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Gli smartphone li butteremo nei negozi come Mediaworld

14:43 - 23 gennaio 2012 di Dario d'Elia

La Directive on waste electrical and electronic equipment (WEEE), ovvero la normativa sulla gestione dei rifiuti hi-tech, è stata aggiornata. Manca ancora la votazione ufficiale, ma a breve vi saranno interessanti novità per il settore. Ad esempio i piccoli dispositivi da buttare potranno essere consegnati ai negozianti.

La direttiva 2003 sulla gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (WEEE) è stata aggiornata: a breve cellulari e piccoli dispositivi hi-tech potranno essere consegnati gratuitamente presso i negozi di elettronica. Manca ancora solo il voto formale del Consiglio EU e la pubblicazione del nuovo regolamento sulla Gazzetta ufficiale; dopodiché gli Stati membri avranno 18 mesi per adattarsi alle nuove disposizioni.

Si tratta di una piccola rivoluzione poiché si parla di qualche comodità in più per i cittadini e minori obblighi burocratici per le imprese. "Dopo difficili negoziati sono molto soddisfatto del fatto che siamo riusciti ad accordarci su tassi di raccolta ambiziosi, ma raggiungibili. L'Europa adesso recupererà più materiale grezzo, il che è un'ottima notizia sia per l'economia sia per l'ambiente" ha dichiarato il relatore Karl-Heinz Florenz (PPE, DE), dopo il voto per alzata di mano.

e-waste

L'obiettivo è quello di raggiungere entro il 2016 una raccolta di rifiuti elettronici pari a 45 tonnellate per ogni 100 tonnellate di beni hi-tech smerciati nei tre anni precedenti. Nel 2019 poi la quota dovrà raggiungere almeno l'85%. In ogni caso il primo grande risultato è stato quello di prevedere per i grandi negozi (dai 400 metri quadrati in su) l'obbligo al ritiro gratuito di smartphone e piccoli dispositivi (senza acquisti abbinati) . Insomma, appena l'Italia recepirà la nuova direttiva sapremo di avere un'alternativa rispetto alle aree ecologiche comunali. 

Da rilevare che la UE ha pensato anche a un obbligo per i produttori, ovvero individuare in sede di progettazione opzioni che agevolino il riciclaggio. Non da meno gli esportatori avranno ogni responsabilità sulle spedizioni. Si punta insomma a mettere un freno al traffico illegale. Oggi si stima ad esempio che il 70/80% dell'e-waste vada a finire senza troppi controlli nei paesi in via di sviluppo, con gravi effetti collaterali per l'ambiente e le popolazioni.

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Commenti

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1/5 avanti    
makoblaster 23/01/2012 14:45
 
Proprio questi giorni cercavo come smaltire il mio vecchio PC
Human_Sorrow 23/01/2012 14:51
 
+3 
... dopodiché gli Stati membri avranno 18 mesi per adattarsi alle nuove disposizioni.

Lo vedremo fra un anno e mezzo ...
g.dragon 23/01/2012 14:54
 
+56 
scusate ma era proprio così obbligatorio mettere nel titolo il nome di un negozio esistente anche quando non ce ne era necessariamente bisogno..
Haylander 23/01/2012 14:55
 

 Originariamente inviata da makoblaster

Proprio questi giorni cercavo come smaltire il mio vecchio PC



io fino adesso chiamavo l'ente che si occupa dello smaltimento rifiuti locale e me lo veniva a prendere a casa.
Haylander 23/01/2012 14:55
 
+12 

 Originariamente inviata da g.dragon

scusate ma era proprio così obbligatorio mettere nel titolo il nome di un negozio esistente anche quando non ce ne era necessariamente bisogno..



ti quoto! pare quasi pubblicità occulta (e neanche tanto ) !
Tsaeb 23/01/2012 15:03
 
giusto ieri ho visto un documentario in cui mostravano come a San Francisco riciclano il 78% dei rifiuti urbani, un altro pianeta, però questa notizia mi fa ben sperare per l'Europa.
nba78 23/01/2012 15:05
 
+3 
Che bello,quindi in pratica io oltre che a lavorare in un negozio di elettronica,lavorerò anche in una discarica............
TROJAN 23/01/2012 15:13
 
+5 
In Svizzera è prassi da... mah forse 20 anni... Troppo avanti a Bruxelles
Moderatore: Dario D'Elia 23/01/2012 15:15

 Originariamente inviata da g.dragon

scusate ma era proprio così obbligatorio mettere nel titolo il nome di un negozio esistente anche quando non ce ne era necessariamente bisogno..



con pochi caratteri a disposizione era l'unico modo per fare capire che solo nei grandi negozi come mediaworld si potrà godere di un servizio di questo tipo.

in ogni caso, questo tipo di servizio sarà un peso e non un vantaggio per la grande distribuzione. quindi un titolo così è + probabile che possa dare fastidio invece che rendere felici.

g.dragon il tuo vedere sempre del marcio sulle cose mi lascia perplesso.

d.
CivettaLibera 23/01/2012 15:17
 
+6 
Regalateli a me a questo punto
1/5 avanti    
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