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Google Screenwise ti paga se ti lasci spiare online

15:42 - 9 febbraio 2012 di Dario d'Elia

Google Screenwise è un nuovo progetto pilota che sperimenta il pagamento in dollari in cambio della rinuncia alla privacy online. I primi test coinvolgeranno utenti statunitensi volontari.

Google Screenwise è un incubo orwelliano: che dire di un servizio che in cambio della propria privacy online regala qualche dollaro al mese? Va bene che siamo ancora in una fase sperimentale e che l'adesione al programma è completamente volontaria, ma in ogni caso gli elementi di dibattito non mancano. 

Martedì scorso Google ha recapitato a un ristretto numero di utenti una lettera di presentazione del nuovo programma Screenwise, sottolineando che si trattava di uno strumento per tracciare il traffico personale generato online. Il tutto ricompensato con 5 dollari di buono acquisto Amazon per l'iscrizione e altri 5 dollari ogni tre mesi di adesione. Questa versione richiedeva esclusivamente un account Google attivo e il browser Chrome per l'istallazione dello specifico plugin. Pare che in poche ore abbiano raccolto un numero sufficiente di adesioni per iniziare il test.

Il Data Collector

La cosa più preoccupante però è che esiste un altro programma Screenwise ancora più evoluto per i membri di Knowledge Networks, una società che realizza sondaggi e ricerche di mercato affidandosi a gruppi selezionati di persone. In questo caso a chi aderisce verrà consegnato un dispositivo da installare in casa che per al massimo un anno monitorerà ogni operazione online dell'utente. Il compenso sarà di 100 dollari per l'iscrizione e 20 dollari al mese per il disturbo.

Google, in base a quando si legge nella lettera, condividerà i dati aggregati raccolti con terze parti come "istituzioni accademiche, inserzionisti, editori e reti TV". Le note sottolineano che ogni informazione raccolta sarà "personalmente identificabile" a eccezione degli indirizzi https e la navigazione in modalità "incognito". In pratica sarà quasi tutto tracciato, e alcuni elementi sensibili resi anonimi e non correlabili alla persona.

La letterina di Google - Clicca per ingrandire

Il potenziale di questo strumento marketing è devastante: potrebbe far sbavare gli inserzionisti e i produttori di contenuti, e allo stesso tempo infuocare gli animi delle associazioni per i diritti digitali. Alcuni potrebbero pensare che la libertà di scelta del consumatore/utente dovrebbe essere l'unica discriminante.

Il problema è che la mercificazione di un diritto rischia di produrre una sorta di borsino dello stesso. La privacy in pratica potrebbe diventare merce soggetta a prezzi da libero mercato, quando invece la Legge (e il buon senso) dice che esiste una soglia minima sotto la quale c'è solo la giungla.

Google in questo caso sta proprio giocando con il fuoco, e gli uomini rischiano di rimanerne così ipnotizzati da ritornare in quelle caverne dove un tempo giocavano con le ombre.

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Commenti

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1/3 avanti    
xhogan89x 09/02/2012 16:00
 
+46 
cioe, mi pagano per andare sui siti porno! è un sogno che si realizza no?
pisqua 09/02/2012 16:00
 
+4 
Mah, il dibattito è solo agli inizi; non mi sembra però una grande novità, è un po' come i dati auditel. certo però che per 5 euro al trimestre non gli farei vedere neanche dove abito...

Pensando che google guadagna più di 20 euro per utente singolo all'anno e che l'approccio usato è di tipo statistico, per sapere queste informazioni dovrebbe pagare almeno 100 euro al mese. Allora sarebbe almeno una cosa appetibile ed equa.
Razzo 09/02/2012 16:00
 
+1 
100 euro per iniziare + 20 euro al mese.. se uno ha più PC si potrebbe fare. Nel primo ci piazzi una VPN e nello spiato i giochi
ZEB-DEMON 09/02/2012 16:01
 
+12 
"Della morale cosa ci resta? C'è gente che si vende per un chilo di pasta.." cit. Brigantini
ZEB-DEMON 09/02/2012 16:03
 
+2 
btw.. quello da 20euro al mese, con la soluzione incognito+https non tracciati non è male.. anche se io non penso lo farei.
Yrrah 09/02/2012 16:03
 
+22 
Finchè rimane completamente opzionale son cavoli di chi decide di vendersi la vita privata per pochi spicci... basta che chi non aderisce venga totalmente tutelato, nel senso che se il mio migliore amico si vende la vita privata, non vorrei che automaticamente il mio nome finisca chissà dove.
Tsaeb 09/02/2012 16:07
 
+4 
qualcuno inventerà subito un programma che simula la navigazione online di un utente, così da lucrare a muzzo sul sistema...
trinitazx 09/02/2012 16:08
 

 Originariamente inviata da pisqua

Mah, il dibattito è solo agli inizi; non mi sembra però una grande novità, è un po' come i dati auditel. certo però che per 5 euro al trimestre non gli farei vedere neanche dove abito...

Pensando che google guadagna mi sembra 20 euro per utente singolo al mese (correggetemi se sbaglio) e che l'approccio usato è di tipo statistico, dovrebbe pagare almeno 50/100 euro al mese. Allora sarebbe almeno una cosa appetibile ed equa.


qui siamo in italia e il nostro regime di vita è molto alto pensa invece in posti come india/cina o simili quanti soldi siano
peoplesuk 09/02/2012 16:08
 
Quello che ora è opzionale, e riguarda un esperimento per pochi, successivamente potrebbe essere utilizzato tranquillamente su larga scala...
Rick 09/02/2012 16:09
 
+16 
5 dollari ogni tre mesi.... ma dai
1/3 avanti    
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  Tag: Privacy, Repubblica