iCloud e Gmail nella bufera per due giorni poi l'allarme rientra

di Elena Re Garbagnati, 19 aprile, 2012 13:25

30 milioni di utenti Gmail sono rimasti senza posta elettronica per più di un'ora, iCloud ha funzionato a intermittenza per più di un giorno. Apple e Google non hanno spiegato nei dettagli quali sono stati i problemi, quel che è certo è che questa è stata una settimana nera per la mail.

Il servizio email di iCloud ha subito una battuta d'arresto: utenti di diversi Paesi nei giorni scorsi hanno lamentato difficoltà ad accedere al servizio, con il conseguente blocco di invio e ricezione dei messaggi di posta elettronica su qualsiasi dispositivo. Da New York, Londra e altre città sono piovute segnalazioni alla community di supporto ufficiale in cui si notificavano funzionamento intermittente o interruzioni complete a seconda dei casi.

Il servizio di mail di iCloud ha avuto problemi per diverse ore

Apple ha pubblicato un aggiornamento di stato in cui notificava che è a conoscenza del problema e stava cercando una soluzione. "Gli utenti potranno accedere alla posta di iCloud non appena il servizio verrà ripristinato. Tutti gli altri servizi sono in linea e pienamente operativi". Il guasto si è verificato martedì e sembra essersi protratto fino a ieri. Oggi tutto risulta funzionante e Apple ha sottolineato che l'interruzione riguarda un numero irrilevante di utenti.

Nella pagina di report sullo stato di iCloud l'azienda ha infatti pubblicato un dato ufficiale secondo cui gli utenti coinvolti sarebbero meno dell'1 percento a livello globale. Da quando è stato attivato, a ottobre 2011, iCloud ha già al suo attivo 85 milioni di iscritti.

Anche Gmail è andato in panne delle stesse ore

Coincidenza vuole che il problema di iCloud sia stato segnalato il giorno successivo all'interruzione di Gmail e di alcune altre applicazioni di Google, anche in questo caso relativa a un numero esiguo di utenti. In questo caso le vittime del problema hanno visto il criptico errore 500, accompagnato dal messaggio "siamo spiacenti, ma il tuo account Gmail non è temporaneamente disponibile".

Il problema è durato circa un'ora e Google ha ammesso che la prima stima degli utenti coinvolti (2%) era errata: si parla di 30 milioni di utenti a livello globale, equivalenti al 10% degli account attivi.

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Commenti dei lettori (21)

1/3 avanti   
xhogan89x 19/04/2012 13:32
+6
il cloud è il futuro


ps: http://www.youtube.com/watch?v=8pZRUfPh3pc
nuovo trailer di god of war 4
Ivan_Drago 19/04/2012 13:38
+1
Ecco perchè martedì sera thunderbird non riusciva a sincronizzarsi con gmail...
Bluevex 19/04/2012 14:08
0
Io sono incappato nell'errore di Gmail e non sono riuscito ad accedervi per 2 ore.
Ora io uso gmail come casella personale e non per lavoro, ma immagino l'incazzatura dei professionisti.
Se qualcuno viene a dirmi che il cloud è il futuro lo prendo a sprangate.
Conrad8 19/04/2012 14:12
+2

 Originariamente inviata da Bluevex

Ora io uso gmail come casella personale e non per lavoro, ma immagino l'incazzatura dei professionisti.



I professionisti non dovrebbero usare Gmail ma un servizio PEC
Androidiano 19/04/2012 14:24
+9

 Originariamente inviata da Conrad8

I professionisti non dovrebbero usare Gmail ma un servizio PEC



Esiste app for business dove il dominio non è "gmail.com" ma è personalizzabile e utilizzato da milioni di aziende nel mondo.
...e comunque il servizio di Google rimane uno dei migliori...

PS. la PEC è la posta certificata...Che c'entra???
mitom 19/04/2012 14:32
+1
Le "interruzioni di servizio" si possono avere anche in locale (guasti vari ai dispositivi per esempio) inoltre la probabilità di perdere dati su cloud è infinitesima mentre non lo è quando si parla di storage locale.

L'unico anello debole dei servizi cloud è l'affidabilità del proprio provider internet.
Perfect Dark 19/04/2012 14:41
+2

 Originariamente inviata da Androidiano

Esiste app for business dove il dominio non è "gmail.com" ma è personalizzabile e utilizzato da milioni di aziende nel mondo.
...e comunque il servizio di Google rimane uno dei migliori...

PS. la PEC è la posta certificata...Che c'entra???


Infatti non c'entra nulla. Senza contare che la PEC, a livello legislativo, esiste SOLO in italia, NON è uno standard internazionale riconosciuto. Non a caso tutti i maggiori fornitori di email, tipo Gmail, Yahoo, Windows Live etc NON offrono un servizio PEC, che viene offerto solo da aziende italiane tipo Aruba e simili (ne cito una a caso, i cui server presero fuoco mesi fa facendo perdere giornate di lavoro a migliaia di persone).

Comunque le loro stime mi sembrano al ribasso, dicono che solo il 10% è stato colpito, ma io ieri ho ricevuto l'errore 500 verso fine mattinata, mi sembra strano di essere stato uno dei pochi sfortunati.
In ogni caso anche io sono sempre a favore del cloud, mi dà molta più sicurezza. Il peggio che può succedere è che per qualche disservizio non puoi accedere ai tuoi dati o documenti per tot tempo, ma è veramente difficile che te li possano perdere o cancellare per malfunzionamenti vari. Rimane più sicuro salvare i dati su un cloud che salvarsei in locale nel proprio hard disk + copia nel NAS dual bay in raid 1 + copia su chiavetta usb + copia su cd. Se ti va a fuoco la casa o ti si allaga tutto, perdi tutto, anche se ne hai 30 copie sparse su vari supporti, se ne hai una copia in cloud ti salvi
_pietro 19/04/2012 14:48
+2
un'ora?!?!?? immagino l'impennata dei suicidi
heavymetalforev 19/04/2012 15:26
+2
@PerfectDark

Si, ti salvi, sperando che Anonymous e compagnia bella non te li freghino prima...

A me il cloud sembra tutta un'enorme C*****A, e lo dico da libero professionista IT.
Non credo nel cloud, qualsiasi cosa su Internet è raggiungibile / hackabile. Penso che Anonymous insegni. E' questo che mi spaventa.
Poi sinceramente dare a multinazionali tutti i nostri dati, mah... saro' forse contro corrente ma alla fine una volta che i dati sono in mano loro poco ci puoi fare... cosa ne sai quello che ci fanno loro?
Già mi vedo le agenzie segrete bussare alla porta di Google... per spiare i C****I di tutti...

Loro non potrebbero nemmeno rifiutarsi in quanto essendo assoggettati alla normativa americana, certi concetti sulla privacy nemmeno li considerano...

No, molto meglio il mio disco meccanico + copia su NAS + RAID 1 (eventualmente una copia IN BANCA mensile come disaster recovery, se vogliamo) ma non il cloud.

Guardatevi qualche video di Fabio Ghioni, che la sa lunga...
mitom 19/04/2012 16:34
0

 Originariamente inviata da heavymetalforev


Loro non potrebbero nemmeno rifiutarsi in quanto essendo assoggettati alla normativa americana, certi concetti sulla privacy nemmeno li considerano...



La privacy? Se guardi come i "nativi" digitali cercano di tutelare la loro provacy sui vari social network ti fai un idea del perchè i big non ne tengono conto in maniera prioritaria...

 Originariamente inviata da heavymetalforev

No, molto meglio il mio disco meccanico + copia su NAS + RAID 1 (eventualmente una copia IN BANCA mensile come disaster recovery, se vogliamo) ma non il cloud.


Immagino che un simile armamentario di roba, che è più costoso, fa perdere più tempo, ed è meno sicuro del cloud possa essere utile nel caso tu debba salvarti.... che cosa?
Personalmente carico e faccio caricare su cloud tutta roba che anche venisse letta da altri non crea nessun problema a nessuno.

Quanto poi ad anonymoous... Se il tuo PC è collegato ad internet è a rischio hacking tanto quanto i dati su cloud (il modo più semplice per accedere ai dati cloud rimane passare dal pc del bersaglio...)
1/3 avanti   
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