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iBooks, un marchio che forse Apple pagherà caro

12:21 - 17 giugno 2011 di Elena Re Garbagnati

Apple è stata denunciata da un editore di New York per l'uso del marchio registrato iBooks. L'azienda aveva registrato un nome simile, ma senza il suffisso s, per identificare i suoi computer. Secondo il querelante non aveva diritto di usarlo per identificare libri o la distribuzione elettronica degli stessi.

Dopo iCloud (iCloud in tribunale, Apple ha poca fantasia con i nomi) anche iBooks si rivela un grattacapo per Apple: un editore di libri newyorkese ha denunciato l'azienda di Cupertino perché il termine iBook violerebbe un marchio registrato dalla Byron Preiss, un editore che fin dal 1999 aveva pubblicato oltre mille libri con il brand iBooks. In seguito l'editore John T. Colby, fondatore di Brick Tower Press e di J. Boylston & Company, ha acquisito gli asset di questa casa editrice, compresi i diritti sul marchio iBooks.

Apple è stata denunciata per l'uso del marchio iBooks

Per questo motivo JT Colby ha depositato una denuncia contro Apple presso la corte distrettuale di Manhattan, New York. Colby, in particolare, riconosce ad Apple di avere registrato e usato un marchio iBook relativo alla gamma di notebook che sono stati in commercio fino al 2006, ma secondo lui il brevetto in questione non autorizza l'azienda di Cupertino a sfruttare lo stesso marchio (con l'aggiunta di una s) per identificare libri o la distribuzione elettronica degli stessi.

Nella denuncia si legge testualmente che "L'uso da parte di Apple del marchio iBooks in riferimento al catalogo elettronico a cui si può accedere attraverso il tablet iPad e l’iPhone probabilmente sommergerà i marchi iBooks e ipicturebooks del contendente rendendoli virtualmente inutili". Non solo, sembra proprio il suffisso "s" ad essere candidato come una possibile fonte di guai per Apple: Colby ha dichiarato, infatti, che "sebbene Apple possieda da più di dieci anni il trademark sul termine iBook per i suoi computer, la società non lo ha mai usato per indicare libri elettronici o app per consegnare libri elettronici fino ad aprile 2010".

Colby chiede un provvedimento ingiuntivo e un risarcimento - clicca per ingrandire

Per questo motivo il querelante chiede un provvedimento ingiuntivo per bloccare l'uso del marchio da parte di Apple e un risarcimento di cui al momento non si conosce l'ammontare. L'ufficio dei brevetti statunitense (US Patent and Trademark Office) ha in effetti una registrazione del marchio iBooks legata a libri di fantascienza, che è stata presentata nel 1999. Solo dal 2003 è iniziata però la cospicua pubblicazione di libri che usavano questo marchio.

Le registrazioni di Apple, invece, sembrano essere più d'una. L'azienda avrebbe registrato a novembre del 1998 il marchio iBook relativo a PC e hardware per PC, che le occorreva per presentare, nel 1999, i notebook iBook. La casa di Cupertino ha però registrato anche, nel 2010, il marchio Apple iBook in concomitanza con quello dell'iPad con la finalità di coprire i servizi elettronici relativi all'ibookstore.

Apple, tuttavia, sembra avere un asso nel cassetto: nel 1996, in seguito a una causa legale, aveva acquistato da Family Systems Limited Company il diritto di sfruttamento del marchio registrato iBooks in relazione al software per il supporto e la creazione di libri elettronici interattivi. Come sempre Apple si è rifiutata di commentare.

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Commenti

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Bakust 17/06/2011 12:42
 
+3 
Questi pensano di copiare a destra e a manca senza preoccuparsi di nulla.

Chi azzo si credono di essere
majowski86 17/06/2011 12:42
 
+3 
Questi di Apple sono troppo fissati da questa "i".. Non è il primo caso in cui nemmeno controllano e usano nomi già registrati da altri..

Capisco che è il loro modo di identificare i propri prodotti, ma devono rendersi cont di non essere gli unici ad aver pensato alla "i".. La prossima volta un piccolo controllino sul fatto che un nome sia già registrato o meno non guasterebbe..
NIB90 17/06/2011 12:43
 
+17 
Ma agli uffici di registrazione dei marchi non controllano prima se ci sono casi di "omonimia"?

Sono in malafede quelli della Apple se già sanno che quel marchio esiste già, ma che non ci sia un minimo controllo da parte delle autorità preposte è scandaloso.
SkinNner 17/06/2011 12:43
 
+15 
sempre a copiare tutto, sempre con sta caxxo di i davanti a tutto, irottoilcaxxo stavolta
King83 17/06/2011 12:46
 
-16 
se non la smette di crescere tra un pò si comprerà google e lo trasformerà in iGoogle, poi facebook in iFacebook...
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RaZoR93 17/06/2011 12:50
 
+7 

 Originariamente inviata da Bakust

Questi pensano di copiare a destra e a manca senza preoccuparsi di nulla.

Chi azzo si credono di essere

Consiglio di leggere l'articolo.
Quanto astio ragazzi.
DjLode 17/06/2011 12:51
 
+2 

 Originariamente inviata da Bakust

Questi pensano di copiare a destra e a manca senza preoccuparsi di nulla.

Chi azzo si credono di essere



Ma hai letto tutto il testo? Ovviamente no...
Ansem 17/06/2011 12:53
 
+9 

 Originariamente inviata da King83

se non la smette di crescere tra un pò si comprerà google e lo trasformerà in iGoogle, poi facebook in iFacebook...


igoogle esiste già
Bakust 17/06/2011 12:54
 
-8 
Non mi serve leggere, non passa giorno che non legga qualcosa su mela di qua pera di la i di su ifon di giù, mi hanno veramente rotto i cosiddetti

E poi tutti a lamentarsi che c'è crisi -.-''
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mizar79 17/06/2011 12:55
 
Ma non è possibile... non si possono brevettare nomi che fanno riferimento a oggetti/servizi così generici, o li possono usare tutti e distinguersi nel nome o non li brevetta nessuno! E non mi riferisco solo ad Apple. Purtroppo è stata solo la capostipite di questi "furbetti del quartierino".
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