Google potrebbe aver violato le sue stesse regole sulla pubblicità, grazie a una campagna promozionale per il suo browser Chrome. Sembrerebbe infatti che l'azienda di Mountain View abbia pagato numerosi blogger per scrivere articoli promozionali con un link per scaricare il noto software usato da milioni di utenti.
Il problema è che se le regole sulla pubblicità di Google fossero applicate anche a questi post allora la pagina di download di Chrome sarebbe rimossa dai risultati di ricerca per un periodo di tempo compreso fra un mese e un anno. Ma cosa c'è di tanto scandaloso in queste pagine promozionali?
Uno dei link sponsorizzati al centro della bufera
Alcune parlano di come Chrome possa aiutare le piccole imprese, altre divagano per lunghi paragrafi parlando di come si possa risparmiare tempo e denaro, altre ancora si limitano all'inserimento di poche frasi ad effetto corredate un video promozionale. In realtà non si fornisce nessun dettaglio sulle caratteristiche del browser e non si spiega come effettivamente l'uso di questo software possa avvantaggiare gli utenti rispetto all'uso di altre soluzioni della concorrenza.
Questi dettagli basterebbero per qualificare questi articoli come "garbage posts" (letteralmente post spazzatura), finendo per essere affossati nei risultati di ricerca di Google. Ma non è questo il caso, visto che basta una semplice ricerca per visualizzare centinaia di risultati.
Cercando per esempio "Google Chrome benefits" due di questi post spazzatura compaiono in prima pagina, fra i primi dieci risultati. Una "coincidenza" incredibile, visto che la ricerca offre circa 21 milioni e 200 mila risultati.
I garbage post compaiono misteriosamente fra i primi risultati nelle ricerche online - Clicca per ingrandire
Google avrebbe potuto evitare la gaffe semplicemente usando il codice "no follow", usato per identificare questi link pagati. In questo modo PageRank, il sistema di Google usato per assegnare e identificare la popolarità di un sito, non sarebbe influenzato nei risultati di ricerca.
L'errore potrebbe dunque arrivare dai blogger, ma anche in questo caso Google avrebbe potuto e dovuto controllare con maggiore precisione l'operato degli scrittori online.
L'azienda ha risposto al polverone sollevato da Danny Sullivan di Search Engine Land e ripreso da numerosi siti web, e ha spiegato di non aver concesso l'autorizzazione per questo tipo di campagna pubblicitaria.
I PR di Google affermano di non aver concesso l'autorizzazione per questo tipo di campagne promozionali
Inoltre, i PR di Google confermano di aver sempre evitato le sponsorizzazioni, compresa la discutibile pratica di pagare blogger per la promozione di prodotti, in quanto si tratterebbe di pubblicità non trasparente e non curante degli interessi degli utenti.
Per ora il gigante della ricerca online non ammette responsabilità e afferma di essere al lavoro per indagare su come la questione possa essersi evoluta in questa direzione. L'unica cosa certa è che questa figura "barbina" resterà a lungo nelle menti degli internauti, sotto la categoria "fail" (o fallimenti) di Google.

Commenti dei lettori (18)
No, il detto non è assolutamente cosi!
e c'è qualcosa che tira ancora di più....
Questi post ricordano tanto quel sito dove si assegnava un punteggio a ogni browser sotto l'aspetto della sicurezza, con test arbitrari, e IE era primo (!!!) tra tutti quanti...E nel resto del sito, guardacaso, erano spiegati i vantaggi dell'usare IE.
Visto che potenzialmente chiunque può pagare per un banner io mi chiedo: questi banner sono veramente firmati google?
Sì, lo so che penso male ma parafrasando un altro detto "a pensar male si fa peccato ma raramente si sbaglia", no?
La risposta non può che essere ovvia.
se google ha abusato della sua posizione per spingere l'utilizzo del suo broswer è giusto che paghi una mega multa. E che tale campagna venga bloccata immediatamente.
Mi permetto inoltre di dire che utilizzo chrome non perchè ho visto la pubblicità ma perché è il broswer con cui mi ci trovo meglio.
Inutile dire che non ho MAI visto la pubblicità ma credo che sia perché ADBLOCK PLUS faccia bene il proprio lavoro
wow blocco gli ads e non ho mai visto la pubblicità.... che genio!
p.s. adblock all'inizio era solo per firefox
Ok,della pubblicità in più dove non doveva esserci....è google la padrona di google adsense ed ci può far quel che vuole.......di certo ,un pò di pubblicità in più non danneggia le persone come lo fa il rifiuto di vedersi riconoscere in garanzia un prodotto pagato 600 euro......a buon intenditor...