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Google WebM sotto attacco: caccia ai brevetti

12:08 - 14 febbraio 2011 di Manolo De Agostini

Il consorzio MPEG LA, di cui fanno parte numerose aziende, si lancia in un'iniziativa volta a raccogliere eventuali brevetti fondamentali di VP8, in modo da minare le fondamenta del formato WebM, l'assenza di royalty.

La MPEG LA ha iniziato a mettere i bastoni fra le ruote al formato video WebM di Google (WebM, Google mette nel mirino il formato H.264). L'organizzazione che sovraintende il formato H.264 ha annunciato di essere aperta a raccogliere brevetti che riguardano algoritmi che potrebbero far parte del formato Google WebM e in particolare del codec video VP8.

VP8 è stato sviluppato da On2, acquisita da Google nell'estate del 2009. Google offre WebM gratuitamente, senza chiedere il pagamento di royalty o quant'altro. Al contrario lo standard H.264 richiede invece royalty sia agli sviluppatori di software che di hardware. Tuttavia la MPEG LA ritiene che non tutte le tecnologie presenti nel formato di Google siano "open" e quindi usabili gratuitamente.

MPEG LA sta quindi chiedendo di farsi avanti - entro il 18 marzo - a chi pensa di detenere brevetti che coprono parzialmente o integralmente l'algoritmo di VP8, in modo che possano essere analizzati e raggruppati, se ritenuti rilevanti. L'insieme di brevetti verrà poi messo a disposizione in licenza sottoforma di pacchetto unico, a condizioni che la MPEG LA definisce "convenienti".

La lotta tra i formati video nasce per il mancato accordo sulle specifiche video di HTML5. Aziende come Mozilla e Opera non sono disposte a pagare royalty per supportare H.264 e le trattative, dopo mesi, si sono arenate. Google ha così voluto far uscire la situazione dall'impasse, forzando la mano presentando WebM.

La contromossa della MPEG LA è però di quelle dure, tale da far saltare la maggiore qualità di WebM, la gratuità. Per capire come andrà questa vicenda, bisognerà vedere quanti risponderanno all'appello. Nel caso l'iniziativa cadesse nel vuoto, WebM non sarebbe comunque al riparo da cause: c'è chi potrebbe uscire allo scoperto solo quanto il formato sarà diffuso, in modo da incassare di più da un'ipotetica vittoria giuridica. L'altra ipotesi, forse più concreta, è che una volta raccolti i brevetti la MPEG LA possa bussare alla porta di Google per farsi staccare un lauto assegno per dirimere la questione.

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Commenti

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1/3 avanti    
Elia.Luca 14/02/2011 12:32
 
+23 
Ma che gran b@st@rdi che sono....
Tsaeb 14/02/2011 12:33
 
Mi auguro che Google reagisca di conseguenza a tutto questo.
werwolf 14/02/2011 12:34
 
+6 
ecco la parte che fa schifo del sistema dei brevetti, la quale mette i bastoni tra le ruote a chi vuole innovare (per quanto io possa odiare google per altre cose apprezzo il webm)

mi auguro che presto la legge venga modificata in modo da impedire a chi detiene un brevetto di rimanere nell'oscurità per anni aspettando che i concorrenti sviluppino qualcosa, c'è sempre di più la necessità di un modo per essere sicuri che questo non accada. le risposte sibilline dell' MPEG-LA sono un esempio, "potrebbe essere coperto forse magari nonso da brevetti".
o è coperto o non lo è. se è coperto lo dici entro, che ne so, 14 giorni dalla domanda esplicita, altrimenti rinunci a future cause.
NIB90 14/02/2011 12:40
 
+9 
Non ho parole...che schifo!
degac 14/02/2011 12:44
 
+3 
Mi sfugge una cosa: la MPEG-LA deve chiedere 'in giro' (ad altri) se esistono delle possibili violazioni di brevetto per WebM, anche parziali o totali.
Lo hanno analizzato questo codec oppure è tanto per 'agitare' fumo e far casino (oltre a preoccupare Mozilla e Opera e tanti utenti/web developer?)

Insomma gridano al lupo al lupo....
pabloski 14/02/2011 12:47
 
+3 

 Originariamente inviata da degac

Mi sfugge una cosa: la MPEG-LA deve chiedere 'in giro' (ad altri) se esistono delle possibili violazioni di brevetto per WebM, anche parziali o totali.
Lo hanno analizzato questo codec oppure è tanto per 'agitare' fumo e far casino (oltre a preoccupare Mozilla e Opera e tanti utenti/web developer?)

Insomma gridano al lupo al lupo....



infatti è praticamente ridicola tutta questa storia...tu sei l'inventore di una tecnologia e non sai se tizio con la sua tecnologia ti ha copiato o meno?

a me sembra solo una campagna di FUD per spaventare i polli ed evitare che webm diventi il nuovo standard defacto per il web....evidentemente la scelta di google di non supportare h264 in chrome li ha fatto venire la tremarella
LeChuck 14/02/2011 12:52
 
+1 
Chiedo a chi ne sa di più: ma se l'uso di WebM è privo di royalties quindi non genera introiti, anche un giorno qualcuno se ne uscisse dichiarando che WebM viola qualche brevetto, come fanno a chiedere soldi a Google per qualcosa che non ha prodotto guadagni?
So che questi chiedono soldi pure se respiri controvento, ma lo trovo una vera vergogna.

Voglio brevettare le variabili: i, j, e le metavariabili: pippo e foo!!
silvio3d 14/02/2011 13:43
 

 Originariamente inviata da LeChuck

Chiedo a chi ne sa di più: ma se l'uso di WebM è privo di royalties quindi non genera introiti, anche un giorno qualcuno se ne uscisse dichiarando che WebM viola qualche brevetto, come fanno a chiedere soldi a Google per qualcosa che non ha prodotto guadagni?
So che questi chiedono soldi pure se respiri controvento, ma lo trovo una vera vergogna.

Voglio brevettare le variabili: i, j, e le metavariabili: pippo e foo!!



è irrilevante se direttametne non genera introiti ma lo fa di riflesso, se io ti regalo un sistema operativo e un browser e poi il mondo usa questo perche gratuito di fatto non guadagni sui programmi base ma su quello che poi ci fai circolare sopra come la pubblicita.
JackZR 14/02/2011 13:56
 
Google sa il fatto suo, non mi preoccuperei di questi buffoni...
trapanator 14/02/2011 14:04
 

 Originariamente inviata da LeChuck

Chiedo a chi ne sa di più: ma se l'uso di WebM è privo di royalties quindi non genera introiti, anche un giorno qualcuno se ne uscisse dichiarando che WebM viola qualche brevetto, come fanno a chiedere soldi a Google per qualcosa che non ha prodotto guadagni?
So che questi chiedono soldi pure se respiri controvento, ma lo trovo una vera vergogna.

Voglio brevettare le variabili: i, j, e le metavariabili: pippo e foo!!



Anche se non genera profitti, ciò non esula il diritto a chi possiede il brevetto di richiedere il cosidetto "equo compenso".
1/3 avanti    
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