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Il Porno trova casa online, è il dominio .xxx

08:16 - 21 marzo 2011 di Manolo De Agostini

L'ICANN approva, questa volta definitivamente, il dominio .xxx per i siti a luci rosse. L'industria del porno però non ci sta a essere ghettizzata sul Web e teme che così sarà più facile l'opera di filtro, con ovvie ripercussioni economiche.

I siti porno hanno finalmente il loro dominio. Il .xxx diventerà il quartiere a luci rosse del Web, ghettizzando i siti che offrono contenuti erotici, di qualunque genere, a pagamento e non.

L'approvazione di questo dominio ha subito più volte degli intoppi (.xxx, i siti porno avranno un loro dominio), ma ora l'ICANN sembra aver dato il lasciapassare finale. I primi domini .xxx dovrebbero iniziare ad apparire entro pochi mesi.

Tra chi esulta però non c'è l'industria del porno o almeno, non tutta. Grandi nomi si sono riuniti nella Free Speech Coalition per esternare tutta la loro contrarietà. Anzitutto c'è un problema di costi: molte aziende ritengono che sia ingiusto pagare 60/70 dollari per registrare ogni loro sito anche sotto il dominio .xxx. Un'operazione da molti ritenuta superflua, in quanto questi nuovi siti fungerebbero principalmente da redirect verso quelli registrati con altre estensioni.

Il secondo aspetto è proprio quella sorta di "dominio ghetto". All'industria del porno non va bene sia per una questione "morale", ma soprattutto perché un unico dominio consentirebbe di rendere più efficaci le soluzioni di filtraggio, con un'immediata e forse elevata perdita d'incassi. Per proteggere i bambini, ritiene l'industria pornografica, ci sono altre strade. Un dominio ghetto non è la soluzione.

"L'ICANN ha pericolosamente sottovalutato l'input arrivato dai governi di tutto il mondo. Peggio, ha ignorato il grido di opposizione dell'industria dell'intrattenimento per adulti respingendo gli interessi della libertà di parola su Internet", ha dichiarato Diane Duke, direttore di FSC.

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Commenti

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1/2 avanti    
rappre 21/03/2011 08:40
 
+23 
che polemiche inutili contro una soluzione banale, estremamente semplice ed ordinata. All'industria del porno rode solo perchè perdono una bella fetta di mercato di visitatori che su quei siti comunque non dovrebbero andarci. è pure una soluzione economica perchè snellisce di brutto tutto l'aspetto dei filtri ecc ecc quindi abbatte anche i costi di gestione, ma tanto quelli non li sostengono loro del porno quindi che gli frega..
[>>VK<<] 21/03/2011 09:03
 
soluzione che arriva troppo tardivamente, come detto nell'articolo la maggior parte userà i domini .xxx come redirect, questo vuol dire che per accedere al sito ci sarà sempre una senconda strada. se i domini .xxx fossero stati liberalizzai agli albori di internet, tutti sti casini coi filtri nn ci sarebbero stati.
jblpro_82 21/03/2011 09:03
 
+11 
E come potrebbero mai essere d'accordo. Adesso in qualunque ufficio, l'amministratore di rete potrà inserire "filtra .xxx" e vedi come la produttività salirà!!!

L'idea dell'ordine però non è male secondo me.
Ad esempio, tutti i giornali su .news, tutti i social network .social, etc...
Anche i motori di ricerca ringrazierebbero.
Vedremo...
Tsaeb 21/03/2011 09:05
 
+1 
finalmente i sistemi di filtraggio funzioneranno a dovere

IMHO polemiche inutili da parte del settore porno, dato che se uno è davvero intenzionato a visitare tali siti riuscirà a farlo esattamente come prima, mentre tutti gli altri saranno più "al sicuro". Quindi a guadagnarci saranno gli utenti, una volta tanto.
yggdrasil 21/03/2011 09:09
 
+2 
La domanda è: se qualcuno aprirà un sito porno .com gli verrà bloccato e costretto ad usare il .xxx oppure potrà tranquillamente aggirare il .xxx?
Per gli amministratori è più semplice ma se la burocrazia non li aiuta siamo punto e a capo.
Dav1de 21/03/2011 09:26
 
+5 
a proposito di filtri...

tempo fa (3 anni fa circa) su Repubblica.IT c'era un articolo riguardante la pedofilia e la chiesa... ero in ufficio, cliccai per leggerlo e mi uscì un riquadro che diceva approssimativamente così:

la pagina richiesta non è visualizzabile in quanto presenta dei contenuti poco consoni a quest'azienda, sarete contattati al più presto dall'amministratore del sistema... bla bla bla...

una gran bella figura di ***
Pier de Notrix 21/03/2011 09:33
 
+1 
Quoto quanto scritto da Dav1de e aggiungo che sarebbe consono ghettizzare quel genere di siti su .xxx escludendoli dalle altre estensioni, perché non si danneggiano gli utenti che ci vogliono andare, ma si evita l'accesso in azienda (e agli impiegati comunali che si domandano perché il PC non va più...) e ai bambini. In pratica blocchi solo chi non ci deve andare.
demon77 21/03/2011 10:52
 
+1 
Beh direi che era ora!
Era da sempre la soluzione più immediata e banale per organizzare la questione porno nella rete!

La cosa ridicola è che ci siano arrivati nel 2011
GiovanniT 21/03/2011 11:36
 
Quanto semplice sarebbe se tutti i siti pornografici fossero sotto dominio .xxx e unicamente li...

Almeno così molte operazioni di filtro per i bambini sarebbero attuabili molto facilmente.

Poi chiaro che all'industria del porno non stia bene un riduttivo simile... ma che vogliono, nessuno c'ha più soldi di loro, che si accontentino va'
Quanto 21/03/2011 12:03
 
+20 
In quanti avete controllato la tastiera?
1/2 avanti    
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