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Il videogiocatore tipo: cervellone e rachitico

11:00 - 22 gennaio 2010 di Manolo De Agostini

Uno studio ci spiega come mai un videogiocatore è bravo e un altro no. Un altro studio evidenzia che i bambini che videogiocano troppo rischiano il rachitismo.

I videogiocatori sono costante oggetto di studio e stanno ormai prendendo il posto delle scimmiette tra le cavie di laboratorio degli scienziati. Due studi - uno del Massachusetts Institute (condotto da Kirk  Erickson, professore del Massachusetts Institute, Arthur Kramer, professore di psicologia all'Università dell'Illinois e Walter Boot, della Florida State University) e uno dell'Università di Newcastle  (condotto da Simon Pearce e Tim Cheetham) - svelano l'aspetto del videogiocatore esperto: un cervellone rachitico. Vediamo perché.

Un nuovo studio ha stabilito che misurando il volume di tre strutture nel cervello è possibile prevedere, per buona parte, quali risultati raggiungerà una persona nei videogiochi. Specifiche parti del corpo striato, un insieme di tessuti all'interno della corteccia cerebrale, influenzano profondamente l'abilità di una persona di perfezionare "le capacità motorie, imparare nuove procedure, sviluppare strategie utili e adattarsi ad ambienti in rapido cambiamento".

"Questa è la prima volta che siamo in grado di prendere un'operazione reale come i videogame e mostrare che la dimensione di specifiche aree del cervello può predire le prestazioni e la capacità di apprendimento all'interno del videogioco", ha affermato Kirk Erickson, professore del Massachusetts Institute.

Secondo i ricercatori, i videogiocatori esperti sono superiori ai novizi in molti aspetti che riguardano l'attenzione e la percezione. Tuttavia, altri studi hanno mostrato che se un individuo si allena per 20 o più ore con i videogiochi, spesso non ottiene benefici cognitivi misurabili. Proprio per questo motivo, i ricercatori hanno pensato che dovevano esserci differenze individuali pre-esistenti nel cervello, in grado di influenzare l'apprendimento. Dopo aver condotto ricerche su animali, i ricercatori sono focalizzati su tre aree: nucleo caudato e putamen nello striato dorsale e il nucleo accumbens nello striato ventrale.

Per capire se la dimensione di queste tre aree fosse importante, gli studiosi hanno usato una macchina per la risonanza magnetica ad alta risoluzione su 39 pazienti, tra 18 e 28 anni, 10 dei quali maschi, che avevano speso 3 ore alla settimana con i videogiochi nei due anni precedenti. Il volume di ogni struttura cerebrale è stato confrontato con quello dell'intero cervello.

I partecipanti sono stati fatti allenare in una di due versioni di Space Fortress, un videogioco sviluppato dall'Università dell'Illinois in cui bisogna distruggere una fortezza senza far distruggere la propria nave. Metà dei partecipanti allo studio dovevano focalizzarsi sul miglioramento del punteggio generale del gioco, facendo attenzione anche alle varie componenti del titolo. Gli altri dovevano cambiare periodicamente le priorità, migliorando le loro capacità in un'area in un dato periodo di tempo, massimizzando i successi anche con altre operazioni.

Gli studiosi hanno visto che i videogiocatori con un nucleo accumbens più grande hanno raggiunto migliori risultati rispetto agli altri nelle prime sessioni di gioco. Questa area del cervello fa parte del centro della ricompensa, perciò le persone erano più motivate a raggiungere un obiettivo specifico nei primi stadi di apprendimento.

I videogiocatori con nucleo caudale e putamen più grandi hanno fatto meglio durante la fase di apprendimento a priorità variabile. Le due aree sono implicate nelle procedure di apprendimento, perciò i videogiocatori con le due aree più grandi hanno imparato di più e più rapidamente nel periodo di addestramento.

Tuttavia, se questo studio si è avvalso dei videogiochi per capire come funziona il cervello - e ad aiutarci a capire perché siamo delle schiappe colossali con i videogiochi - un altro studio evidenzia che lo stare troppo davanti a TV e videogiochi sta riportando in auge il rachitismo, una malattia ossea, tra i bambini del Regno Unito. A causare la malattia c'è la carenza di vitamina D, che assumiamo "per il 90% dalla produzione a livello cutaneo del colesterolo attraverso l'azione dei raggi UVA solari e solo per il 10% viene introdotta con la dieta", leggiamo su Wikipedia.

"Il rachitismo sta diventando un disturbo comune nel Regno Unito", afferma il professore Simon Pearce sul British Medical Journal. "I bambini tendono a stare in casa molti giorni e giocare con i loro computer anziché all'aria aperta. Ciò significa che i loro livelli di vitamina D sono peggiori degli anni precedenti". In passato si usava l'olio di fegato di merluzzo per ripristinare la vitamina D, ma oggi gli scienziati raccomandano il latte. A fare una battuta, verrebbe da dire che i videogiocatori non sono solo rachitici, ma anche viziati - oltre che cornuti.

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Commenti

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1/3 avanti    
Qvbc?! 22/01/2010 11:22
 
"Il rachitismo sta diventando un disturbo comune nel Regno Unito", afferma il professore Simon Pearce sul British Medical Journal. "I bambini tendono a stare in casa molti giorni e giocare con i loro computer anziché all'aria aperta."

Non è che in Inghilterra ci sia tutto sto sole e bel tempo per giocare all'aria aperta...
PrototypeR 22/01/2010 11:23
 

 Originariamente inviata da Qvbc?!

"Il rachitismo sta diventando un disturbo comune nel Regno Unito", afferma il professore Simon Pearce sul British Medical Journal. "I bambini tendono a stare in casa molti giorni e giocare con i loro computer anziché all'aria aperta."

Non è che in Inghilterra ci sia tutto sto sole e bel tempo per giocare all'aria aperta...



Lol infatti!
Actarus_77 22/01/2010 11:33
 
Però è purtroppo vero e non solo nel Regno Unito.

Quello che dico è che non si può fare sempre e solo quello che si vuole o che il nostro istinto ci porta a fare.
Nella giornat ci sta bene esercizio fisico all'aperto, la compagnia con amici, la lettura di un buon libro all'aria aperta o in casa e anche del videogioco. Soprattutto da piccini. Già si sconsiglia da piccoli l'uso smodato della TV..
Non solo videogioco...

Non leggono nemmeno più le classiche riviste che quando le compravi le nascondevi in mezzo al La Stampa o alla Gazzetta...
Tidus88 22/01/2010 11:39
 
L'immagine...LOL
kranather 22/01/2010 11:39
 
ma se io ho la panza xD!!!
efranchi 22/01/2010 11:43
 
Allora il problema non é giocare, ma il 90% appunto é dovuto all'assenza di vitamina D. Se si mischiano le due cose si intravvede una intenzione di voler dire ai videogiocatori quello che si dovrebbe dire all vitamina D.
Nella stessa situazione si ritrovano i neonati, sempre protetti dal sole, e quindi ogni pediatra prescrive alle neo mamme vitamina D.
Di fatto se al videogamers gli dai la vitD non diventerà mai rachitico, anche se raddoppiasse le ore di gioco.
E più in generale é un problema che affligge chiunque non stia al sole (per un motivo o per l'altro, videogames, anzianità, malattia, marina, fotofobici, ecc...).
Che é invece dovuto principalmente allo smanettare, é l'artrosi precoce delle mani.
E a dipendenza della posizione assunta sul divano, cifosi e o ernie lombari (ma qui non é già più legato al fatto di giocare ma essenzialmente all'igiene posturale sul divano).
Tsaeb 22/01/2010 11:50
 
Il corpo umano non è fatto per la vita sedentaria. Inutile arrampicarsi sugli specchi, chiudersi in casa per intere giornate a guardare TV o Computer non fa bene. E' la scoperta dell'acqua calda, ma visti i commenti che leggo spesso su questo forum, credo sia bene ricordarlo ogni tanto...

Sono videogiocatore accanito da quando avevo 12 anni (quindi mooooolto tempo fa) ma ho sempre fatto attività fisica, dal jogging alla palestra. Meditate gente, meditate.
scriptors 22/01/2010 11:58
 
Parlo da genitore, ebbene si ho 42 anni.
Mi ritengo un videogiocatore da quando ne avevo 15 (fatevi i conti) e, se da un verso ci sono indicazioni scientifiche nello studio, tutto il resto del collegamento è solo ... censored ...

Tanto per cambiare ai miei tempi, da bambino, stavo per strada con gli amici, ora mia figlia sta davanti la TV o il Nintendo (e falsamente diamo la colpa a questi ultimi).

Ma qualcuno se lo immagina un bambino/a dai 5-10 anni libero per strada a giocare ?
Sicuramente anche noi genitori abbiamo una grande colpa: pigrizia.

Come sempre ognuno vede quel che vuol vedere (governo, scuola, genitori ecc ecc).

Che poi ci siano persone che apprendono meglio di altri o ricerchino maggiormente il successo ecc. ecc. sono cose ovvie (ben venga comunque lo studio), ma farci uno dei tanti paragoni sui videogiocatori è tipico da giornalisti che non hanno nulla di meglio da dire, IT-gossip
schifezzevarie 22/01/2010 12:25
 
L'immagine è SPETTACOLARE!!!!
Adesso la stampo e la attacco sul mio specchietto...

;-)
GiulianoPhoto 22/01/2010 12:43
 
io vedo i giovani di oggi tra i 8-14 anni e li confronto a quelli della mia generazione che aveva la stessa età negli anni 80.

ora sono grassi e pigri o magri e rachitici..brutti fisici amplificati dalle mode obrobriose del momento

noi invece eravamo asciutti e muscolosi perchè giocavamo sempre a tanti sport e sempre in mezzo alla strada: calcio, basket, ci arrampicavamo sugli alberi, correvamo in continuazione, se nevicava uscivamo a giocare a palle di neve fino ad infradiciarci..invece ora i genitori con la scusa del freddo o della delinquenza non li fanno uscire e preferiscono passivamente e pigramente rincoglionirli davanti a uno schermo...

i tempi purtroppo cambiano e i genitori hanno le loro colpe.
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  Categoria: Giochi per Console
  Tag: Videogiochi, Xbox 360