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Hadopi, la ghigliottina non paga: P2P in crescita

07:41 - 10 marzo 2010 di Pino Bruno

In Francia la legge Hadopi contro la pirateria sta facendo flop. I download illegali sono in aumento e gli utenti cambiano abitudini, rivolgendosi al mercato dello streaming e dell'hosting file, anziché al classico peer to peer.

La legge Hadopi - a quanto pare - sta facendo flop. Un provvedimento repressivo, bocciato in prima istanza dalla Corte costituzionale francese, che doveva servire a combattere i download illegali di musica e film, si sta rivelando deleterio per il mercato legale. Il quotidiano economico Les Echos pubblica oggi i risultati di uno studio dell'Università di Rennes 1.

Tre mesi dopo l'entrata in vigore della legge - che autorizza persino il taglio della connessione a internet - il numero di utenti che scaricano audiovisivi dalla rete sarebbe aumentato del tre percento. Les Echos scrive che la Hadopi, invece di ridurre i consumi audiovisivi fuorilegge, potrebbe avere l'effetto di togliere al mercato legale una parte dei suoi acquirenti. 

Secondo lo studio dei ricercatori di Rennes 1, il primo sulla Hadopi, "solo il 15 percento degli utenti Internet che utilizzavano le reti peer to peer prima dell'adozione della legge nella rete ha smesso di farlo".

La tendenza, prosegue Les Echos, rivela i difetti di una legge che guarda solo alle reti per la condivisione di file peer to peer e non ai siti che consentono la fruizione dei contenuti in streaming od ospitano file. Infatti, in molti francesi hanno iniziato a usare servizi quali Rapidshare e Megaupload. Secondo lo studio, tra i francesi che ascoltano musica e guardano video online, il 15,8% ha usato lo streaming a dicembre, contro il 12,4% di settembre. Al contrario, l'uso delle reti peer-to-peer, come quella BitTorrent, è sceso dal 17,1 al 14,6%.

Sempre in base alla ricerca, la metà degli utenti che comprano dischi e film in rete usa anche piattaforme illegali e, di questi, il 27% scarica da reti peer to peer. Insomma, tagliar loro la connessione comporterebbe - scrive Les Echos - un ridimensionamento delle vendite legali. 

Come a dire, non è con la repressione che si risolve il problema.

si ringrazia Pino Bruno per la collaborazione

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Commenti

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1/3 avanti    
Dr.Zell 10/03/2010 08:04
 
Toh! Sono due-tre giorni ormai che apro TH e leggo notizie che mi risollevano un pò...bene bene...
564 10/03/2010 08:31
 
ROTFL! Povera Bruni! Ora sarà ancora più incavolata perché rubano le sue "opere musicali" legalmente.
Si certo perchè c'è pure gente che scarica quella roba! Buhahahahahahahahahahaha
lidel79 10/03/2010 08:32
 
ridicoli!!
Michele_T 10/03/2010 08:43
 
Ma in fin dei conti c'era qualcuno che pensava che sarebbe andata diversamente? Ragazzi miei arrendetevi ci dovete mangiare di meno, ridurre i prezzi se volete vendere altrimenti se vi va bene la gente continuerà a scaricare 10 e comperare 1.
MarKusss74 10/03/2010 08:46
 
ottima news! ovvio che non sono x lo scarico folle....ma ditemi voi se un cd di un'atrista al suo primo disco può mai stare 22euro o tiziano ferro a 20 (senza nulla togliere a tiziano ferro, ma l'ultimo di vasco rossi fù venduto a 14)...è vero che da itunes ogni brano stà 99cents ma x un cd sono sempre 12-13euro....io credo che mettendo i cd a 10 euro e i brani a 30/40cents si potrebbe abbattare la pirateria.
discorso diverso per i film....non tutti posso andare al cinema o permettersi i 10euro del biglietto. perchè non fare lo streaming legale con 2-3euro a visione?
Manuel70 10/03/2010 09:08
 
L'ho sempre sostenuto ed era prevedibile.
Gli appassionati di musica e film che fruiscono delle reti p2p sono anche fra i maggiori clienti (e conseguentemente finanziatori) delle stesse major.
Consideriamo anche che non si tratta di bisogni primari per cui la gente ci può benissimo rinunciare se i soldi non bastano per tutto.

Comunque ben gli sta (a sarkozy e soci)
Nut75 10/03/2010 09:21
 
È solo la mia modesta opionone: se il cittadino si sente libero e tutelato, rispetta le leggi; se invece si sente minacciato, ricattato, e per lo più da chi è fininaziato con i propri soldi per amministrare, non per giudicare, non si riconosce più in leggi che di democratico non hanno niente e da solo costruisce la propria libertà nel pieno diritto di essere libero.
Anche UbiSoft sta legittimando la pirateria, ponendosi contro il giocatore con regolare licenza e legittimandolo verso una via d'uscita, qualunque essa sia.
ignatech 10/03/2010 09:37
 

 Originariamente inviata da Nut75

È solo la mia modesta opionone: se il cittadino si sente libero e tutelato, rispetta le leggi; se invece si sente minacciato, ricattato, e per lo più da chi è fininaziato con i propri soldi per amministrare, non per giudicare, non si riconosce più in leggi che di democratico non hanno niente e da solo costruisce la propria libertà nel pieno diritto di essere libero.
Anche UbiSoft sta legittimando la pirateria, ponendosi contro il giocatore con regolare licenza e legittimandolo verso una via d'uscita, qualunque essa sia.



concordo pienamente!
Tresh 10/03/2010 09:43
 

 Originariamente inviata da Nut75

È solo la mia modesta opionone: se il cittadino si sente libero e tutelato, rispetta le leggi; se invece si sente minacciato, ricattato, e per lo più da chi è fininaziato con i propri soldi per amministrare, non per giudicare, non si riconosce più in leggi che di democratico non hanno niente e da solo costruisce la propria libertà nel pieno diritto di essere libero.
Anche UbiSoft sta legittimando la pirateria, ponendosi contro il giocatore con regolare licenza e legittimandolo verso una via d'uscita, qualunque essa sia.



Hai scritto una verità assoluta, complimenti.
Red.87 10/03/2010 09:45
 

 Originariamente inviata da Nut75

Anche UbiSoft sta legittimando la pirateria, ponendosi contro il giocatore con regolare licenza e legittimandolo verso una via d'uscita, qualunque essa sia.



"Legittimando" mi pare eccessivo, al massimo frustra il giocatore che, comprando la copia originale, ha più svantaggi di chi pirata.

Comunque si sapeva: chi compra di più è anche chi scarica di più!
1/3 avanti    
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