
I monopoli digitali spaventano di più della pirateria: questa la verità scomoda scagliata da Miramax e Netflix sul muso di Apple e altri colossi. Durante il MIPCOM di Cannes, evento clou per il mercato dei contenuti audio-video, l'amministratore delegato della major cinematografica e quello della più nota piattaforma online di noleggio film si sono trovati d'accordo sui rischi del settore.
"La pirateria non è stata un gran problema per la nostra azienda", ha commentato Mike Lang di Miramax. "Penso che tutti i consumatori a un certo punto della vita, a prescindere dal mercato mondiale, non vogliano piratare. Davvero. Forse non i ragazzi dei college, ma gli altri alla fine nel tempo non vogliono più, e il modo per reagire a questo è offrirgli ottimi e legittimi servizi".
Lang e Sarandos
Insomma, bisogna innovare ma non solo sotto il punto di vista tecnologico bensì anche sul fronte dei modelli di business e della gestione delle licenze sui diritti di copyright. E la lezione proviene già dal mercato musicale: tutti a parlare di pirateria quando i fenomeni che hanno rivoluzionato il settore sono ben altri. "Walmart (catena di supermercati leader nel mercato USA, NdR) ha cambiato l'industria musicale più di quanto abbia fatto Napster", ha dichiarato Ted Sarandos di Netflix.
La questione dei listini è chiave e ancor di più se si considerano i monopoli come ad esempio iTunes. Se puoi condizionare i prezzi e la maggioranza dei clienti sono tuoi hai il controllo su tutto. "Apple è la più potente azienda nell'industria musicale perché non c'era e non c'è ancora abbastanza competizione", ha aggiunto Lang. "Come industria, quella cinematografica, dobbiamo essere molto consapevoli di questo. Ecco perché abbiamo fatto il nostro accordo con Netflix, e lo stesso con Hulu (un'altra piattaforma di streaming video, NdR). Vogliamo che più giocatori abbiano successo".
La cosa più importante in pubblicità è la novità che crea desiderio
Sarandos in sintesi sostiene che bisogna dare ai consumatori ciò che vogliono e immaginare anche che cosa desidereranno domani, perché in qualche modo l'otterranno. Non è un pensiero rivoluzionario, ma semplicemente l'anima del marketing statunitense - e quindi globale.
Forse dovremmo regalare a FIMI, SIAE e alle major il cofanetto della serie "Mad Men", che descrive con acume e genialità i primi passi della pubblicità moderna. Lì, in quei primi anni '60 dove viene psicanalizzato il rapporto tra desiderio e prodotto. Ecco, laggiù si nasconde la soluzione a tutti i mali della pirateria. Niente che un comune libercolo sul marketing non abbia già sviscerato.
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Originariamente inviata da Fall4
E ci credo che pochi vogliono piratare la musica, con lo schifo che c'è al giorno d' oggi, oramai penso che tutti abbiano una raccolta di buona musica del passato, ora non spreco nemmeno 4MB per una canzone rifiuto.
Originariamente inviata da gutti
Scusa, ma lady gaga non ti piace?
Originariamente inviata da Articolo
Hollywood: iTunes più pericoloso della pirateria
Originariamente inviata da g.dragon
a me no
Originariamente inviata da gutti
Scusa, ma lady gaga non ti piace?
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