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I dettagli del regolamento AGCOM: cosa cambia?

08:02 - 7 luglio 2011 di Dario d'Elia

AGCOM ha rilasciato il comunicato riguardante il nuovo regolamento sul copyright. Tante piccole novità e una certezza: la procedura è alternativa a quella giudiziaria ma non sostitutiva.

AGCOM ha pubblicato tutti i dettagli riguardanti il nuovo regolamento sul copyright, approvato ieri. Tante le novità rispetto alla prima versione, ma l'approccio all'argomento non sembra cambiare. "Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria", ha sottolineato il presidente AGCOM Corrado Calabrò. 

"L'articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine (60 giorni, NdR) per far pervenire osservazioni e suggerimenti. È nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un'audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno".

Regolamento AGCOM

Nello specifico la tutela del diritto d'autore sarà articolata in due momenti diversi:

  • Nella prima fase, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni, accogliendo la richiesta rivoltagli (notice and take down).
  • Nella seconda fase, qualora l’esito della procedura di notice and take down non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all'Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata.

AGCOM propone la procedura che la vede coinvolta quale alternativa a quella giudiziaria, e non sostitutiva. In ogni caso il ricorso al giudice di una delle parti blocca il tutto e "come tutti i provvedimenti dell’AGCOM, anche le decisioni in materia di diritto d'autore potranno essere impugnate dinanzi al TAR del Lazio".

  • La procedura non riguarda (sulla base del principio del fair use):
  • i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro;
  • l'esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione;
  • l'uso didattico e scientifico;
  • la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all'opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa.

La procedura non prevede alcuna misura di inibizione dell'accesso a siti internet ed è presidiata dalle seguenti garanzie:

  • non si rivolge all'utente finale, né interviene sulle applicazioni peer-to-peer;
  • non limita la libertà di espressione e di informazione, ma assicura piena garanzia dei diritti di cronaca, commenti, e discussione o di diffusione a fini didattici e scientifici, nonché ogni uso non lesivo del normale sfruttamento dei contenuti;
  • non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte, prevedendo in tal senso tempi adeguati nell’interesse di tutte le parti coinvolte;
  • inoltre, differentemente da quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, in caso di upload, l'upoloader riceverà l'avviso di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica.

60 giorni dopo?

"Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, l'Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza", sottolinea il documento ufficiale .

Per quanto riguarda invece le misure da sviluppare per favorire l’offerta legale si è deciso di puntare su:

  • promozione dell'offerta legale tramite l'individuazione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla riduzione delle barriere normative;
  • elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici;
  • promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti;
  • promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium;
  • individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza;
  • realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti;
  • osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali;

"Tali obiettivi saranno perseguiti anche attraverso l’istituzione presso l'Autorità di un Tavolo tecnico al quale saranno invitati a partecipare tutte le categorie interessate e le associazioni di consumatori e utenti", conclude il documento. 

A questo punto non resta che attendere i primi commenti delle associazioni dei consumatori e degli esperti di diritto digitale per comprendere la portata di queste correzioni.

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Commenti

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1/4 avanti    
SenSiTive 07/07/2011 08:36
 
+13 
mah.. se i principi del "fair use" vengono rispettati la cosa non è poi così tragica.
se seguissero quanto indicato dall'europa, invece di applicare le loro "fantastiche trovate", le cose sarebbero ragionevoli.
Joe 07/07/2011 08:46
 
+17 
dato che siamo parte dell'europa,perchè la commissione eu non vara disposizioni uniche in materia per tutti li stati membri??(nota bene,NON direttive)..

in questo modo si garantirebbe l'uniformità del regolamento,e sicuramente,un maggior approccio critico.
StefanoMac 07/07/2011 08:47
 
+2 
ah ma quindi volete dirmi che un blog tipo "lapaginettadizibino" sarà assolutamente intoccabile?
Un po più complicata è la faccenda dei siti esteri.
Spero, come ha già detto qualcuno, che voi di toms facciate una bella guida per l'utilizzo di dns e proxy.


Comunque mi è venuto un dubbio, ma un blog (tipo wordpress o blogger) che distribuisce file pirata che ha la pubblicità al suo interno è da considerarsi "avente finalità commerciale o scopo di lucro"???
Dario D'Elia 07/07/2011 08:56
 
+4 

 Originariamente inviata da Joe

dato che siamo parte dell'europa,perchè la commissione eu non vara disposizioni uniche in materia per tutti li stati membri??(nota bene,NON direttive)..

in questo modo si garantirebbe l'uniformità del regolamento,e sicuramente,un maggior approccio critico.



Lo sta per fare... ma AGCOM ha fretta...

d.
Nano Bagonghi 07/07/2011 09:01
 
+2 

 Originariamente inviata da StefanoMac

Comunque mi è venuto un dubbio, ma un blog (tipo wordpress o blogger) che distribuisce file pirata che ha la pubblicità al suo interno è da considerarsi "avente finalità commerciale o scopo di lucro"???



Non conosco wordpress, ma conosco abbastanza Blogger (e meglio Adsense).

Per quanto riguarda Blogger e' sicuramente vietato distribuire file pirata, quindi se qualcuno ti segnala ti verra' chiuso il blog.
Peraltro distribuire file pirata e' proprio vietato dalla legge italiana, quindi la posizione di Google e' ovvia.

Per quanto riguarda Adsense, cioe' il programma pubblicitario di Google, e' vietato mostrare la pubblicita' Adsense non solo su siti che distribuiscono materiale pirata o per adulti, ma e' anche vietato linkare contenuti pirata, siti per adulti e siti di scommesse (tra le altre cose).
Dato l'alto numero di siti che usano Adsense (si parla di 2 milioni di publisher nel mondo) i controlli sono abbastanza sporadici e puo' capitare che un sito che ad esempio colleziona link a megavideo possa ospitare annunci Adsense anche per mesi prima di essere sgamato ed escluso dal circuito pubblicitario.

Sulla finalita' di lucro la risposta e' ovvia: un soggetto che aderisce ad un programma pubblicitario ed espone pubblicita' lo fa sempre con finalita' di lucro.
niksd 07/07/2011 09:03
 
+3 
Beh, in sostanza l'agcom si metterebbe in mezzo solo come scorciatoia per la rimozione dei contenuti illegali, se poi un gestore ritenesse che la richiesta di rimozione fosse infondata allora si passerebbe al giudizio di un magistrato senza l'insorgere di complicazioni. Ho capito bene?

Così mi sembra sensata la cosa..
Zapotec 07/07/2011 09:05
 
+6 
Perchè ho come la sensazione che i siti di hosting file saranno oscurati?
likko 07/07/2011 09:06
 
+1 
Mi sfugge qualcosa ma non mi sembra poi così terribile, non sono un esperto ma mi piacerebbe sapere se questo provvedimento vada veramente a ledere il principio di libertà che è alla base del concetto di democrazia. Da quello che ho letto non mi sembra un cappio allo collo e non mi sembra che venga sfavorita la fruibilità dei contenuti. Penso che se la politica fosse un'industria ed ogni legge un prodotto con tutto sto hype il nostro paese sarebbe uno dei più ricchi...
cesare87 07/07/2011 09:09
 
+13 
oddio mosè della lego mi fa morire...hahahahah
Joe 07/07/2011 09:12
 
+5 

 Originariamente inviata da Dario D'Elia

Lo sta per fare... ma AGCOM ha fretta...

d.



ma allora sono proprio degli inetti?
che senso hanno questi "balletti giuridici" per far passare un "capriccio italiano",quando poi, per ovvi motivi,le disposizioni/regolamenti ue sovrasteranno quelle nazionale?
1/4 avanti    
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