Google Music è stato inaugurato poche ore fa negli Stati Uniti. Come previsto si tratta di una grande piattaforma online per la vendita di tracce musicali che sfrutta tutte le potenzialità della tecnologia cloud. In pratica oltre alla possibilità di scaricare la musica sul proprio PC sono previste opzioni di streaming su più dispositivi e condivisione attraverso il social network Google+. L'azienda non a caso parla della possibilità di "scoprire, acquistare, condividere e godere della musica digitale in modalità innovative e personalizzate".
"Hanno dovuto fare il loro ecosistema per attirare i consumatori analogamente ad Amazon e Apple", ha spiegato al New York Times Michael Gartenberg, analista di Gartner. "I servizi cloud personali sono chiave per la domanda dei consumatori. Quindi è normale che Google debba giocarsela qui. Ma dato che sono in ritardo lo devono fare in un modo solo".
Google Music
Google Music infatti sfrutta Android Market, a conferma di quanto si mormorava a febbraio, e quindi nasce per approfittare anche dell'incredibile base utenti del mondo mobile e domani tablet. La partenza in ogni caso è con il botto perché grazie agli accordi con EMI, Universal, Sony Music e altri editori (non Warner almeno per ora) l'offerta è di ben 13 milioni di tracce audio. Si parla di artisti del calibro dei Rolling Stones, Coldplay, Pearl Jam, etc. Per di più in questa fase promozionale è prevista una traccia in regalo ogni giorno, da scegliere all'interno di un gruppo selezionato. La nota negativa è che gli attuali accordi licenziatari non rendono Google Music accessibile oltre i confini statunitensi.
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A distanza di due giorni dalla presentazione di iTunes Match il pensiero non può che correre ad Apple. "Altri servizi di cloud music ti costringono a pagare per ascoltare la musica che già possiedi", ha risposto Jamie Rosenberg, dirigente di Google. "Noi no". E infatti il backup su cloud del colosso di Mountain View è gratuito e consente di trasferire online il proprio completo archivio musicale (massimo 20mila tracce). Purtroppo questa procedura potrebbe risultare inizialmente un po' lunga, considerato che si tratta di un vero e proprio "uploading". La buona notizia è che ogni TAG, nominazione o dettaglio legato ai file rimarrà intatto.
Per quanto riguarda l'aspetto commerciale bisogna ricordare che le singole tracce audio si pagano 69 centesimi, 99 centesimi o 1,29 dollari, mentre un album completo costa circa 10 dollari. Nello specifico si tratta di file MP3 a 320 kbps.
Da rilevare poi che gli acquisti si effettuano tramite Google Checkout e quindi una procedura che prevede l'uso della carta di credito, ma se si è clienti dell'operatore T-Mobile l'addebito avviene direttamente sul conto telefonico.
Dopo l'acquisto le tracce audio volendo si possono condividere con gli amici su Google+. L'aspetto interessante è che il proprio archivio su cloud è accessibile anche tramite i dispositivi Android (almeno 2.2) - a patto ovviamente che dispongano dell'App Google Music. Purtroppo per ora non è possibile acquistare tramite cellulare, ma Google ha assicurato che questo rappresenta il prossimo passo evolutivo.
Infine, considerato il coinvolgimento di numerose case editrici indipendenti è stato creato un servizio per gli artisti ancora sconosciuti o indipendenti. Con una spesa forfait di 25 dollari potranno disporre degli strumenti per creare pagine Web personalizzate da inserire nel circuito Google Music. L'idea nasce anche per consentire la vendita delle proprie tracce e album in autonomia.

Commenti dei lettori (18)
Se questo progetto non è una bomba, non so come definirlo ...
Praticamente un colpo al cuore per MySpace Music, con l'aggiunta poi di pagine promozionali Google Plus è davvero un servizio completo e competitivo, per artisti emergenti sarà ancora più facile farsi conoscere...
Io già oggi ho calcolato che se dopo 2 anni di Android volessi passare chessò ad un windows phone, dovrei pagare più di 100 euro solo per riavere tutte le app che ho già acquistato per il mio telefono Google. Cosa succederà quando avremo film, musica, software e tutto legati ad un account di una grande multinazionale?
Perdere una password potrebbe significare perdere migliaia di euro. O peggio, cambiare "operatore" potrebbe voler dire buttare anni di investimenti ed essere molto traumatico. E non parlatemi di interoperatività, sappiamo bene tutti come la pensano aziende come Apple, Facebook o simili sulla proprietà dei dati.
Secondo me il Cloud è una bella cosa, utile, funzionale, ma ha anche enormi difetti intrinsechi. Io dico che il modello fallirà, il prossimo step sarà il cloud personale.
Quando tutti avremo una connessione a 40-60Mbit, allora avrà senso avere un pc always on con tutta la NOSTRA musica, i NOSTRI film e documenti, tutti acquistati nei modi più disparati e comunque accessibili da ogni dispositivo.
Forse non avremo la sicurezza dei datacenter di Google o uptime del 99.9%, ma almeno avremo un vero controllo su ciò che abbiamo pagato.
Finchè non abbatteranno i prezzi almeno a massimo 0,49 cent a pezzo e a massimo 4,99 per l'album completo continuerà a esserci sempre un botto di gente che scaricherà a babbo.
anche se il gigante "buono" non mi pare farà chissà che prezzi...
Perchè iTunes si paga?
Poi scusa, "free" di cosa?
Un album 10 euro è free? Free è un album GRATIS non a 10 euro.
Capisco che però c'è scritto "google" e quindi è il buono che va contro i cattivi e va tutelato...
poi io non ho mai comprato un cd, piuttosto pago 50euro un concerto,