Il supercomputer Fermi è potente, l'Italia è nella Top 10

di Manolo De Agostini, martedì 19 giugno 2012 alle 08:23

IBM domina la Top 500 dei supercomputer più potenti al mondo con Sequoia, capace di toccare i 16,32 petaflops. Da notare la settima posizione dell'italiano Fermi e il SuperMUC raffreddato con acqua calda.

IBM Sequoia torna in vetta alla classifica dei supercomputer con una potenza di calcolo di 16,32 petaflops nel benchmark Linpack. Costruito dall'azienda statunitense per la National Nuclear Security Administration, si tratta di un sistema Blue Gene/Q a 96 rack (1.572.864 core) ed è dedicato al programma Advanced Simulation and Computing (ASC) per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense.

Il supercomputer di IBM supera così il Fujitsu "K Computer", che raggiunge i 10,51 petaflops grazie a 705.024 core SPARC64. In terza posizione un altro sistema IBM BlueGene/Q chiamato Mira, capace di toccare 8,15 petaflops grazie a 786.432 core. Da notare la presenza di due supercomputer cinesi nella top 10, primo fra tutti il Tianhe-1A.

Cinquantotto dei sistemi di questa Top 500 adottano acceleratori o coprocessori, rispetto ai 39 di sei mesi fa. Cinquantatre usano chip Nvidia, due Cell o GPU AMD Radeon e un altro il coprocessore Intel MIC. Sul fronte delle CPU troviamo che tre quarti dei sistemi hanno processori Intel, mentre sono sessantatre quelli con chip AMD Opteron. Non mancano chiaramente le soluzioni IBM Power, che sono cinquantotto.

Le altre note d'interesse di questa classifica riguardano la quarta posizione, dove troviamo il sistema SuperMUC, il computer più veloce in Europa installato al Leibniz Supercomputing Center (LRZ). È raffreddato ad acqua calda ed è stato costruito con server IBM System x iDataPlex Direct Water Cooled dx360 M4, dotati di oltre 150.000 core, per fornire prestazioni fino a tre petaflops.

La tecnologia di raffreddamento ad acqua calda consente di raffreddare direttamente i componenti del sistema, come processori e moduli di memoria, con temperature del refrigerante che possono arrivare ai 113 gradi Fahrenheit, ovvero 45 gradi Celsius. Secondo IBM grazie a questa soluzione tecnica è possibile "costruire un sistema 10 volte più compatto, con un sostanziale miglioramento delle prestazioni di picco, a fronte di un consumo energetico del 40 percento inferiore rispetto a una macchina equiparabile raffreddata ad aria".

Da notare infine che al settimo posto della classifica c'è il sistema di calcolo Fermi, installato al CINECA nel giugno 2012 per la ricerca scientifica e industriale italiana ed europea. Grazie al sostegno del Ministero dell'istruzione dell'Università e della Ricerca, l'Italia fa il suo debutto fra le prime dieci posizioni della Top500.

Fermi è un IBM Blue Gene/Q composto da 10.240 socket PowerA2 a 1.6 GHz di frequenza, ciascuno con 16 core, per un totale di 163.840 core e prestazioni di picco di 2,1 petaflops. Ogni processore è affiancato da 16 GByte di RAM (1 GByte per core). Per ospitare il sistema Fermi, particolare attenzione è stata data alla progettazione dell'infrastruttura di raffreddamento del data center del CINECA, realizzata con una combinazione di raffreddamento a liquido e ad aria.

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Commenti dei lettori (55)

1/6 avanti   
Roby10 19/06/2012 08:48
+15
Al di la di tutte le considerazioni, io vorrei capire come si fanno ad usare 16 petaflops "per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense".

Cioè di quante armi parliamo? Decine? Centinaia? Disolacate in quanti silos? 20? 30? Avete idea di quanto siano 16 Petaflops? Manco contassero gli atomi uno ad uno.

Davvero qualcuno sa qualcosa in più?
pac0 19/06/2012 08:55
+3
senza contare che in quella classifica mancano eventuali computer a disposizione di agenzie internazionali o statunitensi quali la NSA, che sicuramente non sveleranno mai le caratteristiche dei sistemi su cui fanno affidamento e certamente si posizioneranno molto avanti in classifica
likkko 19/06/2012 08:57
+41

 Originariamente inviata da Roby10

Al di la di tutte le considerazioni, io vorrei capire come si fanno ad usare 16 petaflops "per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense".

Cioè di quante armi parliamo? Decine? Centinaia? Disolacate in quanti silos? 20? 30? Avete idea di quanto siano 16 Petaflops? Manco contassero gli atomi uno ad uno.

Davvero qualcuno sa qualcosa in più?




Si, sappiamo tutto al riguardo, ma dopo avertelo detto saresti disintegrato per la sicurezza nazionale.
Sicuro di volerlo sapere?
Atarugolan 19/06/2012 08:57
+2
Non credere, le programmazioni per attivazioni, mantenimento, controllo, criptazioni etc etc sono veramente molto alte per le armi nucleari.

Qui sicuramente c'è tutto, compreso le gestione dei vari siti etc.

Non pensare al un semplice missile nucleare, ci saranno migliaia di cose..
Che poi 30? io direi di aggiungere uno zero
AurZero 19/06/2012 08:58
+4

 Originariamente inviata da Roby10

Al di la di tutte le considerazioni, io vorrei capire come si fanno ad usare 16 petaflops "per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense".

Cioè di quante armi parliamo? Decine? Centinaia? Disolacate in quanti silos? 20? 30? Avete idea di quanto siano 16 Petaflops? Manco contassero gli atomi uno ad uno.

Davvero qualcuno sa qualcosa in più?


http://it.wikipedia.org/wiki/IBM_Sequoia #Utilizzi


Da notare che oltre il 92% degli OS è linux (con 462 macchine), solo su 2 superserver viene messo Windows (che a malapena a partire dal 2010 riusci a superare il tepaflop con uno share del 0.4%) il resto è sistema unix (24 macchine) e OS misti (11).
Zen 19/06/2012 09:00
+35

 Originariamente inviata da Roby10

Al di la di tutte le considerazioni, io vorrei capire come si fanno ad usare 16 petaflops "per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense".

Cioè di quante armi parliamo? Decine? Centinaia? Disolacate in quanti silos? 20? 30? Avete idea di quanto siano 16 Petaflops? Manco contassero gli atomi uno ad uno.

Davvero qualcuno sa qualcosa in più?



Si chiama Joshua, è programmato per simulare eventuali scenari di guerra Termonucleare Globale ed imparare da essi, volendo però ci si può anche giocare a scacchi. XD
exedes 19/06/2012 09:00
+2

 Originariamente inviata da Roby10

Al di la di tutte le considerazioni, io vorrei capire come si fanno ad usare 16 petaflops "per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense".

Cioè di quante armi parliamo? Decine? Centinaia? Disolacate in quanti silos? 20? 30? Avete idea di quanto siano 16 Petaflops? Manco contassero gli atomi uno ad uno.

Davvero qualcuno sa qualcosa in più?



8500 testate nucleari pubblicamente, poi ci saranno quelle non segnalate e altre informazioni secretate, dovrebbero essere di meno xke mi sembra di ricordare che perima erano sui 11 mila come la russia attualmente.
mettek 19/06/2012 09:01
+1

 Originariamente inviata da likkko

Si, sappiamo tutto al riguardo, ma dopo avertelo detto saresti disintegrato per la sicurezza nazionale.
Sicuro di volerlo sapere?



Non credo che venga utilizzato come computer di magazzino sarebbe ridicolo.

Viene molto probabilmente usato per la gestione completa, il controllo in tempo reale, le simulazioni in caso di utilizzo di ogni singola bomba, ecc...
the-smoker 19/06/2012 09:02
+5

 Originariamente inviata da Roby10

Al di la di tutte le considerazioni, io vorrei capire come si fanno ad usare 16 petaflops "per la gestione della riserva di armi nucleari statunitense".

Cioè di quante armi parliamo? Decine? Centinaia? Disolacate in quanti silos? 20? 30? Avete idea di quanto siano 16 Petaflops? Manco contassero gli atomi uno ad uno.

Davvero qualcuno sa qualcosa in più?



infatti basterebbe un athlon dual core un hd da 200 giga con 2 giga di ram e un gestionale della zucchetti
boboviz 19/06/2012 09:04
+10
Preferirei utilizzassero tutta questa potenza per scopi non-bellici, tipo simulazione proteica,ricerca medica,ecc
1/6 avanti   
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