Microsoft, Yahoo e Amazon hanno deciso di unirsi per opporsi a Google sul fronte dei libri digitali. Le motivazioni date dalle tre aziende sembrano piuttosto nobili: "Il patrimonio culturale dell'umanità non può finire sottochiave nei server di Google", ma probabilmente la ragione è più semplice, ossia impedire a Big G di accaparrarsi una fetta troppo grossa del mercato dei libri digitali, che secondo molti sarà molto remunerativo nei prossimi anni.

La notizia arriva pochi giorni prima del 4 settembre, termine ultimo per presentare eventuali rimostranze sull'accordo siglato tra Google ed editori americani, grazie al quale l'azienda potrà digitalizzare e gestire liberamente milioni di volumi, con una discrezionalità quasi assoluta, riconoscendo gran parte dei benefici derivati agli editori.
La Open Content Alliance, nome della triplice alleanza, punta proprio a portare in tribunale questo accordo, ma non per fermare Google. L'idea è di estendere a chiunque digitalizzi libri i diritti concessi a Big G. Agli interessi commerciali delle tre aziende, infatti, si aggiungono quelli meno sospetti di diverse associazioni no profit.
Qual è la reale entità del "rischio monopolio" legata a Google Books? In questa partita, Google è il male e Microsoft il bene?
Ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione.
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Commenti dei lettori (14)
non credo che pino se la prenda se gli dai del tu, ma, per questa frase specifica, è del tutto innocente.
Scusa, non avevo visto che gli autori erano due, allora giro la domanda anche a te :)
cmq ero ironico eh...
se poi la riflessione degenera in flame non mi assumo nessuna responsabilità. Di certe cose è giusto parlare, sul "come" non mi pronuncio.
Ciao
pensare però al rischio che in futuro tutta la letteratura mondiale potrebbe essere affidata ai server di una sola azienda spaventa molto, sia per il discorso che diventerebbe davvero un "grande fratello", sia perchè è un'azienda e come tale prima dei buoni propositi come obiettivo ha il guadagno...
e nei loro server che cambierebbe? Se questo è lo spirito, si crei un organismo ad hoc che non sia legato ad aziende che hanno interesse in quel settore (leggasi non interferenza con l'idea di cultura libera e gratuita).
Non per niente amazon vende libri, e il fatto che google li metta a disposizione gratuitamente non gli piace. Voi direte, ce ne sono alcuni gratuiti su amazon. Si, per kindle, che guarda caso lo compri da amazon...
Con questo che voglio dire? Che Google non sarà un santo e che anche lui pensi al profitto, ma lo fa in modo da non "attingere" dalle persone che visitano i suoi siti (li prende dalla pubblicità che fino a ora non ha preso soldi a nessuno di noi).
Al contrario, Ms e Amazon guadagnano direttamente dagli utenti, e quindi, dovendo scegliere tra i due, sicuramente preferirei un modello di buisness che è più basato sulla gratuità
Per cui la critica andrebbe anche bene, ma visto che arriva solo da chi fa concorrenza a google mi pare solo la solita mossa per chi si è accorto tardi di un affare.
PS: visto che son tanto preoccupati per il patrimonio culturale, perchè non l'hanno fatto prima loro? Secondo me sono preoccupati solo dei loro soldi.
(è come se bmw e honda dicessero che fiat non può comprare opel e che lo faranno loro...)