Anche il provider di Megaupload potrebbe finire sul banco degli imputati per violazione di copyright. Ne è convinto il pubblico ministero, persuaso dai guadagni che Carpathia ha ottenuto da Megaupload – circa 35 milioni di dollari – rendano il provider almeno in parte responsabile degli atti illeciti messi in atto dagli utenti di MegaUpload.
La questione è emersa venerdì scorso, quando le parti coinvolte si sono incontrate per risolvere la questione relativa ai costi ingenti per mantenere i dati. Carpathia al momento sta infatti spendendo circa 9000 dollari al giorno di tasca propria, visto che Megaupload non può pagare un centesimo dopo che tutti gli asset sono stati bloccati.
Mantenere i server costa molto
All'inizio tutti erano interessati al mantenimento dei dati archiviati sul oltre 1000 server, ma ora torna a farsi più che concreta la possibilità che siano cancellati. Washington avrebbe già acquisito le prove necessarie, e la MPAA (l'associazione dei produttori cinematografici), proprio durante l'udienza di venerdì ha fatto sapere di non essere più interessata ai dati.
Gli unici interessati al mantenimento dei dati sono quindi Megaupload – che non può pagare – e i (pochi) utenti onesti che hanno dei dati legali su quei server. Questi ultimi possono ricorrere a MegaRetrieval, uno strumento messo a punto in collaborazione con la EFF proprio per permettere il recupero dei dati, ma anche in questo caso c'è qualche difficoltà legale.
Per il momento l'integrità dei dati sembra quindi affidata alla "buona volontà" di Carpathia; fino a oggi però quest'azienda aveva un ruolo neutrale in questa bagarre, mentre oggi si dipinge la possibilità di chiamarla in causa come imputato. L'impressione è che di quei server tra non molto non resterà che il ricordo.

Commenti dei lettori (34)
Volete scaricare qualcosa? usate il p2p almeno nessuno si arricchisce illegalmetne
Però possono realmente condannare una società che ha messo a disposizione solo i server?
Non doveva essere megaupload a controllare ciò che ci finiva dentro?
A questo punto dovrebbero condannare i provider che ti hanno fornito la banda per poter scaricare materiale pirata.
e poi premerà y
per carità che erano intenzionati a farlo, ed erano pronti a denunciare i motori che indicizzavano a siti contenti file pirata (vedi google, yahoo e compagnia) quindi lascia stare che se lo fanno sul serio facciamo prima a disdire il contratto ADSL
Imho tra poco alcune grandi società (google in primis e già si è schierata con MU) si ribelleranno a questa politica di proibizionismo.
Mica per farci un favore chiaro, ma per interessi.
Il problema è che poi avranno troppo potere loro.
e poi,come si è già detto,era diventata una pratica troppo comune e troppo facile.Non che prima ci volesse un master in informatica per scaricare qualcosa,ma con l'avvento di jdownloader anche mia nonna a momenti si scaricava quel che voleva.Io sentivo che ne parlava chiunque avesse un pc,prima non era così,era solo questione di tempo prima che prendessero provvedimenti.