
L'hardware open source avrà presto uno standard condiviso. Per hardware open source s'intendono "oggetti tangibili – macchine, dispositivi o altre cose fisiche - il cui design è stato rilasciato al pubblico in modo che chiunque possa realizzare, modificare, distribuire e usare questi oggetti".

Le prime versioni draft (bozza) sono già state scritte (l'ultima è la 0.3) e sono composte da 11 punti. Gli elementi base dello standard sono i seguenti: documentazione; software necessario; lavori derivati; redistribuzione gratuita; attribuzione; non fare discriminazione verso persone, gruppi e ambiti d'uso; licenza di distribuzione; la licenza non deve essere specifica di un prodotto; la licenza non deve limitare altro hardware o software; la licenza deve essere tecnologicamente neutrale.
Ci sono almeno 13 aziende che producono hardware open source, con un fatturato aggregato annuo di 1 milione di dollari. Lo standard è stato stabilito da un folto gruppo di firmatari tra cui troviamo Chris Anderson (Wired e DIY Drones), Phil Torrone di Make magazine, David Mellis e Massimo Banzi di Arduino, Limor Fried di Adafruit e Ayah Bdeir di Eyebeam.
Falla nel sistema DNS, milioni di router a rischio
Lotta alla pirateria, Major gabbate dagli avvocati
Tablet HP con Android, un'altra vittima di webOS?
MacBook Air da 11,6 pollici in arrivo entro l'anno?
Windows Phone 7, servizi online e Windows Live ID
World Rally Championship, derapate assicurate!
Apple si dà alle mappe e fugge da Google
Monitor e TV LCD più cari, estate rovente per i listini
Problemi di ricezione iPhone 4, Steve Jobs sapeva?
Android spinge Google, Wall Street è fredda
iPad meglio con il Wi-Fi, iPhone non mente più
HTC Desire HD, 4,3 pollici di assoluto splendore?
AMD: ottime vendite di CPU e GPU, perdite ridotte
Sole 24 Ore online a pagamento, crollo degli accessi
GeForce GTX 460 scuote i listini Nvidia, non AMD
Tecnologia e-Ink, arrivano colori vividi come gli LCD
Canon lavora ai nuovi super-teleobiettivi 400mm e 600mm
Cellulare TTM Outlimits Solaris con pannello solare integrato
Mio Cyclo 300 e Mio Cyclo 305 HC sono GPS da bicicletta
Facebook vuole Opera per realizzare un nuovo browser?
Microchip nei cetacei per studiare il clima e la fauna marina
Le offerte 3 Italia per il Samsung Galaxy SIII in anteprima
Steve Jobs geniale ma Cook è il capo perfetto per Apple
Absinthe 2.0 per il jailbreak del Nuovo iPad e iOS 5.1.1
Google cancella 1,2 milioni di link pirata al mese
TV a Ultra Alta Definizione: si parla già di standard

Originariamente inviata da cigga33
Vi immaginate la prima automobile open source?
Originariamente inviata da cigga33
se io progetto un circuito stampato, chessò, per una radiolina, lo rendo pubblico: poi arriva Ciccio Patacca, come fa a modificarlo?
Originariamente inviata da cigga33
Il futuro open ci riserva delle sorprese incredibili... sto cercando di immaginare un hardware con i principi di un Linux o cmq GNU/GPL!
WOOOW!
EDIT:
Però mi chiedo... se io progetto un circuito stampato, chessò, per una radiolina, lo rendo pubblico: poi arriva Ciccio Patacca, come fa a modificarlo? deve esserci uno spazio libero nel progetto rendendolo modulare in modo da aggiungere e modificare cose nel tempo... uhm, il problema dell'hardware è che è fisico, al contrario del software che di fatto è etereo e "non esiste" se non come frutto di istruzioni.
Uhm...
Vi immaginate la prima automobile open source?
Originariamente inviata da mydyingbride
Com'è che QUALCUNO non vuole capire che questo tipo di economia non ha alcun senso ed è destinata a morire? DevilRed, la tua tanto osannata produzione/vendita/consumo è fuori da ogni logica. Ha senso che la tua catena (ripeto: produzione/vendita/consumo) produca m.e.r.d.a per vendere m.e.r.d.a? Non sarebbe meglio forse, e dico forse, un mondo sostenibile in cui, ad esempio, tutti i produttori di automobili si mettessero insieme e progettassero la macchina perfetta, anzichè creare migliaia di cloni inutili? Vedi, ad esempio, clio/207/fiesta e ci metterei anche la punto. Cioè, che senso ha questa catena fallimentaria? Si produce per creare cose spesso inutili e spesso assolutamente non perfette, proprio per la dispersione del potenziale. Inquinando per giunta. Per cui, ripeto, è giusto e sostenibile questa filiera?
Originariamente inviata da mydyingbride
Com'è che QUALCUNO non vuole capire che questo tipo di economia non ha alcun senso ed è destinata a morire? DevilRed, la tua tanto osannata produzione/vendita/consumo è fuori da ogni logica. Ha senso che la tua catena (ripeto: produzione/vendita/consumo) produca m.e.r.d.a per vendere m.e.r.d.a? Non sarebbe meglio forse, e dico forse, un mondo sostenibile in cui, ad esempio, tutti i produttori di automobili si mettessero insieme e progettassero la macchina perfetta, anzichè creare migliaia di cloni inutili? Vedi, ad esempio, clio/207/fiesta e ci metterei anche la punto. Cioè, che senso ha questa catena fallimentaria? Si produce per creare cose spesso inutili e spesso assolutamente non perfette, proprio per la dispersione del potenziale. Inquinando per giunta. Per cui, ripeto, è giusto e sostenibile questa filiera?
Core i5 3350P è un quad-core Ivy Bridge con GPU spenta
Llano perde i transistor come Bulldozer? Giallo in casa AMD
Le CPU Intel non gronderanno più sangue
Barristore è il nuovo transistor al grafene di Samsung
I chip che fanno errori sono più veloci dei processori perfetti
Xeon E3-1200 v2, i primi basati su architettura Ivy Bridge
Intel getta le basi per i processori a 7 e 5 nanometri
Ivy Bridge scalda molto meno con la pasta termica giusta
Le APU Trinity di AMD prima sui portatili, desktop in estate
CPU Ivy Bridge scaldano di più in overclock, Intel conferma
Commenti