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Google mette nel sacco Vuitton, AdWords è salvo

12:53 - 23 marzo 2010 di Dario D'Elia

La Giustizia UE ha riconosciuto la correttezza di Google AdWords nella gestione dei nomi dei marchi nei link sponsorizzati. Vuitton, Viaticum e Eurochallenges potranno rivalersi solo sugli inserzionisti, ma in ogni caso dovrà decidere la giustizia francese analizzando ogni singola controversi.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che Google non viola i diritti dei marchi del lusso, e non solo, quando consente a inserzionisti terzi di acquistare parole chiave correlate agli stessi. Ecco quindi l'epilogo della causa intentata da Vuitton (Kenzo, Fendi, Loewe, etc.), Viaticum e Eurochallenges nei confronti della piattaforma pubblicitaria Google AdWords, presunta responsabile di abusi nell'utilizzo dei "link sponsorizzati".

Adwords a volte è difficile da capire


In pratica, acquistando i "nomi" dei marchi o di prodotti conosciuti gli inserzionisti online possono favorire la visibilità dei propri siti – anche se direttamente concorrenti di Vuitton e gli altri. La Corte di Cassazione francese non riuscendo a dipanare la questione aveva interpellato la Giustizia Comunitaria. Oggi è arrivato il pronunciamento ufficiale: in pratica, se un marchio è stato utilizzato su Google come parola chiave dalla stessa azienda proprietaria il suo diritto esclusivo decade sulla piattaforma. Ovviamente l'azienda può rivalersi nei confronti dell'inserzionista (quindi non Google) nel caso in cui la sua "visibilità" sia caratterizzata esclusivamente dal peso del termine/marchio acquistato.

I giudici nazionali – in questo caso francese – dovranno valutare quindi ogni singola controversia per eliminare ogni rischio di violazione delle funzioni del marchio, che di fatto indica l'origine dei prodotti.
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Commenti

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Dav1de 23/03/2010 12:59
 
è fantastico come la tecnologia faccia scrivere intere pagine di diritto... tra un po' a giurisprudenza si studierà "diritto virtuale"
diemme75 23/03/2010 13:01
 
Un po' in controtendenza rispetto ad altre sentenze recenti ma la trovo giusta. Google non puo' essere responsabile di tutto quello che le passa sotto mano. Se dovesse controllare anche ogni singolo termine e parola chiave dei siti sarebbe una matassa impossibile da sbrogliare (oltre che un rallentamento enorme nella pubblicazione e nell'inserimento degli Adwords).
P.S. DEVE essere come per i giornali di inserzioni, il responsabile e' chi mette l'annuncio, non il giornale che pubblica se l'annuncio non e' esplicitamente illegale (droga, armi, etc., controlli che Google fa gia')
gra 23/03/2010 13:03
 
La cosa triste è che nessuno si metta di buzzo serio a legiferare ad-hoc, ma si tenti sempre di applicare leggi tradizionali spesso inadeguate a questo "nuovo" settore.
waccos 23/03/2010 13:03
 

 Originariamente inviata da Dav1de

è fantastico come la tecnologia faccia scrivere intere pagine di diritto... tra un po' a giurisprudenza si studierà "diritto virtuale"



ci sono già professionisti specializzati in "diritto informatico"
Domy73 23/03/2010 15:27
 
Ops si infatti avevo postato nella scheda sbagliata avevo più di una scheda aperta nel mio browser é non so come mi son distratto vi prego di scusarmi.

 Originariamente inviata da g.dragon

temo tu abbia sbagliato post..l'articolo su google cina è in basso..(x quanto pubblicato precedentemente)..qui parliamo d google ma in un altro tema..lo so è facile confondersi cobn questo google presente dovunque(lol)


Grazie per la segnalazione
g.dragon 23/03/2010 16:42
 

 Originariamente inviata da Domy73

La Cina in questo momento ha completamente bloccato l'accesso a Google Hong Kong,
d'altra parete era evidente che prima o poi accadesse.
Secondo me per i cinesi non cambia un gran che.
Erano e saranno controllati dal partito, anche usando Google Hong Kong e digitando frasi delicate il Firwall cinese li bloccherà.
Ai cinesi e stato detto che Google ha chiuso in china a causa del mancato guadagno e molti cittadini ci credono a causa della disinformazione.
In Italia non manca mica poco vi faccio un esempio l'altro giorno su questo forum un utente mi raccontava come Berlusconi aveva affrontato il terremoto del Aquila, era evidente che era totalmente disinformato dalla TV di parte.
Anche perché fa più di un ano che ogni Domenica fanno lo sciopero delle carriole ma ai TG se ne parla poco o niente, il paese e ancora sommerso dalle macerie.
Tutto questo per farvi notare a che punto siamo in Italia.

temo tu abbia sbagliato post..l'articolo su google cina è in basso..(x quanto pubblicato precedentemente)..qui parliamo d google ma in un altro tema..lo so è facile confondersi cobn questo google presente dovunque(lol)
cmq la prima(nn credo sia la prima) causa google la ha già vinta...speriamo vinca pure le altre che al moento ne ha su piu di 10
Zakmacraken 23/03/2010 23:00
 

 Originariamente inviata da Dav1de

è fantastico come la tecnologia faccia scrivere intere pagine di diritto... tra un po' a giurisprudenza si studierà "diritto virtuale"



Ovviamente già accade, ma non in Italia, dove il retaggio dell'economia industriale è così forte da non contemplare nemmeno l'ipotesi che in un mercato fatto di 6 miliardi di persone, oggi i soldi si fanno con le idee e non producendo maglioni.

Le università italiane sono così indietro che spesso quello che insegnano è preistoria, completamente slegate dall'incedere veloce della realtà. E questo succede sia per materie "classiche" (il diritto), sia per materie "moderne" (informatica). In quest'ultima mi è capitato di vedere riferimenti all'epoca della genesi dei calcolatori, trattati come se si trattasse dell'ultimo grido. Certo quando la propria formazione finisce con la laurea presa, questo è quello che succede.
   
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