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Google, una privacy per tutti i servizi: così è se vi pare

10:55 - 26 gennaio 2012 di Valerio Porcu

Dal primo marzo i dati di ogni utente Google saranno armonizzati, e abbinati a tutti i servizi esistenti. Gli obiettivi sono la semplicità e il miglioramento dei risultati, ma non mancano le voci contrarie.

Google cambia la gestione della privacy, nel tentativo di semplificare la vita dei consumatori. Dal primo marzo i dati utente saranno "condivisi" da tutti i servizi offerti dal colosso della ricerca, e la relativa documentazione sarà compressa per facilitarne la lettura. Una semplificazione doverosa, che tuttavia ha generato anche qualche critica.

Tra poco più di un mese quindi avere un account Google significherà che i dati inseriti saranno automaticamente validi per ricerca, Gmail, Picasa, Google Docs e tutto il resto. Di sicuro c'era bisogno di fare chiarezza, visto che Google ha ancora "più di 70 documenti sulla privacy per i nostri vari prodotti", spiega Alma Whitten (Direttore per la Privacy, prodotto e sviluppo, Google) sul blog principale dell'azienda.

Ogni utente vedrà questo avviso

Se da una pletora di documenti e accordi da leggere e sottoscrivere si passa a una sola politica, per l'utente è probabilmente un bene. Quasi nessuno legge questi documenti, ma se sono ridotti e semplificati almeno i più volenterosi lo faranno. Forse. La semplificazione è tra l'altro anche una delle richieste fatte dalle autorità di tutto il mondo.

In pratica "la variazione principale è per chi ha un account Google. Le nostre nuove norme sulla privacy chiariscono che, se sei loggato, noi possiamo combinare le informazioni che hai dato per un servizio con quelle di altri servizi. In altre parole, ti trattiamo come un singolo utente per tutti i nostri prodotti, il che significa un'esperienza più semplice e intuitiva".

Per Google si tratta anche di migliorare tutti i servizi a partire dalla ricerca, che dovrebbe offrire risultati personalizzati migliori, e pubblicità mirate più interessanti per l'utente e redditizie per Google. "Resta il nostro impegno per la liberazione dei dati, quindi chi vuole può portare le proprie informazioni altrove. Non vendiamo le vostre informazioni personali, né le condividiamo con altri senza permesso tranne che in casi limitati, come quando c'è un ordine giudiziario", continua la dirigente di Google.

Un'ordinaria semplificazione di un servizio, senza gloria né infamia? Forse no. Alcuni infatti non vedono di buon occhio il fatto che diversi servizi si scambino dati personali, sebbene il gestore sia lo stesso. E altri hanno criticato il fatto che l'utente non ha scelta; o si accettano queste condizioni o si cancella l'account. E ci sono dubbi sul mantenimento dei dati: non si sa per quanto tempo Google li conserverà, e la cancellazione non è garantita perché Google potrebbe decidere di conservare le informazioni "se necessario".

La gestione della privacy personale è una faccenda su cui ognuno può avere un'opinione diversa, e c'è una grande varietà di opinioni, da chi non ha il minimo interesse a nascondere qualcosa a chi è preoccupato della cronologia del browser o del codice HTML delle pubblicità. Impossibile mettere tutti d'accordo, ma la scelta di Google ha già incassato il beneplacito di Viviane Reding (Vicepresidente della Commissione Europea), una persona da sempre attenta ai dati personali, e un punto di riferimento per i difensori della privacy, anche i più paranoici. E per voi, è un cambiamento accettabile?

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Commenti

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1/3 avanti    
g.dragon 26/01/2012 11:07
 
+2 
bah.
io con sta privacy non mi faccio tanti problemi. i dati che non voglio far sapere semplicemente non li immetto. motivo per cui anche avendo un account gmail non lo utilizzo.
Per quanto mi riguarda di me google saprà solo quello che io voglio far sapere. Anche il nome che ho usato per la registrazione al servizio non è il mio di battesimo.

Per il resto o sempre dato per scontato che i dati che io stesso immettevo, ma anche le ricerche che facevo potevano essere utilizzati da aziende come google.
Tsaeb 26/01/2012 11:18
 
+8 
il mio account google è già condiviso da tutti i suoi servizi, quindi per me cambia poco, anzi lo vedo come un vantaggio.
mettek 26/01/2012 11:21
 
SI beh niente di nuovo, nel senso che tanto per essere un azienda che fornisce tanti servizi gratuiti da qualche parte deve guadagnarci e non credo che solo le pubblicità (già mirate oltretutto).
The Dark Melon 26/01/2012 11:21
 
+9 
eccoli!! appena possono ne approfittano della loro buona fama per ottenere più dati e lucrare maggiormente sulla pubblicità, altro che "don't be evil"!!
g.dragon 26/01/2012 11:28
 
+8 

 Originariamente inviata da The Dark Melon

eccoli!! appena possono ne approfittano della loro buona fama per ottenere più dati e lucrare maggiornmnte sulla pubblicità, altro che "don't be evil"!!


tu ogni cosa che fa google la vedi sempre come la cosa peggiore del mondo.

Hanno semplicemente aggiornato il loro "contratto". Nessuno inoltre ti obbliga a utilizzare i loro servizi gratuiti. Ci sono molte alternative a pagamento e non.

Inoltre sarei curioso di sapere quanti leggono per intero tali condizioni quando si registrano a tali servizi.
Solo a me sembra che vengono accettati senza nemmeno leggerli??
lughi 26/01/2012 11:34
 
+3 

 Originariamente inviata da g.dragon

tu ogni cosa che fa google la vedi sempre come la cosa peggiore del mondo.

Hanno semplicemente aggiornato il loro "contratto". Nessuno inoltre ti obbliga a utilizzare i loro servizi gratuiti. Ci sono molte alternative a pagamento e non.


Non tutti i servizi di google sono gratuiti, vedi google apps spesso usato nelle aziende, a queste non puoi dire se non ti va bene puoi cambiare.
Hellrider 26/01/2012 11:51
 
+1 
Una policy per domarli, una policy per trovarli, una policy per ghermirli e nel buio incatenarli.

Scherzo Ben venga la semplificazione
j4mes83 26/01/2012 12:04
 
+2 

 Originariamente inviata da lughi

Non tutti i servizi di google sono gratuiti, vedi google apps spesso usato nelle aziende, a queste non puoi dire se non ti va bene puoi cambiare.



Non so se Google apps business sia soggetta alla nuove policy. Non riesco a trovare niente a riguardo.

Però parliamoci chiaro. Qual'è quella società che, introducendo nuove policy, ti permette di scegliere se accettarle o continuare ad utilizzare il servizio con i vecchi termini? Prendiamo per esempio Facebook, ha mai permesso la scelta? E non mi sembra che in Facebook venga data la possibilità di esportare i proprio dati.

Va bene stare attenti, però non esageriamo. Non mi sembra che siano state introdotte nuove policy a nostro sfavore. Più che altro sono state unificate, se determinati servizi non vengono usati, i dati che possiede Google rimangono sempre quelli.
socratys 26/01/2012 12:06
 
Ottimissimo servizio! Peccato che i pascoli non vedano mai dove stanno dirigendosi. Il grande pastore, potrebbe vedere che diavoleria é diventata tutta questa situazione. Ma il pastore di questa diavoleria chi é? Che societa avranno i nostri figli? Poveri loro, schiavi dalla nascita fino alla morte, sorvegliati dal pastore.
Davide Olianas 26/01/2012 12:16
 
+1 

 Originariamente inviata da socratys

Ottimissimo servizio! Peccato che i pascoli non vedano mai dove stanno dirigendosi. Il grande pastore, potrebbe vedere che diavoleria é diventata tutta questa situazione. Ma il pastore di questa diavoleria chi é? Che societa avranno i nostri figli? Poveri loro, schiavi dalla nascita fino alla morte, sorvegliati dal pastore.



Ma anche no, se si sviluppa un minimo di coscienza critica. E di software decentrato alla Diaspora...
1/3 avanti    
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