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Google Street View bacchettato dal garante italiano

09:40 - 25 ottobre 2010 di Valerio Porcu

Una nuova norma italiana impone a Google di essere più trasparente nel comunicare il percorso delle automobili che scattano le fotografie di Street View. L'azienda dovrà inoltre nominare un rappresentante nazionale per la privacy. Una proposta interessante, che altri paesi potrebbero copiare.

Il Garante italiano per la Privacy impone nuove norme a Google. Le auto del servizio Street View dovranno essere ben identificabili, e il loro percorso comunicato con un anticipo di tre giorni, tramite Web, giornali e radio. Se l'azienda non rispetterà le richieste rischierà multe dai 30 ai 180mila euro.

Venerdì mattina, nei pressi della redazione di Tom's

È il primo caso al mondo in cui un paese impone norme così restrittive all'azienda. Altri Stati hanno preferito proibire del tutto il servizio, mentre altri, come la Germania, limitarlo: i cittadini tedeschi possono chiedere che le loro abitazioni non compaiano online.

Le google-car in Italia dovranno recare dei cartelli molto chiari, che spieghino esplicitamente che si stanno scattando fotografie che poi finiranno in Rete. Google dovrà anche nominare un rappresentante italiano per la privacy, che faccia da referente nel nostro paese.

Il problema della privacy personale è certamente rilevante. Solo alcuni mesi fa è infatti emerso che le auto di Google avevano sottratto dati personali da reti Wi-Fi pubbliche e private non protette da password (Google spia le reti wireless private, indagini aperte e Google Street View sotto indagine anche in Italia). L'azienda aveva ammesso la colpa, spiegando che si trattava di un errore di programmazione (Google ha spiato tutti via Wi-Fi, per errore).

Seguite le avventure del misterioso uomo-cavallo!

Una volta risolto il problema il servizio è ripartito, lo scorso agosto (Street View: tutti in strada, ecco le auto di Google). Oggi però emerge che i dati personali raccolti "per errore" sono più numerosi e delicati di quanto si credesse in precedenza. Lo spiega la stessa azienda, in un comunicato con il quale illustra le proprie iniziative mirate a rafforzare e migliorare la gestione della privacy.  

Per ottenere risultati migliori l'azienda ha nominato un direttore per la privacy. Alma Whitten si occuperà della riservatezza dei dati, e di come proteggerla nel migliore dei modi.  Tutti i dipendenti inoltre riceveranno corsi di aggiornamento specifici, nella speranza che non si ripetano casi clamorosi di violazioni da parte dei lavoratori stessi.

Per quanto riguarda le auto in ogni caso vale la pena ricordare che l'analisi delle reti Wi-Fi (con le auto) potrebbe diventare presto un ricordo.  Per completare i dati dei propri servizi locali Google si affiderà ai telefoni Android, che gli utenti possono controllare meglio, per quantità e natura dei dati trasmessi. La novità è già realtà in Canada, e potrebbe presto diventare la norma anche nel resto del mondo.

Street View aiuta a stabilire le responsabilità in caso d'incidente

La nuova norma italiana aiuterà mariti e mogli infedeli a salvarsi da scatti imbarazzanti, e sarà uno strumento utile a evitare che Street View immortali il degrado di alcune zone - com'è accaduto recentemente in Brasile – o che tutti vedano turisti in preda all'alcol o prostitute sulle strade. Una bella occasione per governi e municipi di curare la propria immagine (Scampia non esiste, lo dice Google Street View).

Sarà uno strumento anche per le aziende e commercianti locali, che potrebbero approfittarne per piazzare pubblicità online gratuitamente. E chi affitta cartelli stradali potrebbe rivedere le proprie tariffe in occasione del passaggio.

Un cadavere per strada, ma era uno scherzo

Offrirà infine l'occasione a tanti buontemponi di presentarsi davanti alle fotocamere con costumi creativi (o senza ), e mettere in scena teatrini da mostrare al mondo intero.

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Commenti

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1/3 avanti    
g.dragon 25/10/2010 10:14
 
a me sto street view mi sembra un ottimo servizio...
puccio1984 25/10/2010 10:16
 
Che ridicoli, se telecom viene sanzionata perché fa delle pratiche commerciali scorrette gli arrivano 30.000€ di multa a fronte di milioni guadagnati! E google invece anche 180.000€!
Almeno adesso le autorità potranno prepararsi a non far vedere la spazzatura a Napoli e cose simili!
CountDown_0 25/10/2010 10:23
 
La foto dei puffi è semplicemente fantastica... :-D
uroborus 25/10/2010 10:31
 
scusate, ma un auto con una telecamera piazzata un metro sopra il tettuccio non è abbastanza riconoscibile????
Tresh 25/10/2010 10:39
 
Io ero rimasto che se si viene fotografati in un luogo pubblico non ci si può appellare alla privacy (salvo che la foto non sia stata scattata con l'intenzione di mettere a soggetto la persona).
La macchina passa e scatta la strada, il resto è un contorno.
Comunque epic win anche quelli che si sono acchittati da sub con tanto di pinne e fiocina
Red.87 25/10/2010 10:41
 
Ah la burocrazia italiana... ma che vadano a...

Ma vi sembra normale che siamo l'unico Paese a volere certe cose? E non è una questione di Berlusconi o Prodi, è una questione di CULTURA. Siamo legati a una cultura burocratica borbonica e gigantesca, che frena l'innovazione e pensa a proteggere il cittadino quando non serve (in questo caso, o le eccessive restrizioni WiFi) e non lo protegge quando serve (e qui la lista è lunga... )
maggots 25/10/2010 11:08
 
mazza passano per il mio paesino........ora mi metto fuori tutto nudo a farmi fotografare.......
cigga33 25/10/2010 11:14
 
A volte mi chiedo cosa ci faccio ancora in Italia.
Luposardo 25/10/2010 11:22
 
Finalmente qualcuno che impone delle buone regole, mi sembra ovvio pretendere un MINIMO di privacy, questo non significa eliminare il servizio o renderlo meno utile.
Non capisco come ci si possa lamentare di questo..
ric62 25/10/2010 11:23
 

 Originariamente inviata da Red.87

Ah la burocrazia italiana... ma che vadano a...

Ma vi sembra normale che siamo l'unico Paese a volere certe cose? E non è una questione di Berlusconi o Prodi, è una questione di CULTURA. Siamo legati a una cultura burocratica borbonica e gigantesca, che frena l'innovazione e pensa a proteggere il cittadino quando non serve (in questo caso, o le eccessive restrizioni WiFi) e non lo protegge quando serve (e qui la lista è lunga... )


Mi pare però che nell'articolo si dica che ci sono paesi che hanno vietato del tutto il servizio.
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  Tag: Privacy, Social