I distretti tecnologici italiani funzionano bene, e malgrado la crisi si distinguono rispetto a quelli industriali per gli ottimi risultati raggiunti. L'ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha scoperto che questi 18 gioielli sparsi per l'Italia (Nord e Sud senza distinzioni) sono il frutto dell'impegno di singoli ma anche del territorio.
Poli hi-tech italiani - clicca per ingrandire
"Un distretto tecnologico si distingue per la presenza di imprese high tech con manodopera particolarmente qualificata e collegate a poli universitari e centri di ricerca", ha spiegato la ricercatrice Serena Fumagalli al Corriere della Sera. Bisogna sottolineare che tutti hanno già iniziato a trasporre l'innovazione in veri e propri prodotti. I settori di riferimento sono quelli farmaceutico, biomedicale, aeronautico e informatico.
I poli farmaceutici sono di dimensioni medie (100 addetti) e si concentrano nel milanese, laziale (tra Roma, Frosinone e Latina), toscano (tra Firenze, Siena e Pisa) e napoletano. "In tutto circa 70 mila addetti che hanno prodotto dal '98 al 2007 ben 1.100 brevetti", sottolinea il Corriere.
Fatturato Poli hi-tech e tradizionali
Il distretto biomedicale di Mirandola in provincia di Modena e si è specializzato nella produzione di "componenti monouso, apparecchiature per la emodialisi, prodotti per la cardiochirurgia, la trasfusione e l’anestesia".
Le filere ICT invece sono concentrate in "8 poli che rappresentano alla fine il 59% del totale degli addetti italiani del settore (circa 200 mila)". Si parla di piccolissime imprese di circa 7 addetti, ma anche meno, situate a Milano, Roma, Torino, Genova, Catania, Aquila, tra Bologna e Modena e infine nel Veneto. "Milano da sola occupa quasi 70 mila persone e Roma 50 mila. Segue Torino con 25 mila", continua il quotidiano.
Milano è in testa per il numero brevetti (2mila), ma il dato non è preciso poiché molti di questi sono intestati a università o dai centri di ricerca.
"L’ultimo settore preso in considerazione è l’aeronautico con cinque distretti. Gli addetti totali sono 24 mila e Varese, Napoli e Torino si contendono il primo posto", conclude il Corriere. "Le imprese in questo caso sono di dimensioni più grandi. A Varese c’è la dimensione più elevata che però si giova tutto intorno di una filiera di piccole e medie".
(Fonte: Corriere della Sera)

Commenti dei lettori (6)
Lo devono però fare i privati, non lo fanno, perché aspettano sempre qualche sovvenzione statale. Non lo fanno perché la burocrazia è talmente complessa da scoraggiare chiunque a fare investimenti. Non lo fanno perché quando arriva il momento di pagare le tasse, è meglio chiudere la baracca.
Basterebbe che lo stato si togliesse dalle balle da tutto il settore economico e i privati correrebbero a fare investimenti. Portando a creare tantissimi posti di lavoro, per persone molto qualificate e laureate con tanto di aumenti salariali in base alle capacità.
si, quindi diamo il via a un nuovo piano Bush di deregulation e taglio delle tasse per avviarci col sorriso verso un'altro crack che pagheremo di tasca nostra
Mi dispiace che non lo sai. Ma la crac è stata provocata esattamente per motivi opposti. Da una parte tassi di interesse assurdamente bassi dalla FED ( autorità centrale, privata si ma è come se fosse uno stato autoritario a se una cosa assurda nel libero mercato) dall'altra OBBLIGO di dare mutui a chi era nelle situazioni svantaggiate ( anche questo assurdo perche chi è svantaggiato non puo permetterselo ma le banche concedeva lo stesso il prestito per non ricorrere in cause legali ). Se ti informassi meglio, purtroppo il 95% della gente la pensa come te rimbambita dal bombardamento mediatico giornaliero, sapresti che le cose sono diverse da come ce le hanno sempre presentate. Si sente solo che sono le banche e gli speculatori a fare la crisi. Nulla di piu sbagliato perche quando ti danno i soldi gratis ( dalla fed ) beh devi pur investirli da qualche perte ( quindi si sono inventati i derivati ). finche va bene ok, se arriva la crisi ci salveranno ( protezione statale= altra ingerenza statale). Spero di essere stato chiaro.
PS scusate ot, ma la disinformazione è troppa e non ho resistito.
no no no no un attimo andiamoci calmi perchè dare del disinformato a me ce ne vuole.
Cito Rocco Corigliano (riguardo alle cause)
"le deficienze regolamentari sui requisiti patrimoniali e sulle riserve di liquidità delle banche;"
Nicola Borzi (S24O)
"Una spiegazione plausibile di questo prolungato periodo di condiscendenza monetaria e creditizia è che le banche centrali non hanno ancora pienamente adeguato le rispettive politiche interne per tener conto della crescente importanza degli influssi di natura globale."
Nicola Borzi (S24O)
"Resta solo una domanda: ma i banchieri della Bis, in questi anni, dov’erano?"
Di che parliamo? dei poveri finanzieri che stretti dalle morse di una burocrazia invadente non hanno potuto evitare di intascare bonus per anni e poi chiedere il conto a dipendenti e al deficit statale? O parliamo di enti e persone che non hanno controllato e constatato che lasciarli come cani sciolti ci portava al patatrac?
Per piacere...
"Una spiegazione plausibile di questo prolungato periodo di condiscendenza monetaria e creditizia è che le banche centrali non hanno ancora pienamente adeguato le rispettive politiche interne per tener conto della crescente importanza degli influssi di natura globale"
eh?
Te lo ripeto ancora una volta: il conto è stato chiesto ai contribuenti, per il semplice motivo: le banche sapevano che sarebbero state salvate. Quindi è una vera e propria intromissione dello stato. Un pò come con gli incentivi per le auto. Stranamente adesso le auto non le compra più nessuno, perché tutti aspettano un nuovo flusso di incentivi, per cambiare macchina. La stessa cosa con il condono fiscale: ripetuto regolarmente fa si che gli evasori crescono piuttosto che diminuire: grazie alla intromissione statale.
Gli interventi statali portano alle distorsioni. Le regole ovviamente sono fondamentali, devono esserci, ma non possono esistere organi sovranazionali che decidono quando alzare o ridurre i tassi di interesse senza badare alla domanda e all'offerta di mercato.Non possono esistere dei salvagenti. Altrimenti i privati non faranno altro che approfittarsene.
Anche tu se avessi avuto la possibilità dopo un bel aiuto statale penseresti al tuo sedere(bonus) piuttosto che a sistemare i conti.