarsi ai servizi di una società, malgrado tutto per bontà di nostro signore funzionerà lo stesso, basta scrivere nel programma come titolo Valve Steam Client, magicamnte funzionerà. Da notare che difatti ci sono molti client skype (ps: ironia...). Alle volte fate proprio ridere



 Originariamente inviata da SFINGEMORTA

Speriamo bene per i giochi : porting da windows a loro volta porting da console : PORTING SU PORTING, MINORITY rePORTING


Tecnicamnte se il porting viene fatto da ps3 a pc, per linux e osx avendo in comune le librerie opengl tra questi sistemi, non ci dovrebbero essere grossi problemi durante il porting; in realtà è che ormai la console di riferimento è la 360 con le directx9 e qual'ora il gioco venisse realizzato direttamnte da PC, l'OS di riferimento è Windows.
Red.87 30/07/2012 08:30
+7
La libertà non è dover sottostare alle regole di Stallman!

La libertà è essere liberi di scegliere di poter avere ANCHE programmi NON LIBERI sul proprio pc! Se a me piace Portal 2, non poter comprarlo perché non è FLOSS non è una privazione della mia libertà?

Stallman dovrebbe essere felice, non fare l'estremista a oltranza!
Firelord70 30/07/2012 08:36
+3
IMHO e' tutto molto semplice:
chi sviluppa giochi sviluppa software di cui non rilascia il codice sorgente se non(a volte) a distanza di anni (qualcuno ha detto Doom III? ), perche' deve guadagnare prima qualcosa.

Se Stallman indica un modello di business in cui il guadagno puo' esserci anche rilasciando il codice questa e' la soluzione ai suoi dubbi.

Io non sono Stallman ma mi vengono subito in mente i giochi "community-funded" che alcune software house hanno dato segno di prendere in considerazione.

Il meccanismo sarebbe:
- ci sono N progetti di giochi
- la community decide quali finanziare
- quando ci sono i soldi si sviluppa il gioco e si rilascia il codice che e' libero
- magari alcuni DLC li realizza la community modificando il codice (i mod gia' li fa).
Che ne pensate?
boboviz 30/07/2012 08:38
+12
"I giochi non liberi (come altri programmi) sono immorali "

Cioè adesso dobbiamo valutare un programma sulla sua moralità (stabilita da chi, poi?) e non sul fatto che funzioni o meno....
Poveretto
1/10 avanti   
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