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Il governo turco censura il Web: cittadini in piazza

15:03 - 16 maggio 2011 di Pino Bruno, Roberto Caccia

Durante la giornata di ieri circa quarantamila persone si sono riunite in una trentina di città turche, per protestare contro l'applicazione dei nuovi filtri alla Rete decisi dal Governo. La scusa ufficiale è proteggere i giovani dalla pornografia e pedofilia, ma la paura che si tratti di una repressione politica del Web è alta.

Dal 22 agosto, la Turchia applicherà nuovi filtri alla Rete. Se la situazione dovesse rimanere immutata durante i prossimi mesi, sarà lo Stato a decidere quali siti potranno visitare i cittadini e che informazioni si potranno leggere. Una censura che il giovane Stato dalla cultura millenaria non può assolutamente permettersi, in vista di un futuro ingresso nell'Unione Europea.

Don't touch my Internet!

Secondo le nuove norme ogni utente potrà "scegliere" uno dei quattro filtri approvati dall'Information Technology Authority (ICTA): Standard, Famiglia, Casa e Bambini, ognuno con un livello diverso di censura. L'ICTA potrà inoltre bloccare i provider che decideranno di non sottoporsi alle nuove regole. Il motivo ufficiale è il solito ritornello usato in queste occasioni da chi vuole nascondere i propri errori: proteggere i bambini dalla pornografia e dai pedofili. Fortunatamente non tutti i turchi hanno abboccato, e hanno deciso di manifestare.

In totale più di 40mila persone hanno marciato per le strade e le piazze di circa trenta città turche, ma anche in alcune città Europee come Colonia, Amsterdam e Vienna. A Istanbul si parla di circa 5000 manifestanti, che hanno sfilato pacificamente luno il viale Istiklal, principale arteria commerciale della città.

Un'immagine delle proteste di domenica - Clicca per ingrandire

Ad Ankara, la capitale turca, circa 500 persone hanno risposto all'appello e alle manifestazioni hanno aderito diverse associazioni e piccoli partiti di sinistra. Più sfortunati gli abitanti di Antalya, capoluogo dell'omonima provincia. La polizia ha infatti impedito a circa 300 manifestanti di riunirsi nella piazza centrale della città. Per nulla scoraggiati, hanno proseguito il loro corteo nelle vie principali della città, con il supporto degli automobilisti di passaggio e dei loro clacson.

Unanimi gli slogan: "Don't touch my Internet", "Turchia libera, Internet libero", o ancora: "Tayyip, giu' le mani dal mio Internet", con riferimento al primo ministro Tayyip Erdogan, ha constatato un giornalista dell'Afp sul posto. Numerosi anche i cartelli con slogan simili, in turco e in inglese.

Proprio il primo ministro conservatore, leader del partito islamico-moderato Akp, ha deciso di buttare ulteriore benzina sul fuoco, criticando Facebook. "È una tecnologia cattiva. Le pagine di Facebook sono ripugnanti e orrende", le dichiarazioni di Tayyip. Difficile stabilire se abbia visitato soltanto le pagine dei suoi oppositori, tuttavia il timore di una repressione politica del Web è alto, e i precedenti non rassicurano la popolazione.

Circa 40000 manifestanti hanno sfilato nelle vie delle principali città turche - Clicca per ingrandire

Per esempio, YouTube (il quinto sito per numero di visite in Turchia) è stato bloccato diverse volte, per aver ospitato video offensivi nei confronti di Mustafa Kemal Ataturk, il padre della Turchia moderna e considerato un eroe dalla maggioranza della popolazione. Altri argomenti tabù, oltre ad Ataturk, riguardano l'esercito, le questioni delle minoranze e della dignità della nazione. Per questi motivi esistono migliaia di blog bloccati soltanto per averne discusso.

Per la Turchia, l'approvazione di questi nuovi filtri sarebbe un altro passo indietro, in tema di diritti civili e libertà di stampa. Per questi motivi il paese è nella lista dei "sorvegliati speciali" di Reporters sans frontières, che accusa Ankara di essere tra i nemici di Internet. Secondo gli ultimi rilevamenti i siti già bloccati sono tra i cinque e i trentasettemila.

Anche YouTube, il quinto sito per numero di visite in Turchia, è stato bloccato diverse volte

Il principale partito di opposizione, il socialdemocratico e laico Chp, sostiene che questo regolamento è "la dichiarazione di morte di Internet in Turchia" e la stampa avversaria di Erdogan fa paralleli con le censure di Cina, Corea del Nord e Iran. Già si annunciano ricorsi fino alla Corte europea dei diritti dell'Uomo.

si ringrazia Pino Bruno per la collaborazione

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Commenti

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1/5 avanti    
marcellinobono 16/05/2011 15:06
 
+4 
mamma mia la turchia entrerà nell'unione europea ci sarà un'altra invasione in italia dopo la romania ecco la turchia
ZEB-DEMON 16/05/2011 15:07
 
+29 
mamma mia che rabbia!!!!!!!! ma caxxo ci può ancora essere la censura nel 2011????? e intendo in qualsiasi cosa.. odio i politici, vermi schifosi che si intingono sempre + nel loro grasso. ANDATE A CASA e date spazio ai giovani invece di rubargli il futuro!
sassi 16/05/2011 15:07
 
+28 
Che schifo! Primo o poi faremo la stessa fine!

Solidarietà al popolo turco!
asdasdasd 16/05/2011 15:11
 
+20 
Signori, ecco l'Italia fra qualche lustro
The.Zeion 16/05/2011 15:14
 
+1 
queste cose turche...
altro che unione europea, dovrebbero entrare nell'unione delle repubbliche cinesi!

@asdasdasd: ci vorrebbe qualcuno al governo in grado di applicare dei filtri...e si torna alla discussione sulle competenze in governo, per cui blocchi del genere, in italia, non li vedremo mai
cilloider 16/05/2011 15:19
 
+1 
Uhmmm ...mi sa che i turchi ci superano in quanto a coscienza civile....

Se una roba tipo ICTA fosse "suggerita" in questo paese ....ci sarebbero politici che si gongolerebbero di aver l'appoggio di qualche bigotta e del clero tutto....e forse i cittadini sarebbero quasi contenti di vedere solo l'isola dei famosi, Gf e Xfactor su internet, piuttosto di TUTTE QUELLE INFORMAZIONI...(che creano confusione in menti non abituate a pensare).

ops....spero di non aver dato qualche idea.....

P.S Sono matto .......politici che adesso siete lì con l'Ipad ...non ho diritto di voto, sono internato e scomunicato a vita.
Marco90 16/05/2011 15:22
 
+2 

 Originariamente inviata da marcellinobono

mamma mia la turchia entrerà nell'unione europea ci sarà un'altra invasione in italia dopo la romania ecco la turchia



Difficile che approdi un UE: dovrebbe accettare la libertà di relegione e abolire i matrimoni combinati. Non lo farà..
pabloski 16/05/2011 15:24
 
-3 

 Originariamente inviata da marcellinobono

mamma mia la turchia entrerà nell'unione europea ci sarà un'altra invasione in italia dopo la romania ecco la turchia



allora sarà una fortuna, almeno quelli hanno il coraggio di sfidare il governo quando non fa gli interessi del popolo

in fatto di censura noi stiamo messi maluccio eppure stiamo zitti

che la speranza per la democrazia venisse dall'oriente ormai non ne aveva più dubbi, queste proteste rafforzano la mia convinzione
TheThane 16/05/2011 15:26
 
+4 

 Originariamente inviata da asdasdasd

Signori, ecco l'Italia fra qualche lustro



Se censurano facebook, il giorno stesso parte la marcia su Roma :x
Human_Sorrow 16/05/2011 15:27
 
+11 

 Originariamente inviata da marcellinobono

mamma mia la turchia entrerà nell'unione europea ci sarà un'altra invasione in italia dopo la romania ecco la turchia



 Originariamente inviata da The.Zeion

queste cose turche...
altro che unione europea, dovrebbero entrare nell'unione delle repubbliche cinesi!



Perché voi vi credete di stare in un paese tanto migliore ??!
1/5 avanti    
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