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Il sito del New York Times a pagamento dal 2011

12:20 - 23 agosto 2010 di Dario D'Elia

Anche il New York Times si prepara ad adottare il modello di business del britannico Times di Murdoch. Dal 2011 la consultazione online sarà a pagamento: probabilmente sarà consentita la lettura gratuita mensile di una decina di articoli.

Il New York Times ha annunciato che il suo sito dal 2011 diventerà a pagamento. "Non è stato ancora messo a punto un programma di prezzi e non è stato ancora definito quanti articoli i lettori online saranno autorizzati a consultare prima che venga richiesto loro di pagare", si leggeva nella breve pubblicata sul quotidiano, la settimana scorsa.

La sede del NY Times

E così anche una delle testate di riferimento mondiale per quanto riguarda l'informazione ha deciso di piegarsi al modello di business online basato su abbonamento. Difficile prevedere gli effetti collaterale sull'audience, certo è che il britannico Times in poco meno di tre mesi (a pagamento) ha già perso circa 1,2 milioni di lettori e circa 20 milioni di pageview.

Il Telegram & Gazette, sempre dell'editore The New York Times Company, sembra anticipare un po' la strategia che verrà adottata dal colosso: 10 articoli del mese gratuiti, dopodiché abbonamento mensile a 14,95 dollari o giornaliero a 1 dollaro.

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Commenti

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Aeon19 23/08/2010 12:45
 
Un tema che vi sta molto a cuore vedo, eh?
Zarbon 23/08/2010 12:47
 
Peccato... proprio il new york times che è uno dei miei portali preferiti... vabbè non penso però che pagherò...
R4z3R 23/08/2010 12:50
 
Premessa: La pubblicità comportamentale è piuttosto giovane su internet ma si stà diffondendo a tappeto come se fosse il santo gral, conseguenze?

Una ricerca ha constatato che visitando i 50 top siti degli usa il 70% dei cookie installati sono di società terze che raccolgono dati sugli utenti e li vendono a società di pubblicità, le quali confezionano pubblicità che dovrebbero interessare il consumatore ma alla fine sono poco più che bombardare alla cieca, risultato?

La maggior parte dei consumatori non sono assolutamente interessati a questo tipo di pubblicità e di più, col maturare della consapevolezza sulla privacy in internet saranno sempre meno disposti a tollerare che la loro privacy sia inevitabilmente e unilateralmente violata.

Conclusione (ihmo) questo modello pubblicitario per lo meno da solo non può assolutamente sostenere la crescita di internet e va affiancato ad altre forme che possono essere di micropagamenti oppure per esempio di partecipazione diretta del consumatore nel definire i propri interessi da fornire poi alle società di ad (previo ovvio pagamento da parte delle società che recuperano i dati sui consumatori)

Conclusione personale: intuile mandarmi cookie che spiano il comportamento, non sono disposto a tollerarli e verranno terminati ... se è l'unico modo per sapere cosa mi interessa che utilizzate, non sapete niente ... se non sapete niente la pubblicità che mi mandate è evidentemente spazzatura, come tale verrà cestinata "sine mora"..
(ovviamente non mi sto riferendo a nessuna persona fisica o giuridica in particolare)

PS: per ulteriori info cercare su siti e blog di harvard law school dove questi temi sono in discussione da un pò

saluti
bulletxt 23/08/2010 19:49
 
Il trucco consiste in questo: finchè esisterà la carta, le persone associeranno il "pagare" al fatto che paghi la "carta". La versione online viene vista come qualcosa che non ha bisogno di essere pagato perchè non concreto con "le mani".

Il giorno che il Corriere Della Sera e Repubblica faranno sparire i loro giornali dalle edicole, ecco che finalmente tutti i suoi lettori si sposteranno a quello a pagamento online.

Fino ad allora, faccio fatica a credere che ci saranno persone disposte a pagare per un giornale online.... brutto a dire ma è così.
plokko 23/08/2010 21:46
 
Secondo me sbagliano completamente il modello di buiseness:
dovrebbero fare come alcuni siti ove risiedono recensioni e videorecensioni anche costose da fare a pari di un'editoriale fornendo tutto in maniera gratuita ma con magari pubblicità fastidiose e qualche funzione avanzata in meno e far pagare un abbonamento per chi volesse le funzioni premium che tolgono le pubblicità e danno qualcosa in piu.
greensheep85 24/08/2010 11:22
 
bravi fanno bene
Sveen 24/08/2010 15:07
 
Finché esisteranno siti che divulgano notizie in maniera gratuita, l'utente si sposterà in questi lidi piuttosto che pagare, soprattutto se facendo un'analisi di molti giornali odierni è un copia incolla continuo delle news.
Se si vuole invogliare l'utente a pagare, bisogna proporre qualcosa di diverso dai solite notizie copiate, come approfondimenti, reportage, recensioni, ecc ecc. Per i giornali che pubblicano solamente le notizie ansa aggiungendo solamente la firma, la vedo veramente dura.
   
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