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Google non censura i link pirata, major furibonde

13:41 - 16 febbraio 2012 di Elena Re Garbagnati

Le associazioni che fanno capo ai gruppi discografici potrebbero denunciare Google perché non collabora attivamente alla lotta contro la pirateria. Poco importa che abbia fornito gli strumenti per combatterla, le major vogliono che censuri i risultati delle ricerche che rimandano a siti con contenuti illegali.

Google è ancora nel mirino delle associazioni dei gruppi discografici, che a quanto pare starebbero valutando l'eventualità di fare causa all'azienda di Mountain View con l'accusa di trarre profitto dalla pirateria e di ostacolare gli sforzi dei titolari dei diritti d'autore per ridurre la disponibilità di contenuti illegali in Rete. La notizia, pubblicata oggi da Torrentfreak, riferisce che IFPI e RIAA avrebbero chiesto un "parere giuridico preliminare strettamente confidenziale" per trovare un modo per "obbligare Google a intensificare gli sforzi anti-pirateria, anche tramite una causa giudiziaria".

Google è accusata dalle major discografiche di non combattere la pirateria

La schermaglia fra le case discografiche e Google prosegue ormai da molto tempo. Nel dicembre 2011 l'IFPI puntava per l'ennesima volta il dito contro Google perché non aveva mantenuto le promesse di collaborare attivamente per ostacolare la pirateria, e di trarre profitto dalla pubblicazione di contenuti illegali. Fra le richieste c'era quella, solita, di far scomparire alcuni domini dai risultati delle ricerche perché si tratta di siti noti per la violazione di copyright.

Le novità sono trapelate da un documento che ha fatto il giro dei dirigenti dell'industria musicale e in cui si legge che "IFPI, in coordinamento con la RIAA, sta continuando i negoziati con Google per cercare di ottenere una migliore cooperazione in vari settori dell'anti-pirateria", a indicazione che quella della denuncia formale è un'ipotesi ancora lontana, nonostante "l'IFPI abbia ottenuto un parere giuridico preliminare strettamente confidenziale nel mese di luglio 2011 sulla possibilità di presentare una denuncia contro Google per abuso di posizione dominante, vista la distorsione del mercato a svantaggio della musica online legittima, che nelle ricerche di Google finisce alle spalle dei siti illegali".

Si chiede che il motore di ricerca censuri i risultati che rimandano a siti con contenuti illegali

Va ricordato che Google ha fornito alle case discografiche una speciale interfaccia per fare ricerche di massa e individuare i siti che pubblicano contenuti in violazione di copyright, e che usandola l'IFPI ha trovato 460.000 risultati tra agosto e dicembre 2011 e molti, fra cui siti di blogger, sono stati segnalati alle forze dell'ordine e/o chiusi proprio per volere dell'industria musicale.

A quanto pare tutto questo non è sufficiente; nello stesso documento ci si lagna perché "Google continua a non dare la priorità ai siti legali di musica rispetto a quelli illegali nei risultati delle ricerche, sostenendo che il suo algoritmo si basa sulla rilevanza dei siti per i consumatori". In altre parole, l'IFPI accusa Google di pratiche anticoncorrenziali, dato che si rifiuta di censurare i risultati della ricerca a favore dell'industria musicale. Parole forti e senza precedenti, se dovessero arrivare davvero davanti a un giudice. Siamo sicuri che la censura sia la strada giusta? Non si rischia di creare un pericoloso precedente che potrebbe torcersi contro la libertà della Rete?

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Commenti

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1/4 avanti    
Robby921242 16/02/2012 14:04
 
Prima o poi Google cederà... E la cosa che rode di più è che qua in Italia non abbiamo una vera alternativa, Bing qui usa ancora MSN Search.
makoblaster 16/02/2012 14:07
 
+21 
Ma che cagata, scusate è come l'elenco telefonico, se io sono alla A e faccio cose illegali, uno è alla Z e fa cose legali, non puoi denunciare Pagine Bianche solo perché sei svantaggiato.
alex3me 16/02/2012 14:16
 
+5 
Ho una domanda forse stupida, se google censurasse i risultati, non è che i pirati si mettano ad utilizzare bing, yahoo e compagnia bella per cercare materiale pirata?
e comunque ci vorrebbe ben altro che queste cosette qui...
iniziamo con l'abbassare i prezzi ed aumentare gli stipendi magari
marselino 16/02/2012 14:17
 
+1 

 Originariamente inviata da alex3me

Ho una domanda forse stupida, se google censurasse i risultati, non è che i pirati si mettano ad utilizzare bing, yahoo e compagnia bella per cercare materiale pirata?


Certamente, ma alle major non importa, perchè il lavoro deve comunque farlo Google... per loro sarebbe lotta "aggratis" alla pirateria
neo 16/02/2012 14:17
 
+17 
dove sta scritto che google deve contribuire all' anti-pirateria? google è un motore di ricerca, non un poliziotto del web e poi non può influenzare direttamente i risultati delle ricerche solo perchè RIAA e MPAA hanno detto che è illegale....

http://www.youtube.com/watch?v=0dRdToiQdtQ
silver23 16/02/2012 14:18
 
Volendo può censurare solo in USA, basta che una sola home di google sia libera ed è fatta. Tipo islanda. IMHO
marselino 16/02/2012 14:22
 
+3 
"la distorsione del mercato a svantaggio della musica online legittima, che nelle ricerche di Google finisce alle spalle dei siti illegali"

Ci sono migliaia di aziende che si occupano di alzare il rating dei siti nei motori di ricerca, possibile che della "gentaglia pirata" sia in grado di scavalcare certe aziende così facilmente?

Se siete sotto mie care case discografiche vuol dire che ve lo meritate e non volete spendere nemmeno un centesimo.
g.dragon 16/02/2012 14:27
 
+1 
ma perché non fanno un operazione in grande stile come hanno fatto con megaupload??
a già contro google non vincerebbero mai.

cmq non vedo il problema basta pagare a Google i servizi di sponsor e l'azienda legale sarà il primo risultato della ricerca.
Ma forse queste aziende vogliono tutto aggratis.
JackZR 16/02/2012 14:34
 
A me sembra una stupidaggine, anzi visto che viene dalle major è sicuramente una stupidaggine, a parte che la corte di giustizia europea ha appena detto no ai filtri anti-pirateria sugli ISP e quindi non vedo perché si dovrebbe applicare una cosa simile ad un motore di ricerca, ma Google offre un servizio del tutto lecito, se le major vogliono che certi contenuti vengano filtrati o pagano profumatamente Big G (ma non credo accetterebbe cmq) o visto che tanto si rifiuta che si rivolgano ad un altro motore di ricerca o che se ne facciano uno loro visto che i soldi di certo non li mancano.
E' come se la FIAT denunciasse pagine gialle perché elenca meccanici non autorizzati, è semplicemente ridicolo...
hardstyler 16/02/2012 14:34
 
giusto! non incassano perchè non vendono e 1 copia pirata = 1 vendita in meno (solita roba da bar..) facciamo causa a google, migliardi nè ha tanti, ne darà anche a noi un pochi no!

Ci vogliono menti nuove con ragionamenti nuovi! Il mondo è cambiato con internet e quindi cambino anche loro e la smettono di vivere aspettando che i soldi gli cadono in testa senza fare assolutamente nulla.
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