Hollywood contro FileServe, MediaFire e gli altri

di Dario d'Elia, 02 aprile, 2012 13:30

FileServe, MediaFire, Putlocker, Wupload e Depositfiles sono sotto attenta osservazione. Le piattaforme di file hosting invischiate con la pirateria rischiano azioni legali e anche la chiusura. Intanto sono stati rivelati gli effetti dell'HADOPI in Francia: brutte notizie per le major.

Hollywood vuole far chiudere altri servizi di file hosting come FileServe, MediaFire, Putlocker, Wupload e Depositfiles. Alfred Perry, vice presidente di Paramount Pictures, ha confermato durante il convegno "On Copyright conference" che i più noti cyberlocker pirata sono sotto la lente degli esperti. Non è chiaro se sono previste nuove denunce o azioni di polizia in stile Megaupload, ma quel che è certo è che la partita non è chiusa.

I servizi di file hosting ovviamente non sono tutti invischiati con la pirateria, ma la sensazione è che le maglie si stiano stringendo. Entro un anno lo scambio di file pirata si sposterà probabilmente su piattaforme dell'est o asiatiche, praticamente in luoghi dove la polizia occidentale ha maggiore difficoltà di intervento. 

Hollywood non riesce ad arginare l'incendio

Difficile infatti che il dibattito sul safe harbor, previsto dal Digital Millennium Copyright Act, vada a buon fine. I service provider non sono responsabili della condivisione pirata degli utenti, ma quando i ricavi per queste attività sono di diversi milioni di dollari i paletti del diritto (digitale) diventano quasi delle boe in mezzo al mare. Motion Picture Association of America (MPAA) e the Recording Industry Association of America (RIAA), soprattutto in questo momento di crisi economica, sembrano aver trovato le motivazioni giuste per convincere il Governo statunitense ad agire e non fare sconti.

C'è almeno una strana coincidenza che lascia pensare: la sublimazione (da certezza marmorea a fuffa) di quella vecchia equazione che tentava di legare pirateria e ricavi del mercato musicale. In Francia, a distanza di 17 mesi dall'approvazione della legge Hadopi si è scoperto che la riduzione del traffico pirata non ha frenato il crollo delle vendite. 

Le condivisioni illegali via P2P nel 2011 sono diminuite tra il 43% e il 66%, a seconda dei report, e i ricavi dell'industria musicale si sono contratti di circa il 3,9%. Insomma, tagliate le gambe al P2P, non sono ricresciute alla musica legale. Strano ma vero.

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Commenti dei lettori (30)

1/3 avanti   
Ilrisorto 02/04/2012 13:39
+18
non è strano anzi mi sarei sorpreso del contrario
Vidoque 02/04/2012 13:41
+42
La pirateria in se non toglie tanta clientela, semplicemente permette a chi non comprerebbe di avere tale prodotto. Di conseguenza, questa gente, se non può avere il prodotto free, non compra...
Alex666 02/04/2012 13:45
+7
"Le condivisioni illegali via P2P nel 2011 sono diminuite tra il 43% e il 66%, a seconda dei report, e i ricavi dell'industria musicale si sono contratti di circa il 3,9%. Insomma, tagliate le gambe al P2P, non sono ricresciute alla musica legale. Strano ma vero."

il problema della musica è la musica stessa,la maggior parte è spazzatura che dopo 2 giorni manco te la ricordi.
Chissà perchè gira e rigira si torna su album e artisti vecchi.
Ormai fanno solo dei video con eurognocche svestite(che per carità fanno la loro porca figura) o tamarri o bimbi emo.

Io di musica ne ascolto tanta e di tutti i generi (anche se rimango un rokkettaro)ma se uno vuole cercare grupppi che valga almeno la pena di ascoltare è meglio che non provi in quello che ci propinano le major o la Tv o Mtv ecc.
Emptiness 02/04/2012 13:46
+2
Finché la loro visione di mercato non si aggiorna, continueranno a fuggire dalle loro responsabilità e a denigrare un fenomeno che, evidentemente, non influisce più di tanto sul problema. E viceversa: finché continueranno a fuggire dalle loro responsabilità non aggiorneranno la loro visione di mercato. Bel circolo vizioso.
Morale della favola: bombardate le major.
Walter Bishop 02/04/2012 13:46
+2
Chiudete internet già che ci siete allora, pezzenti!
makrov 02/04/2012 13:48
0
semplicemente devono abbassare il prezzo al 10% per aumentare i ricavi, così un dvd masterizzato viene piu dell'originale, e garantire la fruibilità su qualsiasi dispositivo (cosa che la pirateria sa fare molto meglio)
tanto chi nn aveva intenzione di acquistarlo nn lo acquista lo stesso, al giorno d'oggi crearsi la propria videoteca è praticamente improponibile con i costi attuali! per nn parlare della qualità eh!
Alex666 02/04/2012 13:48
+5
Eh stanno malissimo a Hollywood ,ho visto ieri Julia Roberts a Casal Borsetti mangiare una piadina e Madonna sul pedalò...ma Vaff
PacK8) 02/04/2012 13:48
0
"Le condivisioni illegali via P2P nel 2011 sono diminuite tra il 43% e il 66%, a seconda dei report, e i ricavi dell'industria musicale si sono contratti di circa il 3,9%. Insomma, tagliate le gambe al P2P, non sono ricresciute alla musica legale. Strano ma vero"

Strano che? ma se è una vita che lo si dice che la maggioranza dei "scaricatori di porto" scaricano il 99,9% del materiale solo perché disponibile "agratis",limitandoli cosa si ottiene? un bel niente: comprare tutto lo scibile solo perché non lo si scarica più chi lo fa?.
gyready93 02/04/2012 13:54
+2
la cosa che cambia e che se prima trovavo una canzone bella la scaricavo e se mi piaceva mi compravo l'album su itunes.....adesso le canzoni più fallimentari mi limito a non ascoltarle mentre quelle più decenti le scarico..........(diciamoci la verità..quanto hanno influito la chiusura di megaupload e company nel download dei file? Prima per trovare un file ci impiegavo 2 minuti..ora ce ne impiego 3...)
jeky88 02/04/2012 14:03
0
i comunque resto dell'opinione che la maggior parte della gente, guardi alcuni film o serie tv poichè nel loro paese non vengono tradotte e trasmesse
1/3 avanti   
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