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Google: la censura è in aumento in tutto il mondo

14:49 - 21 aprile 2010 di Pino Bruno, Valerio Porcu

Google ha deciso di rendere pubbliche le richieste dei governi, e di far vedere a tutti chi chiede i dati degli utenti e la rimozione dei contenuti, e quanto. Stando all'azienda, i tentativi di censura, nel mondo, sono in preoccupante aumento.

"La censura nel mondo sta aumentando , dice il capo dell'ufficio legale di Google, David Drummond, sul blog ufficiale,  e oggi quaranta governi impongono la rimozione di informazioni su Internet, contro i quattro che lo facevano nel 2002". Google ha messo a disposizione di tutti una mappa dinamica che elenca le richieste ricevute dai governi di tutto il mondo nella seconda metà dell'anno scorso, per rimuovere contenuti dai risultati delle ricerche fatte con il suo motore.

Censura in aumento nel mondo.

In testa c'è il Brasile con 291, poi c'è la Germania di Angela Merkel con 188, l'India con 142, gli Stati Uniti di Obama con 123. L'Italia è settima con 57. Il Brasile è primo anche per le richieste di dati personali a quota 3663, seguito da Stati Uniti con 3580 e Gran Bretagna con 1166. L'Italia e' sesta con 550.

Nella classifica non compare la Cina, finita più volte nel mirino per la censura su Internet. Sulla mappa al posto del numero corrispondente appare un punto interrogativo e la seguente spiegazione: "La Cina considera la richieste di censura segreto di stato, non possiamo quindi fornire questa informazione al momento".

"Ovviamente non tutte le richieste che ci arrivano dai governi sono illegittime, sottolinea David Drummond,  alcune riguardano la tutela della privacy e dei minori, altre sono utili a scopi investigativi. In generale però noi crediamo che più trasparenza a livello globale contribuisca a ridurre la censura e per questo abbiamo lanciato questo nuovo strumento che contiamo di aggiornare ogni sei mesi".

La mappa permette di vedere richieste di dati e di rimozioni - Clicca per ingrandire.

Insomma, Google, con questa iniziativa di trasparenza, cerca di farsi perdonare lo scivolone di Google Buzz sulla privacy, e forse anche di far dimenticare che ha subito il furto di Gaia, la tecnologia che gestisce gli accessi a Gmail e ad altri servizi (Gaia rubata, tutti gli account Google sono in perico).

Quali che siano le ragioni di Google, è comunque un bene che una grande multinazionale difenda la causa della libertà d'espressione, sempre più in pericolo in tutto il mondo. Se gli interessi economici di un'azienda, per una volta, coincidono con quelli della democrazia, non c'è nulla di male.

Ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione.

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Commenti

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1/3 avanti    
graphixillusion 21/04/2010 14:57
 
E poi il capro espiatorio era solo la Cina...
Buby84 21/04/2010 14:59
 
mi paicerebbe sarepere quali siti sono censurati in italia
alfa33 21/04/2010 14:59
 
MA i segreti di stato cinesi sono segreti solo secondo le leggi cinesi e quindi applicabili solo sul loro territorio no? ... ormai google se ne e' andata da li quindi qual e' il problema?
mrgamer 21/04/2010 15:00
 
non c'è la quantità di richiesta di rimozione della cina, ma probabilmente sarebbe di un ordine di grandezza vastamente maggiore di qualsiasi nazione occidentale

questo era il problema, suppongo.
Tsaeb 21/04/2010 15:01
 
"Se gli interessi economici di un'azienda, per una volta, coincidono con quelli della democrazia, per una volta, non c'è nulla di male."

nella frase viene ripetuto 2 volte "per una volta".

Lodevole iniziativa da parte di Google... per una volta l'Italia è 6° in classifica! looool
Usul 21/04/2010 15:03
 
Sarebbe utile avere un rapporto fra siti censurati e numero di connessioni nel paese. Mi dà l'idea che ci sarebbero molte sorprese.
Gli USA sono già una: vista la mania americana per le cause mi sarei aspettato molti più siti.
Valerio Porcu 21/04/2010 15:05
 

 Originariamente inviata da alfa33

MA i segreti di stato cinesi sono segreti solo secondo le leggi cinesi e quindi applicabili solo sul loro territorio no? ... ormai google se ne e' andata da li quindi qual e' il problema?



Non proprio. Google ha spostato la ricerca a Honk Kong, che è territorio cinese semindipendente con leggi speciali. Nell'area del governo pechinese, però, ha ancora diverse attività, come il mercato Android.
E comunque un'azienda qualsiasi non può violare i segreti di stato di nessun paese. Almeno non "senza problemi".
NIB90 21/04/2010 15:07
 

 Originariamente inviata da Buby84

mi paicerebbe sarepere quali siti sono censurati in italia



Mi associo!
In Russia meno di 10, chissà cosa ne pensano gli ammeriggani!
Tsaeb 21/04/2010 15:08
 

 Originariamente inviata da Usul

Sarebbe utile avere un rapporto fra siti censurati e numero di connessioni nel paese. Mi dà l'idea che ci sarebbero molte sorprese.
Gli USA sono già una: vista la mania americana per le cause mi sarei aspettato molti più siti.



come precisato dall'articolo a volte le richieste di censura sono a fin di bene, per combattere pedofilia, pirateria o altro. In effetti il numero andrebbe rapportato alla popolazione internet del paese preso in esame, è ovvio che paesi largamente popolati superino quelli meno popolati o meno sviluppati a livello di internet.
Flat Eric 21/04/2010 15:18
 
Se leggete nei dettagli, sono solo 2 i termini vietati nella ricerca Google, e credo che siano probabilmente termini legati ai crimini pedopornografici (giustamente).

Solo 8 blogger sono stati bloccati, di cui 7 da ordinanza giudiziale (quindi a regola dovrebbero trovarsi i nomi e le motivazioni)

Di contro gli US ad esempio hanno 25 termini vietati nella ricerca web, e la Germania addirittura 98 (molti saranno probabilmente per apologia nazista).
1/3 avanti    
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