
Google ha modificato la propria attività in Cina. Da oggi chi si collega alla versione cinese del motore di ricerca non sarà più ridiretto automaticamente a quello di Hong Kong, ma portato a un pagina intermedia con un'immagine. Un'ulteriore click porta nuovamente a Google.com.hk.
In questo modo, spiega il dirigente David Drummond, Google spera di convincere le autorità cinesi a rinnovare il permesso per esercitare l'attività nel paese. L'autorizzazione attuale scade infatti domani, e l'azienda ritiene che il ridirezionamento sia una violazione delle norme vigenti, e offrirebbe a Pechino una scusa per bloccare l'accesso al servizio. Non è detto però che la soluzione trovata soddisfi le richieste governative.
Google Cina
Google ha tecnicamente abbandonato il territorio cinese lo scorso marzo (Google lascia la Cina, è ufficiale), in reazione agli attacchi informatici subiti alla fine dell'anno scorso, e di cui fu data notizia a gennaio (Google reagisce ai cyber-attacchi e sfida la Cina). Fu subito chiaro che gli attacchi erano partiti dal territorio cinese, e molti pensarono ad un coinvolgimento diretto del governo. L'ultima ipotesi però non è mai stata dimostrata, né probabilmente lo sarà mai.
Le indagini proseguono tuttora, ma Google ha colto l'occasione per prendere una posizione etica a difesa della propria immagine. Spostando il motore di ricerca a Hong Kong infatti si può permettere di non filtrare i risultati, cosa che invece è obbligatoria per chi opera all'interno dei confini cinesi. Poco importa che anche la città-stato sia ufficialmente parte integrante della Repubblica Cinese dal 1997, poiché vigono norme differenti.
Google è quindi nella posizione di affermare che non censura i risultati, e non che si piega ai capricci del governo. L'azienda in questo modo ottiene un grande guadagno d'immagine, la cui eco si fa sentire in tutto il mondo. Non solo gli utenti, ma anche diversi politici statunitensi hanno infatti citato Google come un esempio da seguire. Il prezzo da pagare è però molto alto: rinunciare al più grande mercato del mondo è un colpo molto duro.
Homepage di Google Cina - Clicca per ingrandire.
Per questo Google cerca di tenere un piede in due scarpe. La nuova pagina potrebbe essere l'unica eredità dell'esperienza cinese dell'azienda. Almeno per quanto riguarda la ricerca online. YouTube, Sites, Blogger, Picasa, Docs e Groups sono infatti totalmente o parzialmente bloccati, come si può verificare su questa pagina.
Impossibile dire se l'iniziativa di Google avrà successo. La licenza però scade domani, quindi non dovremo attendere a lungo per conoscere il destino di google.cn. Lasciamo a voi il giudizio sull'operato dell'azienda: si potrebbe pensare che Google stia ammorbidendo il proprio approccio, ma anche apprezzare l'estremo tentativo di offrire agli internauti cinesi una ricerca non censurata. Dite la vostra nei commenti (possibilmente senza esagerare).
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Fino a che non cambia la mentalità del governo cinese,google fa bene ad andarsene e non tornare,e se fossi nei panni di altre aziende (yahoo,microsoft,virgilio,apple,ecc) fare lo stesso.....vorrei vedere poi se la cina riesce ad andare avanti....collasserebbe dopo 3 giorni...

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