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Governo miope sullo streaming, Romani analogico

13:24 - 18 gennaio 2010 di Dario D'Elia

Il decreto Romani sulle attività televisive ha scatenato su Internet un mare di polemiche: YouTube non può essere considerata un'emittente televisiva.

Il decreto Romani su Internet e TV preoccupa gli operatori del web, e non solo. Il rafforzamento dei poteri dell'autorità di vigilanza non piace: richiedere agli Internet provider di rimuovere contenuti che violano le norme sul diritto di autore, secondo molti osservatori, dovrebbe essere a cura della magistratura.

Paolo Romani, vice ministro Sviluppo Economico con delega Comunicazioni


"Siamo un po’ preoccupati", ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg il responsabile per le relazioni istituzionali di Google Italia, Marco Pancini. "Il decreto dà ai provider su Internet le stesse responsabilità delle emittenti televisive, solo che queste si occupano direttamente dei contenuti, mentre YouTube si limita a mettere a disposizione le proprie piattaforme agli utenti".

"È come se si assegnasse alla società che gestisce la manutenzione della autostrade la responsabilità per quello che fanno gli automobilisti", ha aggiunto Dario Denni, Presidente dell’Associazione italiana degli Internet provider.

Eppure Romani sembra essere di diverso avviso. "[…] sulla vicenda del Web, è la stessa direttiva comunitaria (2007/65/Ce) a definire un servizio di media televisivo quale un servizio la cui finalità principale è la fornitura di programmi al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico attraverso reti di comunicazione elettroniche, e nei quali il contenuto audiovisivo non sia meramente incidentale e ne costituisca invece la finalità principale", ha spiegato il vice ministro per le Comunicazioni.

"Ed è la stessa direttiva, cui il decreto legislativo è perfettamente conforme, a puntualizzare che siano assoggettati alle sue regole, tra gli altri servizi, anche i siti Internet purché contengano in misura prevalente elementi audiovisivi non a titolo puramente accessorio, nonché il webcasting, ovvero la trasmissione televisiva su Internet".
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Commenti

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1/5 avanti    
asdasdasd 18/01/2010 13:36
 
Ma le forse dell'ordine sono già sovraccaricate di lavoro......ma che pensassero a risolvere i veri problemi di questo paese di *** -.-


Ma ci sarà mai un politico intelligente al governo dell'italia ?

Ho paura MAI
asdasdasd 18/01/2010 13:36
 
EDIT
elect 18/01/2010 13:38
 
Ecco le cazzate che escono fuori quando ci sono incapaci nei posti chiave
DarkRadeon 18/01/2010 13:39
 
Hanno paura. Semplice
Man0war 18/01/2010 13:50
 
E' ovvio che un regime non può essere portato avanti ove uno dei mezzi di comunicazione è libero e dunque vogliono combattere (e lo stanno dimostrando velatamente da molti mesi ormai) questo strano "televisore con un telecomando che striscia e uno scatolone vicino". Che ha come inconveniente il fatto di divulgare informazioni diverse da quelle che loro vogliono che vengano date. Non è credibile in un sistema di regime che ogni cittadino abbia il potere di pubblicare concetti e idee non in linea.


Il decreto non ha lo scopo di punire Youtube o Google come proprietaria ma evitare che certe persone possano mettere contenuti non controllati. Nella loro ignoranza pensano che così risolveranno il problema di video "non permessi" ma non sanno che google non può fare niente in questi casi.


Non potendo privare di questo servizio (la connessione ad internet) perchè ormai di prima necessità provano a controllarlo e il tutto senza conoscerlo a pieno. Ma la cosa patetica è che non hanno nemmeno l'accortezza di informarsi per sapere che cosa stanno combattendo. Siamo nelle mani di bestie!
Dottor_Jim 18/01/2010 13:50
 

 Originariamente inviata da elect

Ecco le cazzate che escono fuori quando ci sono incapaci nei posti chiave


Questo lo puoi dire chiaro e forte e te lo quoto alla stragrande.
Designer 18/01/2010 13:50
 
hanno paura ma sono dei vecchi 70enni. e non ne capiscono niente. L'ennesima fuffa atta solo a spaventare, come la tassa sulle memorie USB x la SIAE
Jimmy 18/01/2010 13:55
 

 Originariamente inviata da asdasdasd

Ma le forse dell'ordine sono già sovraccaricate di lavoro......ma che pensassero a risolvere i veri problemi di questo paese di *** -.-


Ma ci sarà mai un politico intelligente al governo dell'italia ?

Ho paura MAI



Ma l'hai letto l'articolo?
Guarda che parla di altro.

Comunque la SIAE e la Casta dei Parassiti a Tempo Indeterminato continua a spendere bene i soldi delle accise sui media e/o qualunque cosa crei proprietà intellettuale.
Al posto di Google bloccherei a tempi inderminato YouTube in Europa, con un bel cartello: Il Parlamento Europeo ci ha chiesto di verificare i nostri contenuti planetari, siate pavienti, ci stiamo adeguando. E ogni filmato caricato lo mandano alla SIAE e sorelle per verifica e autorizzazione.
Tsaeb 18/01/2010 13:59
 
Ennesimo tentativo di mettere le briglie a internet, perchè in contrasto con le TV e giornali di regime.
xantas 18/01/2010 14:02
 
Ora che il Governo controlla quasi completamente le tv generaliste, tenta di mettere le mani anche sulla intrinseca libertà di internet.
Si inizia con controllare il diritto d'autore e si finisce con il controllare i social forum, lo scambio delle idee e l'informazione.
Tutte le Authority italiane, oltre che essere il cimitero degli elefanti per politici trombati, non ottengono MAI l'obbiettivo per cui sono nate, a partire da quella per le Comunicazioni e quella per l'energia, che di fronte a squilibri lapalissiani tra gli Utenti e le Aziende non muovono un dito.
Un tentativo del Governo da bloccare sul nascere che fa il paio con il mostruoso ircocervo del decreto Bondi, ennesima dimostrazione che questo governo vede l'informatica come un avversario da combattere.
Alla faccia del "famoso Ministro per l'Innovazione" Stanca, che avrebbe dovuto accompagnare l'italietta nel secolo della tecnologia, rivelatosi poi tutte bubbole.
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