Microsoft è determinata più che mai a incrementare il gruzzolo che incassa dalle vendite dei prodotti Android, e questa volta nel mirino c'è Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni che vende, fra gli altri prodotti, anche smartphone e tablet con i sistemi operativi di Google. La notizia è stata confermata da Victor Xu, responsabile marketing di Huawei, che nel corso di una intervista al Guardian ha rivelato che Microsoft li ha contattati e che ora "sono in corso i negoziati".
Huawei pagherà le royalty a Microsoft per i prodotti Android che realizza
Huawei, come tutti i produttori che finora sono scampati alla caccia grossa di Microsoft, si aspettava che prima o poi sarebbe stata chiusa all'angolo, e ha pensato bene di evitare un scontro a fuoco con il colosso di Redmond.
Xu ha infatti spiegato che la sua azienda "ha sempre rispettato la proprietà intellettuale altrui", anche in virtù del fatto che lei stessa è proprietaria di 65.000 brevetti. Quello che vuole Microsoft è risaputo: il pagamento per le royalty sui brevetti Android di cui è titolare, con cifre per le quali si accorderà con chi di dovere.
Gli Ideos sono prodotti Android già in commercio - Clicca per ingrandire
L'azienda cinese si definisce "un attore molto importante nel mondo Android" e non intende rinunciare ai suoi progetti: Xu ha spiegato che "nei prossimi tre anni intende rientrare tra i primi cinque produttori mondiali di smartphone, e tra i primi tre nei prossimi cinque anni". Obiettivi senza dubbio aggressivi, che però non sono lontani dalla portata di un'azienda che è un colosso in Cina, in Inghilterra e in altri Paesi importanti.
Al momento Huawei, che ha sede a Shenzhen, è il secondo più grande produttore mondiale di infrastrutture di rete, comprese quelle mobili, ed è seconda solo alla svedese Ericsson. Intende aprire tre nuovi "centri di progettazione" (il primo nel Regno Unito), per creare smartphone focalizzati sui gusti e sulle richieste del consumatore europeo.
Microsoft ha già sottoscritto accordi per il pagamento delle royalty per i prodotti Android con almeno 10 aziende, tra cui Samsung, attualmente il primo produttore mondiale di smartphone, HTC, Compal Electronics (che serve clienti come Dell, HP e Toshiba), Quanta Computer, Wistron, General Dynamics Itronix , Velocity Micro, Onkyo, Acer e Viewsonic.

Commenti dei lettori (15)
anche se ad essere sincero credo più la seconda
ma che voi sappiate MS ha già chiesto di batter cassa a sony ericsson?
Mi sembra un po' tardi per chiedere ad SE dato che non esiste più.. al massimo prenderà accordi con Sony... e questo lo vedremo prossimamente
Il problema è che poi ci passano le case produttrici e nn Google stessa come dovrebbe essere...
Ancora no, cn tutti i brevetti che ha ericsson in campo mobile secondo preferisce aspettare per nn "beccare duro" come è successo cm motorola. Tra l'altro Sonyericsson finora ha chiaramente detto di puntare tutto su android....secondo me stanno aspettando un momento più favorevole per andare a batter cassa
e certo come no!!
ad esempio hai vista la nuova barra delle notifiche presenti in iOs5 chissà da dove esce fuori. o meglio da dove è stata copiata.
google fornisce un OS gratuitamente, non ti obbliga ad usarlo e volendo lo puoi modificare come meglio credi.
se i produttori in questione non vogliono pagare il pizzo a microsoft possono tranquillamente modificare l'OS in modo da non infrangere i brevetti.
ma forse forse per 3$ (cifra richiesta da microsoft per ogni android venduto) gli conviene pagare e lasciarlo così come è.
con 3$ dollari hanno un sistema operativo funzionante.
contro i 30$ di Windows Phone.
inoltre se questi produttori pagano, e se google non modifica l'os vuol dire che è qualcosa che non si può modificare e che Microsoft non può/non conviene andare in causa.
alcune cose anche se brevettate si devono concedere in licenza obbligatoriamente..
le case produttrici se non vogliono avere tali problemi usassero il loro Os, o quello di microsoft.
ma se usano android un motivo ci sarà, forse gli conviene nonostante il pizzo.
Ce lo vedo Ballmer a fare da stalliere